Tutti possono sciare alla Doganaccia, grazie al dualski

Un “guscio” avvolgente che consente a tutti i bambini, anche con diverse o ridotte abilità motorie, di sciare e provare la gioia di stare sulla neve. E' il progetto della Fondazione martacappelli onlus e della società Doganaccia 2000, che hanno messo a disposizione, nel comprensorio della Doganaccia, un dualski per chiunque ne faccia richiesta, guidato da un maestro di sci. L'esperienza è totalmente gratuita, sia il noleggio, sia la guida del maestro. Tutto è nato da una giornata sulla neve, organizzata dalla Fondazione martacappelli a marzo scorso alla Doganaccia.
“Abbiamo trovato tanta disponibilità, sia da parte dei gestori del comprensorio, la Doganaccia 2000, sia da parte dello sci club – spiega la vicepresidente della Fondazione Benedetta Fantugini – che hanno permesso ai ragazzi, alcuni in dimissione protetta dal pediatrico Meyer, di trascorrere una bellissima giornata sulla neve, divertendosi. Abbiamo quindi pensato di dotare il comprensorio della Doganaccia di questo 'guscio' che consente a tutti i bambini di poter sciare in sicurezza. Ricordiamo che anche la guida del maestro sarà gratuita per le famiglie che ne faranno richiesta”. “Il progetto ci è piaciuto fin da subito – spiega Ronny Ceccarelli della Doganaccia 2000 – e abbiamo aderito volentieri, ringraziamo la Fondazione per aver scelto noi per realizzare questa iniziativa. La montagna e l’attività sulla neve sono un patrimonio che dovrebbe essere fruibile per tutti”.
Per info e noleggio del servizio, si può contattare la scuola sci Doganaccia al +39 333 5392487
La Fondazione martacappelli è nata nel 2005 per ricordare Marta, scomparsa a nove mesi; lo scopo è quello di sostenere e supportare le famiglie i cui figli sono ricoverati nei reparti di Rianimazione e Sub Intensiva dell'ospedale Meyer di Firenze. Tra i progetti della Fondazione c'è quello di realizzare “Casa Marta”, un hospice pediatrico concepito a misura di bambino, che potrà ospitare fino a sei pazienti e due nuclei familiari. La struttura individuata si trova vicino al Meyer e collegato all’ospedale pediatrico, rappresentando una sorta di ponte unico nel suo genere tra l’ospedalizzazione e il ritorno a casa.

Fonte: Ufficio Stampa



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