Accoglienza: proposta di legge Giunta regionale, avviato iter in commissione

Stefano Scaramelli
Stefano Scaramelli

È iniziata questa mattina, 10 gennaio, nella commissione Sanità e politiche sociali, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), l’iter della proposta di legge regionale recante disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana. La proposta di legge, di recente approvata dalla Giunta regionale, introduce modifiche alla legge regionale sul sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale (la numero 41 del 2005) e alle norme per l'accoglienza, l'integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana (la 29 del 2009). La seduta, convocata d’urgenza dal presidente, ha visto l’illustrazione del provvedimento da parte dell’assessore regionale Vittorio Bugli e le richieste di chiarimenti da parte dei consiglieri, principalmente di opposizione. Il provvedimento è stato pensato per rispondere alla “preoccupazione di non poter svolgere al meglio i nostri dettati costituzionali, legati ai servizi alla persona: sanità, assistenza sociale, istruzione”, ha spiegato l’assessore Bugli. Il provvedimento intende “ridare espressione ai concetti di tutela ai bisogni essenziali delle persone: escludiamo abbandono ed emarginazione per tutti coloro che sono presenti sul territorio della nostra regione e privi di mezzi di sostentamento”. Si tratta di “prestazioni imprescindibili volte ad alleviare situazioni di estremo bisogno: diritto alle cure essenziali, a una dimora anche temporanea in condizioni di sicurezza, diritto ad una adeguata alimentazione e a un minimo di istruzione”. Si vuole garantire “un minimo di integrazione umana e sociale”. La nuova legge, ha aggiunto Bugli, interviene per rendere ancora possibile quella rete di interventi “che nella nostra regione è sempre stata attiva, attraverso i Comuni, le loro associazioni intercomunali, le associazioni e i singoli cittadini. Ora, a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza, andrebbe incontro al rischio di violazione di norme. Stiamo cercando di fare in modo che chiunque abbia voglia di aiutare una persona in estremo bisogno possa continuare a farlo senza violare alcuna norma”.

L’assessore ha fornito anche numeri su richiesta dei consiglieri della Lega, che hanno partecipato al completo alla seduta (accanto a Jacopo Alberti, che è membro della terza commissione, la capogruppo Elisa Montemagni, Luciana Bartolini, Roberto Biasci e Marco Casucci) e del Movimento 5 stelle (con il vicepresidente della commissione Andrea Quartini, che ha contestato a sua volta la procedura d’urgenza, erano presenti anche Giacomo Giannarelli, Gabriele Bianchi e Irene Galletti). “Secondo una nostra stima, in un paio d’anni, con i nuovi provvedimenti nazionali, avremo in Toscana tra le 5 e le 6mila persone in più al di fuori del sistema: attualmente abbiamo 10mila presenze tra Sprar (sono mille e 500 nel sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) e Cas (nei Centri di accoglienza straordinaria sono 8mila 500, ndr), di queste 10mila persone, circa 3mila 500 hanno ottenuto lo status, mentre sono circa 4mila 100 quelle che avevano il permesso umanitario, circa mille e 600 hanno visto negata la richiesta di asilo. Con il decreto sicurezza, dei 4mila 100 individui che avevano il permesso umanitario, soltanto 400 otterranno permessi speciali. I primi ad avere la preoccupazione di questo fenomeno – ha proseguito Bugli – sono i sindaci, di centrosinistra come di centrodestra, e già ce lo stanno rappresentando”. Quelli messi in atto con la nuova proposta di legge sono interventi “che intendono colmare il vuoto tra la perdita di status di cittadini stranieri e l’effettivo rimpatrio, che fino a quando non viene eseguito lascia un numero sempre più alto di persone senza alcuna tutela”.

Il nuovo provvedimento di legge, ha aggiunto l’assessore, non prevede nuove risorse, “perché va a modificare due leggi regionali in vigore, già finanziate e oggetto in questa fase di un ulteriore finanziamento per due milioni di euro complessivi”.

Dai consiglieri, richieste di chiarimento su vari aspetti del provvedimento: come il provvedimento di legge classifichi il richiedente asilo una volta che non abbia ottenuto lo status di rifugiato e cosa si intenda per “straniero dimorante” e per “sistemazioni temporanee di accoglienza”.

In apertura, è stata sollevata la questione della correttezza delle procedure di convocazione e della effettiva priorità e urgenza. “Ho scritto una lettera al presidente del Consiglio regionale – ha comunicato Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) – perché ritengo che questa commissione non si dovesse riunire oggi. C’è un evidente vizio procedurale: in tanti anni, non si è mai visto in Consiglio regionale un iter come quello adottato per questa proposta di legge, mancano ancora i pareri di legittimità, si dovrebbe procedere a consultazioni e audizioni”. Anche dal gruppo del Movimento 5 stelle è arrivata la richiesta di approfondimenti, di un quadro aggiornato della situazione nel territorio toscano, e dei necessari pareri di legittimità prima che la proposta di legge venga posta al voto della commissione.

“Si tratta di una responsabilità che mi sono preso convintamente, nell’esercizio delle mie funzioni”, ha spiegato Scaramelli. “Ho ravveduto le caratteristiche di urgenza, stiamo parlando di diritti fondamentali della persona umana. Abbiamo avviato l’iter, procederemo seguendo tutte le condizioni necessarie, attenderemo i pareri, faremo le audizioni, sentiremo i sindaci, discuteremo nel merito”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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