Dl Sicurezza, le voci della politica. Dì la tua con il nuovo sondaggio

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Si seguono numerose le reazioni della Toscana al Dl Sicurezza voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini soprattutto dopo l'annuncio del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di ricorrere alla Corte Costituzionale per materie concorrenti. "Riteniamo che il decreto sicurezza tocca direttamente e indirettamente le materie concorrenti. Quelle su cui, come prescrive l’art. 117 della Costituzione, abbiamo potestà legislativa come Regione. Vale a dire: l’assistenza sanitaria, il diritto alla casa e all'istruzione", afferma Rossi.

Su questo tema gonews.it ha lanciato un sondaggio che trovate in questo articolo e nella colonna di destra delle pagine tematiche.

Salvini: "Sindaci di sinistra non ostacoleranno diritto alla sicurezza

"Per la strada tra la gente vera mi dicono solo: "Vai avanti!". Garantito. Non sarà certo qualche sindaco di sinistra in cerca di visibilità a ostacolare il diritto alla sicurezza, all’ordine e alla legalità degli italiani!"

Edoardo Ziello, deputato Lega: "Sindaci strumentalizzati per disobbedienza civile"

"I sindaci del PD della Toscana avevano detto che avrebbero fatto disobbedienza civile contro il Decreto Sicurezza, sulla scia dell’iniziativa di opposizione di Enrico Rossi.
Stamani lo stesso Governatore ha dichiarato che farà ricorso, ma senza alcuna disobbedienza civile. Adesso chi glielo dice a quei poveri sindaci che si sono prestati ad essere strumentalizzati, per biechi motivi politici, che dovranno fare marcia indietro su questa battaglia assurda che va contro alla sicurezza nazionale? Ma come si può essere amministrati da delle persone così improvvide? A maggio dobbiamo liberare tutti i comuni toscani che vanno al voto dalla incapacità politica e amministrativa acuta di certi amministratori".

Legambiente Toscana: "Pieno sostegno al presidente Rossi"

Non sempre siamo d'accordo col presidente Enrico Rossi, specie quando si parla di grandi opere e di nuovi aeroporti. In questo caso però, e stiamo parlando di diritti umani e di ecologia sociale, non possiamo che aderire con convinzione alla sua decisione, opportuna e tempestiva, di ricorrere alla Corte Costituzionale contro il Decreto Salvini.

Un provvedimento quello del Governo liberticida e assolutamente inadeguato per combattere l'illegalità. Legambiente Toscana, memore della tragica storia che ha caratterizzato il Novecento, non può voltarsi dall'altra parte di fronte alla drammatica situazione in cui versa la società nella nostra regione e nel nostro paese. Per questo plaudiamo nettamente e senza esitazioni alla decisione di Enrico Rossi.

Andrea Pieroni, consigliere regionale Pd: "Dl sicurezza Salvini è bluff politico, lavoro la vera urgenza"

“Il decreto sicurezza è chiaramente un manifesto di propaganda elettorale, uno strumento demagogico di "distrazione di massa". Serve a dare corpo alle paure, ad accreditare l'equazione straniero = delinquente, a distogliere l'attenzione sui reali problemi che questo governo sta eludendo. È un provvedimento "disumano", colpendo persone tra le più fragili ed indifese. In quanto tale, viola la costituzione nei principi di uguaglianza ed accoglienza. È il punto più basso di una politica cinica e spietata, forte con i deboli e debole con i forti! Giusta e motivata la protesta dei sindaci, a partire da quelli del Valdarno e della Valdera. Opportuna la volontà del Presidente della Regione, Enrico Rossi, di approvare domani la delibera per impugnare la legge presso la Corte Costituzionale. Ottima l'iniziativa di proporre una legge regionale che assicuri i diritti fondamentali della persona in ogni condizione. Gli italiani hanno ben altre esigenze ed urgenze, anziché essere continuamente sollecitati a difendersi dal "nemico straniero". Un recente sondaggio ci dice che per 3 italiani su 4 la vera priorità è il lavoro, la cui mancanza crea ansia e preoccupazioni, non certo l'immigrazione! È lo stesso Capo della Polizia, Gabrielli, a dirci che "non c'è stato alcun incremento di reati rispetto all'aumento degli immigrati". Mentre l'applicazione del "decreto Salvini", quella si, creerà marginalità, criticità ed irregolarità per circa 5000 persone in Toscana, creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza. È questo quello che vogliamo?”

