Anche la Toscana firma per una 'nuova Europa': le adesioni al Manifesto di Calenda

foto di archivio
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L'obiettivo è quello di creare una lista unitaria europeista. Tra i firmatari Enrico Rossi, Dario Nardella e Brenda Barnini


Anche la Toscana mette la sua firma per la "costruzione della nuova Europa" proposta dall'ex Ministro Carlo Calenda con il suo 'Manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni Europee'.

Tra i firmatari ci sono anche il Governatore Enrico Rossi, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni, oltre che l'ex rettore della Normale Vincenzo Barone e l'ex deputato nato a Empoli Irene Tinagli.

L'obiettivo del Manifesto (che potete leggere qui per intero) è quello di creare "una lista unitaria delle forze civiche e politiche europeiste", un progetto che ha come scopo non quello di "conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico" contro "l’internazionale sovranista e i governi che perseguono modelli di democrazia illiberale".

Davanti una cattiva comprensione del fenomeno della globalizzazione che ha portato "l'aumento delle diseguaglianze e l’impoverimento relativo della classe media", nonché alla fine dell'idea di "società aperta" frutto dell'incapacità a gestire i flussi migratori, il progetto lanciato da Calenda vuole dare una risposta ad una crisi: "Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione democratica nel cuore dell’Occidente. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. Le prossime elezioni europee saranno il momento decisivo per dimostrare che vogliamo rimanere saldamente in Europa e in Occidente".

Contro tutto questo Calenda chiama a raccolta "la società civile, le associazioni, le liste civiche, il mondo del lavoro, della produzione, delle professioni, della cultura e della scienza e aprendo le liste elettorali anche a loro qualificati rappresentanti" prospettando un fronte ampio e senza simboli, una sorta di Federazione che per certi versi ricorda la lista Uniti per L'ulivo di Romano Prodi, presentata in occasione delle Europee 2004.

Nel Manifesto si legge: "Non si chiede ai movimenti che vorranno partecipare di scomparire, ma di partecipare a uno sforzo più ampio. Non si chiede di nascondere identità o simboli che sono stati costruiti con fatica e impegno, ma di schierarli dietro una bandiera che possa rappresentare chi ha perso fiducia nei confronti delle singole sigle politiche ma non nel progetto europeo".

 

 

 

 

 

 

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