Perlamora, 1948-2018: 70 anni di Dichiarazione universale dei diritti umani

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L'8 dicembre si conclude e riparte tradizionalmente il Festival 'Perlamora', Centro Culturale Storico Agricolo,  da 11 anni a Figline Valdarno. Oggi, a Stecco, frazione di Figline Valdarno, per il Festival dei diritti umani sono accorsi in molti per discutere di attualità e concretezza della vita, un momento di riflessione alta, che indaga la dignità della persona umana dal suo cuore, dalla capacità di ascolto e dalla coscienza, fino alla società in cui vive. Anche la questione climatica porta in sé il rispetto dei diritti.

Ha aperto i lavori Lorenzo Melani, presidente del Punto permanente di documentazione per la Pace e per i diritti Umani di Perlamora. Coordinatore e direttore artistico del Festival Perlamora, Giorgio Torricelli. Intervenuti Vannino Chiti, già vice presidente del Senato della Repubblica, Severino Saccardi, direttore di Testimonianze, Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci, Valentina Pagliai, del Robert F. Kennedy Human Rights Italia.

La tappa dell'8 dicembre è quella finale e quella iniziale. Per i settant'anni di diritti umani, dal 1948 al 2018, presentato un Volume speciale di Testimonianze, dedicato al 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani: 1948-2018 Diritti umani in cammino.

Scorrono sulla parete, durante la discussione, le foto di volti, persone colorate, bambini, da ogni angolo del mondo. Una cronaca per immagini colta da importanti autori Pietro Di Pilato, Claudio Tirelli, Giorgia e Nicola Di Gravio. L'uomo dei diritti, quello in carne e ossa, è declamato in un suo brano, da Giampiero Bigazzi.

Severino Saccardi, attraverso una riflessione filosofica e culturale per spiegare e celebrare i diritti umani: "La scelta del diritto è possibile ma impegna, i diritti umani sono la secolarizzazione, la laicizzazione, dei valori cristiani. Nel 1948, personaggi quali Gandhi, Maritain, Huxley, furono chiamati a dire la loro e mandarono un parere sulla Carta dei diritti umani. Quel 10 dicembre 1948 si astennero i Paesi socialisti, il Sud Africa, l'Arabia. Nessuno votò contro, ma il Documento non vide voto unanime. I diritti umani nascono nel 1948 con aspirazione ad essere universali, ma fanno i conti anche con il relativismo culturale".

Don Alessandro Andreini, della Comunità di San Leonino, uno degli autori di questo numero di Testimonianze, ha contribuito con un articolo. "La frase con cui chiudo il mio articolo è del Cardinal Martini -spiega don Andreini-, 'Ho assoluta fiducia nell'ascolto del cuore'. Chi ascolta davvero, ascolta la verità. Noi difendiamo i diritti perché vogliamo permettere che le persone sviluppino la propria coscienza. Il clima di guerra non permette lo sviluppo della coscienza, non aiuta a sviluppare l'ascolto."

Vannino Chiti, che ha preso parte alla pubblicazione e che partecipa attivamente a Perlamora, torna sull'importanza dell'impegno a difendere i diritti umani e non far fermare la loro marcia: "Un bel numero questo di Testimonianze, che affronta il tema dei diritti umani da tanti punti di vista e un legame comune. I giovani di oggi negli Stati Uniti studiano la loro costituzione, i nostri bambini e ragazzi no. Non siamo ancora riusciti a introdurre lo studio dell'educazione civica a scuola ed è gravissimo perché i valori dei diritti sono una conquista e se la scuola non forma, si perdono i valori che davamo per scontato fossero condivisi da tutti. Le istituzioni dovrebbero stare un passo avanti ai cittadini, ma se provocano con l'odio e il disprezzo, si cade in un rivolo non positivo. In questo momento tornano i muri, il filo spinato tra stato e stato, per non accogliere i migranti. C'è il rifiuto del diritto ad avere dei diritti. Economia, finanza, comunicazione sono globali, se la democrazia resta nazionale e i diritti restano all'interno degli stati, cesseranno di esistere. I diritti sociali, politici, economici, individuali, devono marciare insieme. A Firenze si tengono corsi sul valore interculturale e interreligioso. La sala predisposta in questi giorni per studenti e insegnanti per questa iniziativa, è risultata troppo piccola, tale è stata la risposta".

Valentina Pagliai, una degli autori del volume, del Robert F. Kennedy Human Rights, con unica sede italiana a Firenze, che porta in sé l'eredità morale di Kennedy che si impegna per il Saharawi e racconta nelle scuole come i diritti umani entrano nella vita di tutti i giorni : "La democrazia è una conquista, non è un regalo -come affermava Kennedy-. Spesso gli insegnanti sono impreparati ad affrontare realtà complesse, in un mondo multiculturale. Oggi una sfida grandissima è rispettare le diversità culturali quando si parla di diritti umani, puntando sul relativismo culturale, come afferma il professor Dei nella pubblicazione".

Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci, che ha patrocinato il Festival Perlamora, si sofferma sull'anniversario della Costituzione italiana, promulgata il 1 gennaio 1948, 11 mesi prima della Dichiarazione universale dei diritti umani: "Il contesto storico in cui entrambe maturano, la fine della seconda Guerra mondiale e la sconfitta del nazi-fascismo, porta innumerevoli punti di contatto, ma il più importante è dato dall'articolo 2 della nostra Costituzione, 'La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo'. Sono riconosciuti i diritti individuali e quelli collettivi. Oggi si mette in discussione la protezione umanitaria, buona parte dei migranti accolti nei Cas e nel sistema Sprar scivoleranno nella clandestinità. Questo è un evidente caso di come sono calpestati i diritti a 70 anni dall'art. 10 della nostra Costituzione e a 70 anni dalla Dichiarazione Universale. C'è ancora molto da fare".

Chiarastella Foschini

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