Simona Bonafè, segretario Pd Toscana: “Bene ricorso Toscana. Quel decreto è un mix di disumanità e insicurezza sociale”

Il cosiddetto decreto sicurezza del Ministro Salvini avrà l’effetto opposto a quello che promette: aumentare l’insicurezza. Il governo mette i comuni in una situazione paradossale. In perfetto stile leghista hanno fatto un proclama pubblico propagandistico da Roma per poi scaricare il problema sui territori. E hanno anche invaso le prerogative delle regioni. E’ per questo che sosteniamo l’iniziativa del ricorso alla Consulta che la giunta regionale toscana si appresta ad approvare nella seduta di questo pomeriggio, utile ad evidenziare i limiti di costituzionalita’ del decreto”.
Così Simona Bonafè, segretaria del Pd toscano, in merito al ricorso annunciato dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi contro il decreto sicurezza del ministro Salvini.
“In questo decreto, disumanità e disordine pubblico vanno di pari passo. La metà dei richiedenti asilo, circa 6mila persone in Toscana, secondo le stime dei nostri amministratori, usciranno dal circuito dell’accoglienza, ma non verranno rimpatriati. Resteranno in strada. Per questo ci impegneremo a sostenere l'iniziativa del sindaco Nardella per costruire un fronte comune fra comuni, regioni, associazioni di volontariato e sindacati per superare gli effetti negativi che il decreto sta producendo nei territori. Non vorrei che oltre alla semplice propaganda ci fosse anche un tentativo sudbolo di aumentare l’allarme sociale per alimentare il consenso dei leghisti. Che intanto continuano anche a giocare con le vite di 49 persone in balia del mare” conclude Bonafè.

Lega a Don Biancalani: "Regole vanno rispettate"

Ovviamente- affermano Luciana Bartolini e Sonia Pira, rispettivamente Consigliere regionale e Commissario cittadino della Lega- Don Biancalani ha approfittato del Decreto Sicurezza per riappropriarsi di un po’ di spazio sui media, dicendosi, guarda caso, decisamente contrario alle disposizioni di Legge in tema immigrazione, riportate nel predetto atto. Sì poiché stiamo parlando non di proposte sulla questione, ma di un vero e proprio concreto strumento legislativo che, come tale, deve essere pienamente rispettato dai cittadini. Invece il religioso si scaglia sulle disposizioni predisposte dal Ministero dell’Interno, prefigurando scenari apocalittici per gli immigrati. Insomma siamo alle solite: per Don Biancalani, ogni atto del Ministro Salvini è qualcosa di totalmente ostile da stigmatizzare con forza. Invitiamo, quindi per l’ennesima volta, il parroco pistoiese ad essere maggiormente in linea col suo ruolo sacerdotale, evitando esternazioni che, probabilmente, non gli si addicono.”

Arci Siena: "I diritti essenziali del cittadino non sono negoziabili"

“I sindaci sono chiamati per primi a rispettare le leggi dello Stato, ma anche a garantire i diritti dei cittadini che vivono sul loro territorio e la sicurezza delle loro comunità. Per questo motivo, ci appelliamo ai sindaci della provincia di Siena affinchè sostengano le prese di posizione assunte da altre istituzioni, a partire dalla Regione Toscana, e portino avanti tutte le azioni politiche e giuridiche possibili per mettere fine a uno scempio della democrazia e per aprire la possibilità di rivedere una legge fortemente discriminatoria e pericolosa che espone anche il nostro territorio al rischio di un aumento del disagio sociale”. E’ quanto afferma Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena intervenendo sul decreto sicurezza entrato in vigore da alcuni giorni e al centro di un confronto fra governo, sindaci, Anci e Regioni con posizioni contrapposte.

