Gli stilisti guardano alla fauna: Animalia Fashion esposta a Palazzo Pitti

(foto Antonio Quattrone)
(foto Antonio Quattrone)

Abiti come sculture, stoffe e ricami come dipinti: tutto concorre a ricreare, nelle sale del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, una specie di passeggiata zoologica tra le creazioni di stilisti contemporanei che evocano il mondo animale più inaspettato. Dalla Francia alla Cina, dalla Russia all’Italia, gli abiti esposti propongono un catalogo sorprendente di quello che l’Alta Moda ha da offrire alla Natura in termini di ispirazione e suggestione, e all’Arte come prodotto di fantasia e genialità. La Moda può sorprenderci, scatenare la nostra immaginazione, coinvolgerci in un nuovo gioco di identificazioni e suggerimenti.

 

Non aspettiamoci macchie di leopardo, ma denti di babirussa; grandi assenti gli zebrati e i tigrati, per far posto a insetti, ricci, cigni, aragoste, serpenti, pesci, conchiglie e coralli, a significare che la Moda è Arte e come tale “scimmia della Natura”. Il rapporto che essa instaura con gli animali è indagato in modo divertente e poetico ma anche impegnato, in un momento in cui i cambi climatici e un calo d’interesse delle superpotenze per i problemi dell’ambiente mettono molte specie in pericolo.

 

La mostra Animalia Fashion diventa così una delle più sorprendenti e suggestive installazioni nel campo della Haute Couture, è lirismo puro negli accostamenti proposti, ma anche un invito a riflettere sulle meraviglie dell’universo, se si presta attenzione all’allestimento, concepito infatti come un fantastico, iperbolico museo di storia naturale. Abiti, accessori e gioielli diventano così un’esperienza, un viaggio nella storia della scienza zoologica, ma soprattutto una scoperta di forme e colori che volta a volta evocano animali comuni o rari. Lo stile contemporaneo – vengono esposti esempi dal 2000 al 2018, prestati dalle case di moda più celebri e da stilisti emergenti – esprime il suo straordinario potere creativo grazie anche ad abbinamenti inaspettati, nelle sale del Museo, con veri animali impagliati e rettili in formaldeide, concessi in prestito dal Museo fiorentino di Storia Naturale La Specola,  con i ragni (in teche) prestati dall’Associazione Italiana di Aracnologia, ma anche con dipinti antichi e oggetti dal Museo di Antropologia ed Etnografia di Firenze, e con riproduzioni di disegni tratti da antichi bestiari e pagine da tacuina sanitatis medievali.

Le 18 sale del percorso espositivo si aprono con la sezione dedicata ai ragni per poi proseguire con i cigni, le conchiglie, i ricci, i pesci, i coralli, i pappagalli, le aragoste, la babirussa, il pesce istrice, i serpenti, gli scarabei, le mosche, le api, i coccodrilli e concludersi con le farfalle.

 

“In questa carrellata di quasi un centinaio di pezzi tra abiti, borse, scarpe, gioielli e accessori, l’Alta Moda interpreta un universo favoloso, dove i manichini diventano creature di un bestiario moderno e poetico. È anche un omaggio alle qualità artistiche e tecniche della moda contemporanea, un settore cui il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti sta dedicando nuove energie ed attenzione” dichiara il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. La curatrice e ideatrice, Patricia Lurati, che ha inteso la mostra come la scenografia di un museo immaginario, aggiunge: “In un dialogo emozionante con questo zoo di stoffe, piume, pellami – e non solo - il visitatore viene sorpreso, coinvolto nella scoperta delle meraviglie del mondo animale, che per gli stilisti diventa fonte di ispirazione, o che crea accostamenti inaspettati nell’immaginazione di chi guarda”.

 

Ideazione, progetto e cura della mostra

Patricia Lurati

Comitato Scientifico

Eva Desiderio, Olivier Saillard, Eike Schmidt

Segreteria scientifica e registrar

Cinzia Nenci

Progetto dell’allestimento e direzione dei lavori

Mauro Linari

Costumista e scenografo

Tommaso Lagattolla

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