Decreto sicurezza, Toscana ricorre. Rossi: "I sindaci disobbedienti non sono dei 'Pierini'"

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Mentre a Palazzo Vecchio si discute del Decreto Sicurezza tra il sindaco Dario Nardella e le associazioni fiorentine, pochi metri più in là Enrico Rossi ha parlato del ricorso alla Corte costituzionale. Oggi, lunedì 7 gennaio, infatti, la Giunta toscana ha deliberato il ricorso alla Corte costituzionale contro il dl. Oggetto del ricorso sono principalmente l'articolo 1, sul permesso di soggiorno per motivi umanitari, e l'articolo 13 della legge, relativo all'anagrafe.

Rossi ha affermato che "ci coordineremo con tutte le Regioni e i Comuni che ci hanno chiesto di capire cosa stiamo facendo, siamo in contatto. Credo che il numero aumenti. Si sta creando un movimento davvero ampio".

"Vogliamo rivolgerci ai Comuni", ha ammesso il governatore, "siamo a disposizione per consentire anche a loro il ricorso alla Consulta, perché possono farlo attraverso le Regioni, e questo è stabilito per legge. Il ricorso sarà esteso dalla nostra avvocatura, e quindi non spenderemo fuori niente, e inviato entro un mese, e poi sarà la Corte costituzionale che si pronuncerà".

Sempre Rossi in conferenza stampa ha spiegato che "i sindaci che fanno disobbedienza civile non sono dei Pierini, ma sono persone elette che consapevolmente si assumono la responsabilità di sottoporsi a un procedimento penale. Si può condividere o meno la decisione di non applicare la legge, ma bisogna rispettarli. Non è disobbedienza civile, stiamo esercitando un nostro diritto-dovere. Apprezzo molto i sindaci per le posizioni che hanno preso, anche quelli che appunto dicono che non si può non applicare la legge, ma si dichiarano apertamente contrari".

La Regione Toscana ha basato il ricorso sulla convinzione che il dl vada a violare alcune competenze della regione: in pratica inficerebbe quella esclusiva del sociale e dell'assistenza e quella della sanità, di cui la regione si occupa con lo Stato. "Abbiamo messo in legge di bilancio 2 milioni per il sostegno all'accoglienza in Toscana", ha ricordato Rossi, "la nuova legge che abbiamo fatto sul diritto all'assistenza essenziale prevede che si impieghino questi due milioni".

Sul decreto sicurezza si sono espressi nei giorni scorsi i sindaci del Cuoio e anche dell'Empolese Valdelsa, ma in seguito alla conferenza di Rossi sono fioccate molte reazioni da tutte le fazioni politiche.

Decreto Sicurezza, i tempi del ricorso

Servirà forse un anno perché la Consulta si pronunci. La Toscana non è la sola Regione che ha deciso di ricorrere, pronta a farlo anche per quei Comuni che espressamente lo richiederanno, così come è loro facoltà in base alla legge La Loggia. Nell’attesa la giunta presieduta da Rossi ha però intanto presentato prima di Natale una proposta di legge, ora in discussione in consiglio regionale, che garantirà un ombrello per continuare ad offrire assistenza anche a chi è senza permesso di soggiorno e a chi l’assistenza la offre. Sono stati stanziati per questo due milioni. Il decreto Salvini rende tutto più complicato. “Ma noi – dice Rossi – andiamo avanti”.

Sottolinea la paradossalità di una decreto che vorrebbe creare sicurezza ma crea “fantasmi e insicurezza”, una vera bomba sociale “che potrà forse aiutare qualcuno per le elezioni europee ma crea tanti e troppi problemi”. Pungola anche il governo sui rimpatri: “nel semestre di Salvini al governo meno che in quello precedente”. E’ la ricetta, dice, sbagliata: “occorre integrare e garantire più diritti, altrimenti si creano tensioni”. Ricorda poi la lettera al presidente del Consiglio Conte con cui il presidente della Repubblica Mattarella ha accompagnano l’emanazione del decreto Salvini, con quel richiamo puntuale agli ‘obblighi costituzionali e internazionali dello Stato che restano fermi, anche se non espressamente richiamati dal testo normativo, così come quanto disposto dall’articolo 10 della Costituzione o che discende da impegni internazionali”. E’ la Costituzione che dice infatti che la condizione dello straniero è regolata in conformità a norme e trattati internazionali.

Salvini: "Pensino alle case popolari"

Matteo Salvini si è pronunciato sul ricorso della Toscana. "Mi sto facendo mandare il dati sul numero di cittadini umbri, piemontesi e toscani che aspettano una casa popolare. Mi fa specie che, invece di dare la casa ai cittadini italiani le Regioni si preoccupino di migranti. Non vedo l'ora che se ne occupi la Consulta. Sono certo che passerà l'esame" ha detto il ministro dell'interno.

Decreto sicurezza Toscana, Marcheschi (FdI) contro Rossi: "Un ricorso contro i toscani"

“Il ricorso di Rossi è un affronto ai toscani e non a Salvini. Impugnare il decreto sicurezza significa non ascoltare le richieste di italiani e toscani che si trovano in stato di povertà. Rossi preferisce la sua “rossa” Toscana, che stanzia 2 milioni di euro per recuperare le 35 euro al giorno tagliate dal Decreto e per garantire alle coop di proseguire il business degli immigrati. Il Pd parla di umanità dopo aver creato il problema facendo entrare decine di migliaia di disperati, che adesso reclamano più risorse. L'Italia ha detto basta ai permessi farlocchi, anche i toscani hanno diritto di far parte di un Paese che ha tirato una riga sulle politiche ipocrite e buoniste, che nascondono business alle spalle di tanti poveracci” commenta il Consigliere e Capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi.

