Ecco il Barbiere di Siviglia, prima nazionale al Politeama di Prato


Un’altra prima nazionale al Politeama di Prato. Il 15 e il 16 dicembre andrà in scena infatti “Il Barbiere di Siviglia”, Walters Produzioni, commedia musicale pop per la regia di Sandro Querci, presentata questa mattina, martedì 4 dicembre, nella sala Barile di palazzo del Pegaso dove, in anteprima, si è appreso che il 5 gennaio 2019 sarà consegnato a Querci il Premio Ponte Vecchio alla carriera.

A far gli onori di casa per lo spettacolo nuovo (e inedito, che per rendere ancora più particolare la vicenda dell’amore tra Rosina e Almaviva attinge alla trilogia de “Il Barbiere di Siviglia”, Le nozze di Figaro” e “La madre colpevole”) è stato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani.

Il presidente dell’Assemblea toscana ha ricordato come il Barbiere di Siviglia “sia opera di particolare vivacità e significato” e come la prima nazionale a Prato, in effetti, si presenti anche “come un tributo a Gioacchino Rossini: ho rappresentato la Regione Toscana, il 13 novembre, in Santa Croce, quando abbiamo voluto ricordare i 150 anni dalla morte di Rossini, che aveva espresso la volontà di essere sepolto a Firenze”.

In sala Barile anche i consiglieri regionali del territorio, Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti che, ha precisato Giani, si sono adoperati per la presentazione in Consiglio. “Prato torna a essere centrale nella programmazione nazionale sia per la sua storia sia per gli artisti e la qualità dei suoi spettacoli” ha detto Ciolini e Querci, ha aggiunto il consigliere, da questo punto di vista è una conferma. L’aspetto della particolarità del teatro, nella sua storia e nel suo rapporto con la città, è stato evidenziato anche da Bugetti. La consigliera ha rivolto un saluto particolare a Roberta Betti, presidente del Politeama, “per il suo impegno storico” grazie al quale il teatro nel ’99 riaprì i battenti come public company. “Un’azione praticamente unica – ha sottolineato la consigliera – nata dalla determinazione della Betti”. Un ‘omaggio’ sottoscritto anche da Simone Mangani, assessore alla cultura di Prato che ha precisato come il teatro sia “una public company con oltre 700 soci: il Comune ne detiene oltre il 30 per cento”.

Via libera così all’allestimento di Querci che firma liriche e traduzioni con Elena Talenti e adatta i contenuti della vicenda narrata da Beaumarchais, nel 1772, proprio come commedia musicale. Versione musicale che Rossini, 44 anni dopo, farà diventare lirica.

Una scenografia tutta particolare - tele colorate, giochi di luce - che il regista e attore anima di contemporaneità grazie al “taglio musicale pop melodico latino spagnolo”. “Ho attinto al mio background, provengo da quattro generazioni di cantanti - ha spiegato Querci-. Ho preso canzoni latine e spagnole melodiche, non conosciutissime escluso un paio di temi, per rimanere in un’area meno stravolta dal commerciale”. Dal regista l’idea di “uno spettacolo senza tempo”, scandito anche da “elementi moderni, a partire dai costumi, dalle musiche, ma anche dalla recitazione e dalla vocalità”.

A Barbara Gualtieri il merito dell’organizzazione e anche di una produzione che rispetta totalmente il disciplinare tecnico Green Entertainment Act, un documento risalente al 2012 in grado di valutare quanto sia rispettato l’ambiente da parte degli operatori dello spettacolo.



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