L’importanza dell’iscrizione anagrafica abolita dal decreto Salvini“La Legge 132/18, conversione in legge del decreto sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini - continua Pallecchi - nega l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo e l’accesso al sistema SPRAR per i richiedenti asilo e per i titolari di Protezione Umanitaria che, finora, hanno permesso di garantire ai cittadini migranti l’accesso a servizi sociali basilari e ad attività con cui hanno potuto imparare la lingua italiana, seguire corsi di formazione, trovare un lavoro e un’abitazione. Oggi, con la nuova legge, i cittadini titolari di un permesso di soggiorno di richiesta di asilo potranno lavorare, ma non potranno avere accesso all’iscrizione anagrafica, aprendo, così, la strada allo sfruttamento del lavoro in nero e a nuove ondate di razzismo contro il ‘diverso’. Non possiamo accettare questo rischio e non può accettarlo il nostro Paese, nel rispetto dei diritti fondamentali del cittadino stabiliti della Convenzione di Ginevra e contenuti nella Costituzione Italiana”.

Rischio sociale e impegno per nuove norme“L’Arci - continua Pallecchi - ha seguito gli sviluppi del decreto sicurezza fin dalla prima bozza, denunciando la sua pericolosità e il rischio di un forte aumento del disagio sociale. Oggi ribadiamo con forza la necessità di rivederlo al più presto, condividendo le posizioni già assunte da altri soggetti, istituzionali e non, prima che la sua attuazione generi problemi sociali. Rivolgiamo un plauso alle prese di posizione dell’Anci sugli aspetti della legge che riguardano le prerogative dei sindaci e salutiamo con soddisfazione e orgoglio il ricorso alla Corte Costituzionale che sta presentando la Regione Toscana, con particolare attenzione sui temi dell’assistenza sanitaria, del diritto alla casa e all’istruzione. In linea con la posizione assunta dall’associazione a livello nazionale e forte di una consolidata esperienza nella gestione dell’accoglienza dei migranti, anche l’Arci provinciale di Siena terrà alta l’attenzione su questo tema e siamo pronti a sostenere tutte le azioni utili alla revisione della nuova legge”.

Giannarelli, Quartini, Galletti e Bianchi (M5S): "Ricorso strumentale"

“Il ricorso alla Corte costituzionale che la Regione Toscana si appresta a presentare contro il decreto Sicurezza è strumentale: Rossi e il Pd pensino a risolvere i problemi dei toscani. È davvero triste constatare che sindaci e governatore piegano le cariche pubbliche ricoperte per soddisfare le proprie esigenze elettorali”. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli, Andrea Quartini, Gabriele Bianchi e Irene Galletti in una nota. Entrando nel merito, il decreto Sicurezza non presenta alcuna distorsione civica. “Si tratta – proseguono gli esponenti del 5 stelle – di un testo dettato dal buonsenso. Ai richiedenti asilo continuano a essere garantiti servizi di accoglienza e assistenza. Così come sono assicurate cure mediche e servizi scolastici per i minorenni”. Una volta ultimata la procedura di riconoscimento, se l’immigrato ha diritto a una forma di protezione può essere iscritto all’anagrafe possedendo una prospettiva stabile di presenza nel nostro Paese. “È bene ricordare – continuano Giannarelli, Quartini, Bianchi e Galletti – che abbiamo ereditato un sistema di gestione dei flussi migratori al collasso. Una struttura a lungo osteggiata proprio da molti sindaci, soprattutto dei piccoli centri, che si sono ritrovati a dover fare i conti con centri di accoglienza del tutto sproporzionati alle reali capacità dei territori. Una continua emergenza in cui la criminalità _ organizzata e non _ ha fatto affari d’oro sulla pelle delle persone: sottraendo il diritto a un’accoglienza dignitosa, così come dimostrato anche in Toscana con gli scandali nei Cas; o dando vita a una tratta di esseri umani da destinare alla criminalità o peggio, come nel caso del macabro mercato di organi. Con il decreto Sicurezza – concludono - il governo nazionale sta cercando di dare ordine, maggior trasparenza e controllo”.

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