Cura e studio dei disturbi dell’alimentazione, Psichiatria AOUC compie 25 anni

La Psichiatria dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi ha raggiunto il traguardo dei 25 anni di attività nella cura e nello studio dei disturbi dell’alimentazione. Nel 2018 sono state effettuate 216 prime visite per pazienti con disturbi dell’alimentazione. Età media 21 anni, il 95% dei casi è di sesso femminile. Per l’80% le pazienti provengono dall’AUSL Toscana Centro.

La struttura è diretta dal professor Valdo Ricca che è membro ufficiale della Eating Disorder Research Society, società scientifica composta dai 200 ricercatori più accreditati a livello internazionale su queste patologie. Ha pubblicato 97 articoli su riviste internazionali citate su Pubmed, in riferimento alla predisposizione genetica, ai fattori di rischio, alla psicopatologia e al trattamento dei disturbi alimentari, in collaborazione con gruppi di studio nazionali e internazionali.

E’ possibile prenotare – ricorda Ricca – una prima visita psichiatrica agli ambulatori dedicati delle Cliniche chirurgiche di Careggi padiglione 8b, sia tramite richiesta del medico di medicina generale sia per accesso diretto, previo appuntamento. Viene effettuato un inquadramento psicopatologico iniziale e una visita medica. A seconda della gravità del quadro clinico è attivato il percorso di cura più adeguato.

La gestione ambulatoriale prevede una serie di visite psichiatriche, accertamenti medici, visite dietistiche e cicli di colloqui psicoterapici a indirizzo cognitivo-comportamentale. Per le pazienti con storia di trauma possono essere programmati cicli di psicoterapia dedicati.

La gestione in regime di Day-Hospital – conclude Ricca – prevede, in aggiunta, un monitoraggio di tipo internistico e psichiatrico, e offre la possibilità di partecipare quotidianamente a pasti assistiti. I familiari dei pazienti sono coinvolti nel percorso di cura con l’invito a intervenire a incontri di gruppo nel corso dei quali è offerto un sostegno psicoeducativo finalizzato principalmente alla corretta informazione sui disturbi dell’alimentazione.

Fonte: Ufficio stampa

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