Tragedia di via Canova, le reazioni: "Sostegno alla famiglia Dini. Demolire il campo rom del Poderaccio"

foto di archivio
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La tragica morte di Duccio Dini ha scatenato una serie di reazioni da parte del mondo politico. Il 29enne è stato travolto e ucciso a Firenze in via Canova da un'auto impegnata in un inseguimento, una spedizione punitiva nata nel campo Rom del vicino Poderaccio. Ieri, lunedì 11 giugno, Dini è venuto a mancare dopo 24 ore nell'ospedale di Careggi e in tanti hanno partecipato al corteo alla periferia di Firenze. Di oggi sono le parole shock di Enrico Rossi e di altri esponenti politici, che vi riportiamo di seguito.

Montemagni e Alberti (Lega): "Campi Rom, Rossi finalmente si è reso conto"

“Apprendiamo con piacere - affermano Elisa Montemagni e Jacopo Alberti, Consiglieri regionali della Lega - che il Presidente Rossi si sia, finalmente, reso conto che i campi rom debbano essere smantellati, ma osteggiamo, viceversa, la sua idea che a questi ultimi debbano essere riservate delle abitazioni, magari scavalcando i tanti toscani che aspettano, tuttora, di poter accedere ad una casa popolare. Insomma Rossi non dimentica una certa vicinanza a questa etnia con cui, tempo fa, si era anche fatto fotografare per testimoniare anche visivamente la sua familiarità con tali persone.”

“Come abbiamo più volte sottolineato - precisano Montemagni ed Alberti - la differenza sostanziale fra la Sinistra e la Lega, risiede nel fatto che i primi si scervellano quotidianamente per sostenere immigrati o affini, mentre noi siamo impegnati costantemente per cercare di risolvere i tanti problemi che assillano la nostra gente.”

“In merito, poi - concludono Elisa Montemagni e Jacopo Alberti - al tragico fatto capitato domenica scorsa a Firenze, come Lega stiamo redigendo un’apposita mozione, ovviamente aperta alla sottoscrizione anche di altri Gruppi politici, in cui chiederemo che, nell’ambito dell’approvazione di una Legge regionale che dia organicità ai contributi di solidarietà elargiti dalla Regione, sia riconosciuto un sostegno concreto alla famiglia di Duccio Dini.”

Il senatore Totaro (FdI): "Silenzio assordante di Nardella"

“I ROM arrestati per la tragica uccisione di Duccio Dini – dichiara il Sen. Totaro - vivevano da un anno in alloggi popolari assegnati dal Comune di Firenze. I cittadini residenti nella zona, avevano subito, nell’ultimo anno, minacce, aggressioni, feste notturne e schiamazzi e avevano presentato, più di una volta, denunce alle Forze dell’Ordine.

Questi rom che avevano ‘trasformato’ la loro residenza in una succursale del campo nomadi del Poderaccio, erano ben conosciuti alle forze dell’ordine perché pregiudicati ma, il Comune di Firenze, non era mai intervenuto per porre fine a questa situazione e revocare l’assegnazione dei loro alloggi.

Il giovane Duccio Dini, mentre si recava al lavoro come ogni giorno, è stato travolto da auto guidate da questi soggetti (impegnati tra loro in una feroce resa di conti).

Purtroppo questa morte è una triste conseguenza di anni in cui le istituzioni, tra cui il Comune di Firenze, hanno tollerato il non rispetto delle regole e addirittura, come in questo caso, la violenza, verso i cittadini del quartiere dove abitavano. Se l’Amministrazione Comunale e le Istituzioni fossero intervenute subito si sarebbe potuto evitare questo tragico evento.

Ci si domanda come mai – conclude il Sen. Totaro - il Comune di Firenze, con il Sindaco Nardella, che ultimamente elargisce ‘enunciazioni di principio’ sui diritti primari dei cittadini di Firenze, abbia consentito l’assegnazione e la non revoca delle case popolari a questi soggetti a fronte di tantissime coppie di cittadini di Firenze che rimangono costantemente esclusi dall’assegnazione delle case popolari”.

Il Sen. Achille Totaro ha presentato un’interrogazione al Ministro degli Interni chiedendo di affrontare la situazione dell’ordine pubblico a Firenze anche alla luce di questo gravissimo episodio di violenza con provvedimenti per tutelare i cittadini che sono costretti a convivere con criminali pregiudicati e violenti".