Stella (FI): "Rossi e PD hanno perso il contatto con la realtà"

"Rossi e il Pd hanno perso il contatto con la realtà e con la gente che vive sul territorio. Evidentemente le sconfitte alle elezioni amministrative degli ultimi due anni, con i capoluoghi della Toscana conquistati dal centrodestra, non sono bastate al fronte progressista, come non è bastata la batosta del 4 marzo; a noi va bene così, la strada per conquistare Firenze, Prato, Livorno e poi la Regione Toscana non è mai stata tanto in discesa, con i nostri avversari disconnessi dal sentire comune dei cittadini". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), commentando la scelta della Giunta regionale toscana di ricorrere alla Consulta contro il Dl Sicurezza.

"Trovo assurdo - aggiunge Stella - sprecare denaro pubblico dei contribuenti per intraprendere battaglie legali e contenziosi dettati solo dall'ideologia. Non tutto il male vien per nuocere, però, come recita un antico adagio popolare: così gli elettori capiranno definitivamente chi sta con gli italiani e chi sta invece con i clandestini, chi difende il business dell'accoglienza e chi vuole una società regolata dal rispetto della legge. A far degna compagnia a Rossi troviamo i sindaci Pd, in prima fila quello di Firenze Nardella, che invitano alla rivolta contro le leggi dello Stato. Ancora pochi mesi, e cambieremo colore politico anche alle ultime città amministrate dalla sinistra".

Montemagni (Lega): "Rossi ricorre, la sanità perde colpi"

“Più o meno nelle stesse ore in cui il Presidente Rossi si erge, nuovamente, a paladino degli immigrati, annunciando pomposamente un ricorso alla Corte Costituzionale contro alcuni aspetti del Decreto Sicurezza - afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega - la Sanità toscana perde posizioni a livello nazionale, registrando un palese deficit di gestione ed un peggioramento dei livelli di assistenza essenziali.”

“Insomma - prosegue il Consigliere - invece che impegnarsi a risolvere reali problematiche, da noi più volte segnalate, in relazione alle svariate criticità in ambito sanitario, chi governa, fortunatamente non ancora per molto, la Regione, si attiva, questo sì, prontamente, per mettere nero su bianco un apposito documento da sottoporre al principale organo di garanzia costituzionale. Chissà come saranno contenti i cittadini nell’avere la conferma che la propria Regione nel delicato comparto sanitario, perda progressivamente ed ineluttabilmente terreno nei confronti di altre realtà italiane; d’altronde, basta leggere le cronache giornalistiche quotidiane per rendersi conto della drammaticità della situazione in termini di effettiva e valida assistenza ai degenti. Se gli ospedali sono carenti di posti letto e mancano medici ed infermieri, secondo lei, caro Rossi i nostri corregionali si possono ancora fidare di lei e della sua Giunta?”

“Mentre lei è intento alle sue amate scartoffie burocratiche - conclude Elisa Montemagni - la gente aspetta mesi, se non anni, per fare un esame diagnostico; ricorra, dunque, pure contro il Decreto Sicurezza, ma contemporaneamente si faccia un serio esame di coscienza, riflettendo sulle magagne di una Sanità che fa acqua da tutte le parti.”

Spinelli (Art.1-Mdp): “Bene il ricorso della Toscana"

“Bene ha fatto la Regione Toscana a presentare il proprio ricorso contro le nuove disposizioni introdotte dal Decreto Salvini. Anch'io sto dalla parte dei Sindaci, delle Regioni e dei cittadini che si oppongono a una legge che è un concentrato di disumanità, che colpisce gli immigrati, gli stranieri già presenti in Italia e i loro figli, persone che fino a pochi giorni fa avevano un regolare titolo di soggiorno, facevano parte di percorsi di integrazione e di lavoro, e che da un giorno all’altro si trovano nell’irregolarità, senza più un posto dove stare” – commenta Serena Spinelli, capogruppo Art.1-Mdp in Consiglio regionale.

“Una legge che, come dettagliato nel ricorso della Regione, presenta numerosi rischi di incostituzionalità e, inoltre, impedisce alle Regioni e ai Comuni di adempiere ai loro doveri costituzionali e di erogare servizi essenziali alla persona. Addirittura si arriva a negare la possibilità di avere un medico di famiglia, di essere curati in presidi sanitari, di poter vaccinare e mandare i propri figli a scuola” – continua Serena Spinelli (Art1-Mdp).

“Allo stesso tempo la Regione, per poter continuare a garantire un nucleo di diritti essenziali, nel campo sanitario e dei servizi sociali, ha messo a punto una proposta di legge che permetterà di continuare a operare nonostante le ingiuste restrizioni del Decreto Salvini e a garantire la tutela dei bisogni essenziali di tutte le persone che si trovano in Toscana, senza distinzione alcuna, così come previsto dalla Costituzione. Una legge che si rende necessaria e da approvare con la massima celerità possibile, per evitare che, con le nuove disposizioni già in vigore, molte persone finiscano per ritrovarsi per strada escluse da ogni forma di assistenza, e che molte realtà, a partire dai Comuni ma anche gli operatori e le associazioni che si occupano di accoglienza possano continuare a farlo nella piena regolarità e senza violare la legge. Per questo, auspico che la proposta di legge venga quanto prima iscritta in commissione e arrivi presto in Aula per l’approvazione definitiva”. – conclude la consigliera regionale Serena Spinelli.

 

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