Gad Lerner, Massimo Cacciari, Telmo Pievani all'Università di Siena per parlare di discriminazione razziale

MASSIMO-CACCIARI

Il filosofo Massimo Cacciari e il giornalista Gad Lerner, insieme a docenti di diritto internazionale, scrittori ed esperti, saranno all’Università di Siena per una giornata di informazione e divulgazione sul tema “La discriminazione razziale fra diritto, etica e scienza”.
La giornata – giovedì 17 gennaio nell’aula Magna del complesso didattico Mattioli, in via Mattioli 10 – è rivolta soprattutto ai giovani, con un approccio divulgativo e di dibattito, con la partecipazione, tra gli altri, del Giudice emerito della Corte Costituzionale Enzo Cheli e del filosofo e scrittore Telmo Pievani.

“Vogliamo rivolgerci agli studenti e ai cittadini, per promuovere con loro una riflessione sul tema della discriminazione razziale, nell’ottica multidisciplinare del diritto, dell’etica e della biologia – spiega il professor Riccardo Pisillo Mazzeschi -. L’incontro è un’occasione per riflettere sulla natura tollerante e pluralistica della nostra società, alla luce di informazioni obiettive di carattere giuridico, etico e scientifico”. L’incontro è promosso dal Centro interuniversitario di ricerca sui diritti umani e sul diritto dell’immigrazione e degli stranieri, che ha sede all’Università di Siena, presso il dipartimento di Scienze politiche e internazionali, e che coinvolge giuristi delle tre Università di Napoli, della Luiss Guido Carli e dell’Università di Foggia. La mattina, alle ore 10, la prima sessione tratterà “il divieto di discriminazione razziale nel diritto internazionale e nel diritto italiano”, con giuristi di diritto internazionale e di diritto costituzionale.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, l’approccio sarà scientifico e filosofico, per la sessione dal titolo “politiche razziali, verità scientifica ed etica della dignità umana”. Modererà il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati.
Il programma completo della giornata è a questa pagina web: http://www.congressi.unisi.it/discriminazionerazziale/

Fonte: Università di Siena

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