Tassista aggredito, assolti i due giovani: "Reazione proporzionata"

C'è stata legittima difesa e i due giovani accusati sono stati assolti il 9 novembre 2018, perché il 'fatto non costituisce reato' e la 'reazione è stata proporzionata all'offesa', dal giudice di Firenze Anna Liguori.

Il 13 luglio 2017 i due giovani ridussero in fin di vita, a calci e pugni, il tassista Gino Ghirelli, che per le lesioni riportate, è rimasto coma. L'aggressione avvenne alla fine di una corsa del taxi di cui usufruirono i due imputati, Nicola Fossatocci, 23 anni di Campi Bisenzio (Firenze), e Houman Abbasalizadeh Ajamy, 23 anni di Teheran (Iran) ma abitante a Signa (Firenze). I due sono accusati di aver provocato lesioni cerebrali gravi e permanenti, ma date le condizioni precarie del tassista non è detto che le accusa potrebbero aggravarsi, ad esempio in caso di morte dello stesso.

Nella sentenza il giudice osserva che "il Ghirelli, di fronte a una situazione che rischiava di evolversi negativamente avrebbe potuto chiedere l'intervento delle forze dell'ordine e se non lo ha fatto probabilmente è perché riteneva di poterla risolvere a suo modo (ossia con le vie di fatto). Il che conferma il temperamento dell'uomo e, in ultima analisi, l'attendibilità della ricostruzione sin qui operata". Il pm aveva chiesto sei anni per entrambi gli imputati.

Il giudice Liguori ha ritenuto che alla base della vicenda potrebbe esserci uno scherzo, non compreso dal tassista, che invece si sentì preso in giro dai due clienti. I due 23enni durante la corsa in taxi, probabilmente scherzando, avrebbero detto al tassista che non gli avrebbero pagato la corsa e che sarebbero scappati. Ghirelli, infastidito, avrebbe replicato promettendo loro "due o tre pallottole" in caso di mancato pagamento.

Una volta in piazza Beccaria, a fine corsa, Fossatocci andò a un bancomat per prelevare i soldi per pagare, ma tra il tassista e l'altro giovane sorse una discussione perché Ghirelli, ex pugile, ritenne che i due non lo volessero pagare, mentre in realtà il prelievo al bancomat veniva fatto, e risulta.

Nella lite il tassista diede una testata al volto di Houman e poi colpì Fossatocci che intanto era tornato indietro in difesa dell'amico. Fossatocci a sua volta reagì con un colpo al tassista, il quale cadde in terra. Mentre i giovani se ne andarono, Ghirelli chiamò la centrale del radiotaxi per avvisare che c'erano due giovani che non lo avevano pagato, quindi andò a casa. Il giorno dopo, trascorse molte ore, la figlia, allarmata dal fatto che non rispondesse al telefono, lo trovò nella sua abitazione che era in coma.



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