Angelo Bassi (Capogruppo PD) e Massimiliano Piccioli (Segretario PD Firenze): “Aderiamo convinti al Consiglio di Quartiere”

“La manifestazione indetta per oggi da Fratelli d’Italia è stata annunciata ieri subito dopo il fatto, sfruttando l’onda emotiva con intenti demagogici. Ora – spiegano il capogruppo del Partito Democratico Angelo Bassi ed il segretario PD Firenze Massimiliano Piccioli – è evidente che si tratta di un’iniziativa di parte spacciata per manifestazione civica.

Noi aderiamo al Consiglio di Quartiere aperto che si terrà alle 17.30 a Villa Vogel, sede del Quartiere 4, dove tutti i cittadini di Firenze sono invitati per stringersi intorno alla famiglia di Duccio e per manifestare – concludono Bassi e Piccioli – contro ogni forma di violenza e di criminalità”.

Donzelli (FdI): "Scontino la pena in Macedonia"

"Gli assassini di Duccio devono scontare la loro pena in Macedonia, senza sconti di pena. Tutti i componenti delle famiglie delle persone coinvolte devono essere allontanate da Firenze, fino al quarto grado: abbiamo esiliato Dante, possiamo mandare via qualche decina di criminali rom. A tutti gli altri rom del Poderaccio sia dato un ultimatum: fino al 31 agosto per mettersi in regola. Dal primo settembre le istituzioni inizino i lavori per trasformare il campo rom del Poderaccio in un'area a disposizione della grande comunità dell'Isolotto: parco giochi per mamme e bambini, un luogo con palestre e campi sportivi per i nostri ragazzi, laboratori per insegnare i mestieri di una volta e i nuovi lavori ai disoccupati e infine un centro anziani, per stare vicini ai nostri nonni". E' quanto afferma il parlamentare di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, che dopo il corteo organizzato ieri in ricordo di Duccio Dini, ha postato un video su Facebook sulla situazione a Firenze.

“Da anni denunciamo la pericolosa emergenza insicurezza e illegalità che si vive nel quartiere - sottolinea Donzelli - è surreale le istituzioni della sinistra accusino noi di Fratelli d'Italia di non essere responsabili, dopo che per anni sono stati loro irresponsabili nel consentire gravissime situazione di illegalità nei campi rom. Gli assassini di Duccio, come è oggi chiaro a tutti, avevano numerosi precedenti. Il sindaco e l'amministrazione spieghino allora perché godevano ancora dell'assegnazione degli alloggi. Firenze non è una città razzista - conclude Donzelli - ma se continuano a discriminare gli italiani rischiano di esasperare i cittadini”.

Marcheschi (FdI): "Ribaltone di Rossi spudorato"

«Ennesimo, spudorato ribaltone di Rossi: prima fa le foto con gli “amici” rom e gli dedica una legge, ora che fa comodo invoca la chiusura dei campi nomadi, vere e proprie enclave di anarchia, degrado e illegalità che noi da sempre vogliamo vedere chiusi. Siamo lieti che la sinistra si sia resa finalmente conto di questo problema, ma una cosa deve essere chiara: che non venga in mente di usare questo pretesto per sistemarli in alloggi pubblici, sarebbe un atto grave, iniquo e sconsiderato alla luce della situazione attuale».

«Di tentativi se ne sono fatti molti, ma non si integra chi non vuole integrarsi, Rossi e il PD se ne facciano una ragione. I campi vanno sgomberati, demoliti e bonificati, ma non basta: serve ripristinare la legalità in queste comunità, quindi foglio di via per chi ha recedenti, accertamenti sullo sfruttamento dei minori che vi abitano e messa sotto tutela, come accadrebbe in circostanze normali, poi verifica delle situazioni patrimoniali e capacità di reddito da lavoro. Chi potrà permettersi un’abitazione troverà il modo di procurarsela, chi invece avrà i requisiti si metterà in fila come tutti per una soluzione sociale. Nessuna corsia preferenziale come vorrebbe Rossi».

