Prevenzione a Massa con la Misericordia: si parla di fegato grasso, rischio cardio vascolare e ictus

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“La prevenzione a…Km zero! E gli specialisti incontrano nella località montana non in modo episodico la popolazione e fanno visite e screening gratuiti” l’evento di prevenzione regionale che, promosso dalla Misericordia di Massa, si terrà sabato 10 Novembre con orario 9,30-13,30 in ambulatori allestiti a nell’ex asilo comunale di Casette (Frazione montana del Comune di Massa) riserva una serie di…. sorprese vediamole. Sarà presente anche la prestigiosa ingegneria clinica della Fisiologia clinica del Cnr con il dott. Ingegner Francesco Faita che è addirittura un Phd, come è noto, è il titolo accademico che rappresenta l’ultimo livello di istruzione universitaria mondiale ed in una mail scrive al Direttore Sanitario e Responsabile Scientifico dell’evento la Dottoressa Maria Laura Valcelli (grazie alla sua “regia” avremo un gran pool dio specialisti) “. ringrazio per l’invito e accetto molto volentieri confermando la mia presenza per la giornata del 10 novembre”. La Fondazione “Monasterio” alla “Giornata” con suoi cardiologi coordinati dal dottor Sergio Berti (che sarà presente) Direttore dell’Unità Operativa complessa di Cardiologia Diagnostica Interventistica dell’Ospedale del Cuore – Fondazione “Monasterio” Cnr . L’evento si tiene anche con il patrocinio e la collaborazione del 118 di Massa Carrara.. Visite e test sono completamente gratuite. Un grosso evento da grosso centro clinico diagnostico. La Misericordia come sempre schiererà un vero e proprio “esercito” di volontari . Un pool di specialisti “regaleranno” alla collettività anche un esame di alta prevenzione. Si tratta dell’identificazione delle persone a rischio di avere un fegato grasso. Avviene dopo un’accurata visita da parte del prof. Bonino .La ditta Sonosite fornirà un ecografo di ultima generazione. Il dottor Lorenzo Bertelotti il mago dell’ecografia eseguirà subito dopo la misura del grasso epatico su una serie di soggetti in loco dopo appunto un’accurata visita. Come è noto il professor dottor Ferruccio Bonino è Ordinario di Gastroenterologia, Ricercatore Senior Associato - Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del Consiglio Nazionale delle Ricerce Fondazione Italiana Fegato, AREA Science Park, Campus Basovizza, Trieste. Scienziato di fama internazionale per gli studi sui virus epatici maggiori: B e C . Il professor Bonino consiglia chi desidera sottoporsi a questa visita di alta specializzazione dovrebbe portare con sè il risultato di 2 esami del sangue (eseguiti entro i 2 ultimi anni), Trigliceridi e Gamma GT. Un’occasione,dunque, unica da non perdersi : essere visitati dal prof. Dott. Bonino ed ottenere un’ecogradfia particolare per di più eseguita dal dottor Lorenzo Bertellotti. “Le malattie cardio-vascolari, epato-digestive, metaboliche, neuro-degenerative e neoplastiche sono oggi le principali cause di ridotta aspettativa di vita, spiega il professor dottor Ferruccio Bonino . Famigliarità e segni precoci di malattia sono i campanelli d’allarme richiamano a programmi di prevenzione e cura personalizzati. Il fegato grasso (steatosi epatica) si associa a molteplici condizioni: sovrappeso/obesità, eccessiva introduzione di bevande alcoliche o zuccherate, sindrome delle apnee notturne , terapie prolungate con farmaci epatotossici e malattie croniche del fegato e/o extraepatiche (diabete, dis-metabolismi lipidici e malattie cardiovascolari, degenerative e neoplastiche, 1-4). La steatosi lieve o moderata che non è di per sé una malattia del fegato, lo diventa quando si complica con l’infiammazione, steato-epatite che può evolvere in cirrosi epatica e tumore del fegato. Il contenuto grasso del fegato è perciò uno specchio molto sensibile di salute generale e in un soggetto asintomatico una quantità maggiore del 5% del peso del fegato costituisce la spia più precoce del rischio d’incipienti patologie epatiche (steato-epatiti) e non epatiche (diabete e dismetabolismi lipidici, malattie cardiovascolari, degenerative e neoplastiche). Le malattie cardiovascolari e gli ictus ischemici rappresentano le principali cause di morte a livello globale e sono state responsabili nel solo 2016 di 15,2 milioni di decessi, questo è quanto affermato dall’Organizzazione mondiale della Sanità nei dati del Global Health Observatory (GHO) rispetto alle maggiori cause di decesso nel mondo. Gli fa eco il dottor Sergio Berti:” Le malattie cardiovascolari e gli ictus ischemici rappresentano le principali cause di morte a livello globale e sono state responsabili nel solo 2016 di 15,2 milioni di decessi, questo è quanto affermato dall’Organizzazione mondiale della Sanità nei dati del Global Health Observatory (GHO) rispetto alle maggiori cause di decesso nel mondo

