Fondi di caffè da riusare in agricoltura, il progetto con il carcere di Siena

Da sinistra, Gianni Passaniti, Piero Morini, Sergio La Montagna, Sonia Carmignani, Annalisa Santucci, Claudio Rossi
Da sinistra, Gianni Passaniti, Piero Morini, Sergio La Montagna, Sonia Carmignani, Annalisa Santucci, Claudio Rossi

E’ stato presentato stamattina un protocollo di intesa tra l’Università di Siena e il suo dipartimento di eccellenza di Biotecnologie chimica e farmacia, con la Casa circondariale di Siena, il Consorzio Archè e la Cooperativa sociale La Proposta Onlus. L’accordo riguarda l’avvio di un progetto che permetterà di raccogliere i fondi del caffè consumato nella Casa circondariale, studiarne le proprietà e riutilizzarlo in vari settori, specialmente in agricoltura.
Si tratta di un’iniziativa unica nel panorama italiano, che vuole introdurre un modello di economia circolare, attraverso la valorizzazione degli scarti di consumo, nell’ambito di un contributo allo sviluppo sostenibile. I fondi di caffè sono lo scarto più importante nell’ambito dei consumi alimentari dei 70 detenuti della Casa circondariale di Siena, e per questo sono stati scelti come oggetto di studio e riciclo.

Il gruppo di ricerca dell’Ateneo che si occupa di nutraceutica, ovvero dello studio di principi nutrienti contenuti nei cibi che hanno effetti benefici sulla salute, coordinato dal professor Claudio Rossi, analizzerà le proprietà dei fondi di caffè, concentrandosi sulle sostanze antiossidanti e sulle sostanze bioattive come flavonoidi e polifenoli. Dai risultati delle analisi i ricercatori potranno indicare l’uso più appropriato dei fondi di caffè, che potrebbe comprendere anche un uso cosmetico, per creare prodotti per la pelle dalla capacità antiossidante. Inoltre, dallo studio sulla capacità di inibizione della crescita batterica o di parassiti delle piante potranno arrivare indicazioni puntuali sull’utilizzo dei fondi di caffè in agricoltura, come ammendante.

A questo utilizzo sta pensando Il Consorzio Archè, che tramite la Cooperativa “La Proposta” userà i fondi di caffè come fertilizzante per le colture orticole stagionali, pomodori e cavoli in particolare, impiantate presso l’Orto de' Pecci di Siena. Il consorzio si impegna anche a raccogliere ogni settimana i fondi di caffè raccolti nella Casa circondariale, a fornire ai detenuti informazioni e competenze utili per poter gestire al meglio la raccolta interna e a comprendere l’utilità di una efficace raccolta differenziata.

Il progetto avviato oggi ha l’obiettivo di promuovere buone pratiche di gestione dei rifiuti in ambito penitenziario, far conoscere ed incentivare ulteriormente la raccolta differenziata del materiale riciclabile, coinvolgere le professionalità delle cooperative sociali del territorio che sono maggiormente impegnate in attività di agricoltura sociale e nei servizi ambientali, e inoltre valutare le opportunità più efficaci dell’uso dei fondi di caffè, grazie all’apporto dei ricercatori dell’Università di Siena. Questa iniziativa è il punto di approdo della campagna del “caffè sospeso” che la Casa circondariale ha realizzato insieme alla Confesercenti di Siena e con il patrocinio dell’amministrazione comunale.

Stamattina, alla firma del protocollo, erano presenti la delegata del rettore dell’Università di Siena Sonia Carmignani, il direttore della casa circondariale di Siena Sergio La Montagna, la direttrice del dipartimento di Biotecnologie chimica e farmacia Annalisa Santucci, il referente del dipartimento per il progetto Claudio Rossi, il presidente del Consorzio Archè Piero Morini, Giovanni Passaniti, presidente della cooperativa La Proposta.

Fonte: Università di Siena

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