«Il modello toscano di accoglienza e integrazione non funziona, quindi vista la nuova linea di Rossi, ma anche di Nardella, presenterò una mozione per richiedere la chiusura dei campi nomadi toscani e l’abrogazione della legge regionale n.2/2000 dove, a spese dei toscani, si dispone il quadro di politiche per l’allestimento e adeguamento di aree abitative per rom e sinti, o il reperimento di alloggi sul libero mercato. Vedremo in Consiglio regionale se quelli del Governatore sono spot elettorali o meno».

Stella (FI): "Check urgente degli stranieri"

"Alcuni dei Rom coinvolti nella tragica vicenda che ha portato alla morte di Duccio Dini, avevano precedenti per rissa, spaccio, sfruttamento della prostituzione e altri reati contro la persona, ma erano assegnatari di alloggi di edizia residenziale pubblica. Chiediamo che il Comune di Firenze faccia un check di tutti gli stranieri assegnatari di case popolari, e nel caso risultino pregiudicati, vogliamo che si avviino le procedure per la revoca dell'alloggio". Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia).

"Il punto ineludibile della questione - evidenzia il vicepresidente dell'Assemblea toscana - è la presenza di campi rom in città. Noi lo sosteniamo da anni: vanno sgomberati e smantellati. Oltre a essere costati alle casse comunali decine di milioni di euro in 12 anni, i campi si sono dimostrati inadeguati a risolvere il problema dell'integrazione e a superare comportamenti troppo spesso al limite della legalità. Un'amministrazione comunale responsabile deve avere il coraggio di dire 'basta' a questa impostazione assistenzialista fatta con i soldi dei fiorentini, e totalmente fallimentare. Nardella deve dirci le date entro cui intende smantellare i campi nomadi, non fare generici annunci senza cronoprogramma".

"Leggo poi - aggiunge Stella - che il governatore Enrico Rossi, dopo tanti anni, finalmente riconosce la ragionevolezza delle posizioni del centrodestra che da sempre sostiene lo smantellamento dei campi nomadi: bene, meglio tardi che mai. Però siamo nettamente contrari alla sua idea che ai Rom debbano essere riservati degli alloggi Erp. Prima vengono i tanti toscani che aspettano di poter accedere all'assegnazione di una casa popolare. Sarebbe l'ennesimo sopruso e l'ennesima ingiustizia ai danni dei nostri concittadini più bisognosi".

Giani (PD) annuncia: "Demolire il campo rom del Poderaccio"

Il campo nomadi del Poderaccio “deve essere demolito, certo”, poi bisogna andare oltre, “le nostre leggi e le regole della convivenza civile devono essere rispettate”. Così il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, nel commentare la vicenda che ha portato alla tragica morte di Duccio Dini. “Devo ringraziare tutti i fiorentini – dice Giani – in particolare i fiorentini del quartiere dell’Isolotto che ieri hanno dimostrato grande compostezza. Non penso ci sia volontà di vendetta. Hanno vissuto tanta rabbia, come l’ho vissuta e sentita dentro di me tutta la giornata di ieri alla notizia della morte di Duccio Dini, ma tutti hanno preso atto con serietà di quello che sta accadendo”. Ora, prosegue Giani, ci sono cose da fare subito: “Dice bene il sindaco Nardella, il campo nomadi del Poderaccio va demolito, così come accadde per l’Olmatello. Anzi, siamo molto in ritardo, questi presidi di ghettizzazione nelle città non ci devono essere. Chi è residente in Italia deve rispettare le nostre leggi”.

E racconta una riflessione emersa da un colloquio questa mattina: “Una persona che conosco da molti anni ed è stato uno dei partecipi dell’autogestione delle case popolari di via Canova, proprio lì all’Isolotto, mi diceva stamane: ‘Da quando le nostre case popolari sono state assegnate a tre famiglie rom, non si vive più. Le nostre donne che andavano a prendere il fresco nel cortile interno non ci possono più andare, i parcheggi oggi vengono occupati in modo irriguardoso delle regole di convivenza’. Ecco – prosegue Giani – questi personaggi devono rendersi conto che, se sono in Italia e stanno a Firenze, devono rispettare le leggi italiane e le regole della nostra convivenza”.

Il presidente ha disposto che, in segno di lutto per la morte di Duccio Dini, le bandiere del palazzo del Pegaso siano issate a mezz’asta.