I fattori di rischio giocano un ruolo cruciale nello sviluppo di tali patologie, ma non sono tutti uguali. Infatti, alcuni di essi sono “modificabili”, ovvero sono suscettibili di correzione (dislipidemia, ipertensione, diabete, obesità, fumo e sedentarietà), altri, invece, sono “non modificabili” (età, sesso maschile, familiarità positiva per malattie cardiovascolari e diabete).Pertanto, una decisa azione preventiva deve essere attuata sin dalla giovane età al fine di riconoscere i soggetti a maggior rischio e sensibilizzare la popolazione ad alcune corrette abitudini tese a garantire uno stile di vita sano.

Negli ultimi anni si è molto parlato della cosiddetta “dieta mediterranea”, riconosciuta dal noto fisiologo americano Ancel Keys come standard ottimale da seguire per prevenire problemi di cuore. Tale modello, tuttavia, spesso è stato inconsapevolmente rivisto incorporando aspetti non tipici della dieta caratteristica delle aree meridionali del nostro Paese della prima metà del secolo scorso. Così, volendo essere fedeli al modello originale basterebbe impostare un regime alimentare equilibrato, caratterizzato da un elevato apporto di vegetali, una base lipidica costituita da olio extravergine d’oliva ed un limitato apporto di latticini a basso tenore di grassi. Non dimeno, l’attività fisica gioca un ruolo cruciale, sinergico con quello dell’alimentazione. Volendo citare ancora una volta i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, i livelli ottimali raccomandati di esercizio sportivo si dividono per fasce d’età. In particolare, per bambini ed adolescenti (5-17 anni) le raccomandazioni indicano la pratica di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica intensa, da raggiungere in maniera graduale, ed attività che rafforzino l’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana. Per gli adulti, invece, si raccomandano attività prevalentemente aerobiche di circa 150 minuti a settimana o attività moderatamente vigorose di circa 75 minuti a settimana. Inoltre, andrebbero praticate attività di rafforzamento muscolare per 2 o più volte a settimana. Infine, va ricordato che l’abbandono del tabagismo non solo incide significativamente sul miglioramento dei valori pressori, ma risulta fondamentale anche nella prevenzione delle malattie respiratorie. In conclusione, la famosa frase “l’uomo è ciò che mangia” del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach è probabilmente il miglior motto per chi vuole intraprendere un corretto stile di vita ed attuare una concreta prevenzione cardiovascolare.

Nella giornata saranno effettuati da specialisti anche : eco color doppler delle carotidi il meglio noto TSA e prevenzione ictus; elettrocardiogramma e lettura, consulto nutrizionale; visita epstologica; consulto psicologico; test vista ed udito; consulto ortopedico: prevenzione patologie grosse articolazioni; consulto terapia antalgica con agopuntura; consulto internistico, nefrologico; tossicologico, rilievo pressione arteriosa, peso,altezza, girovita; valutazione massa magra e grassa.

Fonte: Ufficio stampa

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