In scena la storia di una famiglia in fuga dalla guerra, “La mia Via Crucis”

“La mia Via Crucis”
“La mia Via Crucis”

Le sventure di una famiglia ‘inseguita’ dalla guerra, costretta ad abbandonare casa e averi per fuggire il più lontano possibile dal fronte, verso la salvezza e la libertà. Lo scenario non è la Siria dei nostri giorni, ma la Versilia del 1944, attraversata dalla Linea Gotica, martoriata dai bombardamenti, teatro di uno scontro senza quartiere (e senza pietà) pagato a caro prezzo dalla popolazione civile. E la storia è quella di una famiglia strettoiese e del suo patriarca, Leopoldo Belli, che per dodici lunghi mesi annota e registra con dovizia di particolari quella che a tutti gli effetti – per lui e per i suoi congiunti – è un’autentica Via Crucis.

“La mia Via Crucis - Quaderno di Belli Leopoldo e le sue sventure durante la guerra Russa Inglese Americana 1939-1945”, è il titolo del volume che il Circolo Culturale “Sirio Giannini”, con il patrocinio del Comune di Seravezza e della Fondazione Terre Medicee, presenta domenica 27 gennaio alle 17:00 presso la sala conferenze della Croce Bianca di Querceta. Con le autorità comunali e con il presidente della Pubblica Assistenza Paolo Giannarelli interverranno il presidente del Circolo “Sirio Giannini” Giuseppe Tartarini, il pronipote e omonimo dell’autore Leopoldo Belli, il giovane storico Federico Bertozzi. Coordinerà gli interventi e leggerà alcuni brani Ezio Marcucci. Ingresso libero.

Questa seconda presentazione del libro fa seguito a quella, affollatissima, fatta di recente nella chiesa di Strettoia. Non a caso a avviene nel Giorno della Memoria. “Raccontata in modo semplice e spontaneo dal protagonista sotto forma di diario giornaliero, la storia si snoda sotto gli occhi del lettore con una linearità avvincente”, scrive Tartarini presentando il Diario. “Le pagine, dense di tragedia e di umanità, percorrono i terribili eventi che per circa un anno coinvolsero la Versilia, procedendo con un tono basso ed umile, ma ricco di una dignitosa nobiltà d’animo. Il vecchio Poldo, dinanzi alla irrazionale e sconvolgente barbarie della guerra, riesce ugualmente a mantenere una propria compostezza ed a narrare la sue sventure e quelle dei membri della sua famiglia con una semplice ed accorata immediatezza, tale da suscitare nel lettore una profonda risonanza di sentimenti”.

Colpisce il parallelo con i nostri giorni e il fatto che, purtroppo, storie di guerra e di fuga sono ancora di tragica attualità. “Invito il lettore a riflettere su quanto ancora oggi siano profondi, a vari livelli ed in diverse parti del mondo, i conflitti, le crisi e soprattutto le grandi sofferenze di popolazioni innocenti ed inermi che devono subire violenze e sopraffazioni di ogni genere”, scrive il curatore Leopoldo Belli nell’introduzione. “Ed infine lo invito a meditare su quanto questi attuali eventi, l’eco dei quali ci raggiunge talvolta in forma incompleta o fuggevole, siano invece molto più vicini e più temibili di quanto ci appaia, vivendo oggi in un mondo nel quale le distanze si stanno accorciando ed i rapporti tra persone o tra popoli sono sempre più frequenti ed interdipendenti”.

Il Diario dell’umile Poldo indica nella quotidiana pratica del rispetto reciproco, della semplicità degli affetti ed anche nel dialogo, nella comprensione e nella tolleranza la via maestra che conduce a un equilibrio armonico tra gli uomini.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Seravezza

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