Cellai e Torselli (FI): "Enrico Rossi, finalmente..."

“Finalmente il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha speso due parole su quanto è accaduto domenica scorsa in via Canova, dove un ragazzo di 29 anni è stato ammazzato, dicendoci che: ‘i campi rom devono essere smantellati con soluzioni abitative alternative’. No, caro governatore Rossi! I campi rom vanno smantellati, punto e basta. Le ‘soluzioni abitative alternative’ riserviamole a quei cittadini italiani costretti a vivere in macchina, nelle roulotte o, peggio ancora, sotto qualche portico su dei cartoni”. Questo è quanto replicano al governatore della Toscana, questa mattina, Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio e Jacopo Cellai, capogruppo di Forza Italia sempre in consiglio comunale a Firenze.

“Chi sa fa quotidianamente beffa di leggi e regole - concludono Torselli e Cellai - chi usa Firenze come una latrina o, peggio ancora, come un Far West, chi vive di delinquenza e di espedienti, chi non rispetta alcun dovere civico, non merita di ricevere ‘in premio’ una casa popolare, semmai meriterebbe un biglietto di sola andata per tornarsene a casa propria”.

Il cordoglio della Fiorentina

"La Fiorentina si unisce al cordoglio di tutta Firenze per la scomparsa di Duccio Dini, grande tifoso viola che resterà sempre nei nostri pensieri. La società viola abbraccia commossa la famiglia Dini alla quale porge le più sentite condoglianze".

Il deputato Cosimo Maria Ferri

"Sono vicino alla famiglia di Duccio, il giovane di 29 anni che a Firenze è stato ucciso da una delle due auto protagoniste di un inseguimento.
Grazie alla legge sull’omicidio stradale esistono gli strumenti per dare una risposta severa per chi commette questo reato.
L’autovettura non è un’arma e va punito in modo esemplare chi ha spezzato la vita di Duccio.
Non è giusto morire così a 29 anni".

Il SAP fa le condoglianze alla famiglia Dini

La Segreteria Provinciale del S.A.P. Sindacato Autonomo di Polizia Fiorentina, dopo i fatti tragici di ieri in zona isolotto tra bande di etnia rom, abbraccia dal più profondo del cuore di ogni poliziotto che rappresenta, la famiglia DINI, per questo immenso e ingiusto dolore che dei criminali gli hanno provocato.

A Firenze, riferisce il Segretario Provinciale SAP Bartoccini Massimo il patto “Firenze bella e sicura” firmato dall’ex Ministro dell’Interno Dott. Minniti e dal Sindaco di Firenze Dott. Nardella è da archiviare totalmente, fatto nei mesi scorsi in piena campagna elettorale, numeri alla mano a Firenze non ha visto nessun aumento di uomini in divisa e le condizioni di lavoro per i tutori dell’ordine sono sempre estreme. Oggi tutti siamo addolorati per quanto accaduto ieri, noi come SAP è da sempre che si lotta per far capire alla politica che la sicurezza non è uno slogan, in Italia siamo passati da 115000 a 92000 operatori e più della metà sopra i 47 anni. Ci si accorge solo quando succedono avvenimenti di questa portata l’importanza degli uomini in divisa, presenti ed efficienti. Da anni in questa città, chi ha il compito del controllo del territorio, la Squadra Volanti per esempio, è sotto organico di almeno 50 poliziotti. I numeri raccontano che da anni, ogni giorno le pattuglie impiegate per il controllo del territorio cittadino possono essere rapportate a 1 ogni 100000 abitanti, e senza essere degli esperti, queste sono assai insufficienti per affrontare l’emergenza criminalità e l’allarme terrorismo, pertanto limitano le “Pantere” a discapito di ogni tipo di prevenzione a gestire le emergenze. Si sta pagando 10 anni di assenza totale della politica nazionale su progetti per la sicurezza anche per la città di Firenze, dove nulla è servito avere pure l’abitazione di un Presidente del Consiglio. Adesso, per chi si è permesso di far diventare le vie della città un campo di battaglia tra malavitosi, ci deve essere la certezza della pena per confermare l’importanza alla legalità, solo così si rafforza l’operato degli uomini in divisa.

 

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