Scritte fasciste e naziste al Teatro Rossi Aperto, solidarietà dalla sinistra

(I fogli con le scritte offensive sono stati lasciati su un tavolo del foyer del teatro di piazza Carrara a Pisa, NdR)

Quello che è accaduto nelle scorse ore al Tra è di una gravità senza precedenti.

Queste foto non hanno bisogno di molti commenti: un messaggio di stampo nazista forte e chiaro, che non può essere derubricato alla voce ‘goliardia’. Non era mai accaduto. Il teatro è un presidio aperto, democratico, inclusivo, ispirato ai valori della Resistenza e ai principi della Costituzione repubblicana. Rifiutiamo e denunciamo questo gesto, ne condanniamo fermamente lo spirito razzista e antisemita.

Se pensano di intimidire chi faticosamente rende da 6 anni quel luogo un bene comune si sbagliano di grosso.

Ci appelliamo a tutte e tutti, dalle istituzioni pubbliche e culturali di questa città ai singoli, per non lasciare solo il TRA e per individuare, isolare e condannare questi
gesti squadristi.

Il commento di Diritti in comune - Una città in comune, Rifondazione Comunista, Possibile

Scritte di stampo nazista o fascista, come quelle comparse sui materiali del Teatro Rossi Aperto, non possono mai essere delle semplici ragazzate. Non lo possono essere nemmeno scritte antisemite, o che richiamano atteggiamenti violentemente maschilisti, per attaccare chi ha visioni alternative del mondo.

Ci sembra naturale e doveroso esprimere la nostra solidarietà al TRA, un’esperienza di rigenerazione urbana e cura dei beni comuni che deve essere difesa e valorizzata. E difenderla a parole non basta: l’associazione TRA, ricordiamo, deve essere tra i principali soggetti in gioco per il completamento del restauro e il raggiungimento della piena agibilità dello storico teatro, a partire dal progetto di riqualificazione e utilizzo presentato dalla associazione stessa.

Lo spazio per certi attacchi vergognosi e, non esitiamo a dirlo, criminali, non ci sarebbe, se la città tutta e le sue istituzioni si muovessero in questa direzione: così si darebbe la risposta più efficace alla violenza e alla cultura della violenza, senza lasciare spazio ad ambiguità.

Chiediamo quindi che questo episodio – che deve restare tale, e i cui autori devono essere condannati – si traduca in un’occasione per rilanciare Pisa come città di cultura, incrocio ricco di diversità e di pace a partire proprio dall'esperienza del Teatro Rossi Aperto. Sollecitiamo l’amministrazione comunale a fare in questo la sua parte, non lasciando adito al minimo dubbio che atti fascisti o nazisti possano verificarsi nel silenzio.



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