Anniversario dell'uccisione dell'agente Fausto Dionisi, le cerimonie in programma

Agguato terroristi Agente Polizia Fausto Dionisi Firenze 20 gennaio 1978
Agguato terroristi Agente Polizia Fausto Dionisi Firenze 20 gennaio 1978

Se il terrorista Cesare Battisti è stato arrestato dopo quasi 40 anni di latitanza, chi ha materialmente ha ucciso 41 anni fa, il 20 gennaio 1978, l’Agente Fausto Dionisi, è ancora latitante.

Si tratta di Franco Coda, latitante dalla fine anni Settanta, e, stranamente, dichiarato morto nel 2014 dallo Stato solo per una questione di eredità ma che invece, secondo gli inquirenti, potrebbe essere ancora vivo dopo aver fatto perdere le sue tracce fra Brasile, Venezuela e Cuba, mentre Vito Biancorosso non è stato giudicato, perché quando fu arrestato, dopo 20 anni, il reato era andato in prescrizione. 

“Come sempre – dichiarò l’anno scorso la Vedova Dionisi - mi manca il fiato. Sono passati 40 anni ma è tutto sempre molto difficile. È difficile soprattutto vedere che i terroristi hanno avuto tutto, anche la possibilità di una seconda vita. E chi materialmente uccise Fausto poi non è mai stato preso o condannato”.

“Condividiamo – ha detto commentando l’arresto di Battisti nei giorni scorsi la Vedova Dionisi, che è Presidente dell’Associazione Memoria che raccoglie le famiglie delle vittime per fatti di terrorismo -appieno il pensiero del Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha chiesto che sia garantito che come Battisti scontino la pena per i gravi crimini di cui si sono macchiati in Italia tutti i latitanti fuggiti all'estero. Confidiamo nel fattivo impegno dei Ministri della Giustizia e dell’Interno per arrivare a tale traguardo, ormai atteso da molti da oltre 40 anni, perché in Italia, è bene ricordarlo, la Giustizia non è punitiva ma rieducativa”.

Queste le cerimonie previste per lunedì 21 gennaio a cui parteciperanno, assieme al Gonfalone di Firenze, il Questore di Firenze, la vedova Mariella Magi Dionisi e le principali autorità cittadine.

Ore 9,30 -   Deposizione Corona di fiori del Capo della Polizia sulla tomba al Cimitero Comunale di Peretola

Ore 10,30 - Deposizione Corona d’Alloro alla lapide sul luogo dell’agguato in via delle Casine a Firenze

Al termine - Corteo delle autorità, aperto dal Gonfalone di Firenze, fino alla vicina chiesa di San Giuseppe per la celebrazione della Santa Messa in memoria di Dionisi da parte del Cappellano della Polizia di Firenze Mons. Luigi Innocenti, alla presenza delle autorità.

CURIOSITA’ Alla Santa Messa suonerà l’organista Davide Tani, che dopo essere venuto a conoscenza della storia di Fausto Dionisi si è proposto di suonare gratuitamente “per un dovere civico, colpito dal mirabile esempio dato dall’Agente Fausto Dionisi alla nostra società”. 

Il 20 gennaio 1978, verso mezzogiorno, una donna, con un pretesto, suonò alla porta dell’alloggio di servizio del maresciallo responsabile della sicurezza del carcere Le Murate, adiacente al carcere. La moglie del militare fu sequestrata in casa da un commando di terroristi di Prima Linea, che iniziò a segare le sbarre di una finestra dell’appartamento che dava sul cortile interno del carcere. Allo stesso tempo i terroristi detenuti stavano segando le sbarre delle finestre della loro cella, con l’intento di guadagnarsi una via di fuga passando dal cortile e poi dall’alloggio del maresciallo. Fuori, su un furgone rubato, li attendevano altri due terroristi armati. Quando una pattuglia della volante si avvicinò al furgone per un controllo, fecero fuoco. L’Agente di Polizia Fausto Dionisi cadde a terra colpito a morte. Un altro agente fu invece gravemente ferito.

Fonte: Ufficio stampa

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