Ricerche d'archivio per creare la Minestra del Vinciano

Un nuovo piatto tipico è pronto per essere servito nei ristoranti di Vinci. Ieri, infatti, nell’ambito della manifestazione Sapori e colori del Montalbano, è stata presentata ufficialmente la Minestra del Vinciano, una pietanza che nasce in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. La ricetta è stata ideata dall'assessore alla cultura del Comune di Vinci, Paolo Santini, attraverso un'attenta e puntuale ricerca archivistica, grazie alla quale è stato possibile ricostruire con certezza quali erano le coltivazioni nei campi dell’epoca. In seguito è stata elaborata dallo chef Benedetto Squicciarini, di Slow Food, il quale sempre ieri ha deliziato il pubblico con uno show cooking dedicato, andato in scena in piazza della Libertà.

“Negli statuti di Vinci del 1418 - ha raccontato l'assessore - fra le tante rubriche che si occupano di regolare la vita quotidiana nel castello, in un manoscritto custodito nei fondi dell’Archivio di Stato di Firenze si invitava il popolo a coltivare l’orto e produrre erbaggi di stagione, al fine di avere garantito un nutrimento sano e ricco di sostanza, in modo da poter combattere malattie, epidemie e rimanere in forza per poter lavorare nei campi”.

Sulla base di tale rubrica, è stato proposto ai ristoratori vinciani e al presidio Slow Food Empolese Valdelsa di realizzare, in vista delle importanti celebrazioni del 2019, un piatto “leonardiano” nel vero senso della parola: cosa si mangiava a Vinci al tempo di Leonardo. In sostanza, cosa ha mangiato Leonardo a Vinci nei suoi primi anni di vita? Evidentemente ciò che era obbligatorio coltivare, e quindi zuppe a base di legumi come fave ceci e piselli durante l'inverno e minestre di lattughe ed erbe aromatiche nel periodo estivo.

“Quelli che oggi vengono comunemente chiamati piatti poveri come zuppe, minestre e polente, un tempo erano la fonte principale di sostentamento - ha spiegato lo chef Squicciarini - Osservando e rileggendo storie e documenti dell’epoca, la popolazione per lo più addetta alla lavorazione dei campi era costretta a produrre non per sé ma per i nobili signori proprietari dei terreni e delle case dove erano ospitati. Mentre le famiglie signorili facevano a gara a chi stupiva maggiormente gli ospiti con banchetti infiniti e portate stravaganti, il popolino era costretto a nutrirsi con il poco o il tanto che riusciva a recuperare dal lavoro della terra. Ecco allora il proliferare di zuppe e minestre varie”.

La Minestra del Vinciano ha come ingredienti principali acqua, insalate ed erbe spontanee di stagione, ortaggi vari di stagione, aglio, cipolla, alloro ed erbe aromatiche, lardo o cotenna di maiale. La ricetta, realizzata in collaborazione con Slow Food Empolese Valdelsa, viene proposta in due versioni, estiva e invernale, e sarà la pietanza principe per tutti i ristoranti vinciani nel 2019.

“Coloro che vorranno utilizzarla - ha chiarito Santini - potranno farlo solo attenendosi alla ricetta ufficiale elaborata dall’amministrazione comunale”.

Fonte: Comune di Vinci - Ufficio stampa



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