Partecipazione: Toscana verso svolta per nuova legge regionale

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Partecipazione: la Toscana è già al lavoro per la nuova legge regionale, che dovrà imprimere un’ulteriore svolta ad un processo avviato oltre dieci anni fa, nel quale la Regione vuole mantenere una posizione di avanguardia. Siamo ormai a undici anni dal primo provvedimento normativo del 2007, a conclusione di un percorso intrapreso nel 2005, e sono passati cinque anni dal varo della revisione del 2013, che ha posto al centro il dibattito pubblico, reso obbligatorio per le opere che superano la soglia dei 50milioni di euro. Della nuova legge toscana sulla partecipazione si è parlato oggi, martedì 25 settembre, a palazzo Bastogi, una delle sedi del Consiglio regionale, nel convegno ‘Ancora Partecipazione? La legge toscana 46/2013 allo specchio’, organizzato dall’Autorità per la partecipazione con l’Assemblea toscana e l’assessorato regionale alla presidenza. “Spero si possa giungere a breve a una revisione della legge, dopo un percorso così intenso e partecipato di valutazione degli effetti dell’attuale norma”, dice l’assessore regionale Vittorio Bugli. L’assessore accoglie anche la proposta di aprire uno spazio su ‘Open Toscana’ per chi vorrà presentare proposte di miglioramento da inserire nella nuova legge.

“Siamo a un momento di svolta. Il Consiglio regionale conferma l’intenzione di arrivare a una riforma della legge sulla partecipazione”, dice il presidente Eugenio Giani nel discorso di saluto tenuto in apertura dei lavori. “Abbiamo costituito un gruppo di lavoro interno al Consiglio. La legge del 2013 è a termine, la nuova legge dovrà essere a tempo indeterminato, per dirla con la formula dei contratti. Serve aggiornamento in linea con i tempi – aggiunge il presidente –, il desiderio di partecipazione cambia”. Giani cita la legge regionale sui beni comuni, appena approvata, come esempio positivo. “Altre forme di partecipazione sono viste con meno favore, quando contrastano con la semplificazione e appaiono come appesantimento”. Esperienze positive di partecipazione “ce ne sono state”, prosegue, “i Comuni hanno utilizzato bene le opportunità, direi nell’80 per cento dei progetti”. In altri casi, “attraverso il percorso partecipativo si è fatta emergere una logica da contropotere: quelle sono esperienze da rifuggire”.

“Partecipazione come strumento di innovazione democratica per rendere più intelligenti le politiche regionali e locali: questo abbiamo cercato di fare negli anni e su questo siamo impegnati a migliorare”, aggiunge l’assessore Bugli. “La Toscana ha mantenuto una posizione di avanguardia, i processi di partecipazione richiedono aggiornamenti, resta l’esigenza di innovazione nella creazione delle nostre politiche, tale da permettere ai cittadini di prendere parte ai processi decisionali”. Bugli fa riferimento al Libro verde #collaboratoscana per un'agenda regionale sull’economia collaborativa e i beni comuni, esito di un articolato lavoro di ascolto e confronto con Comuni, università, imprese, startup e terzo settore. Il dibattito pubblico toscano “può fare da riferimento anche a livello nazionale”.

Il rapporto valutativo sull’attuazione della legge regionale del 2013 illustrato da Francesca Gelli – che con Giovanni Allegretti e Paolo Scattoni fa parte dell’Autorità regionale per la partecipazione – presenta punti di forza ed elementi di fragilità dai quali parte il percorso verso la nuova normativa. Dalle risorse disponibili, che sono dimezzate nel corso degli anni a fronte di una domanda di partecipazione che è rimasta stabile, alla capacità di attivare la partecipazione in tutti i territori della regione (in questi anni si è fermata al 39 per cento) e di allargare i settori della società coinvolti e snellire le procedure.

Il dibattito è stato coordinato dal sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, referente dell’area partecipazione di Anci Toscana. Il dirigente del Consiglio regionale, Luciano Moretti, ha illustrato gli aspetti tecnici delle fasi e modalità di verifica della legge regionale 46/2013. Tra le molte valutazioni positive, i rilievi e le richieste, quella di accentuare la capacità di riconoscere e accogliere il conflitto di posizioni contrastanti tra i cittadini e le istituzioni nella fase del processo partecipativo. All’incontro hanno preso parte anche i consiglieri Massimo Baldi (Pd), Gabriele Bianchi (M5s), secondo cui “la politica deve interiorizzare i processi partecipativi e accettare il conflitto come base di partenza”, e Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt), che ha chiesto all’assessore Bugli “di adoperarsi come giunta regionale per fare in modo che il tavolo in Consiglio regionale per la revisione della legge, annunciato un anno fa, venga effettivamente attivato”.

I lavori proseguono nel pomeriggio, con un ‘Symposium’ in omaggio a Luigi Bobbio, con Massimiliano Andretta e Luigi Pellizzoni dell’università di Pisa, Luca Raffini dell’università di Genova. Seguirà una tavola rotonda conclusiva, con gli interventi di tutti i componenti dell’Autorità per la partecipazione e dei vari relatori, oltre a Camilla Perrone dell’università di Firenze e di Antonio Floridia della Regione Toscana.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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