Il Tar accoglie ricorso contro chiusura Vicofaro, Don Biancalani esulta. Il Comune: "La struttura resta irregolare"

Don Biancalani

"Il Tar ha deciso, l'ospitalità a Vicofaro è legale, resistiamo", sono queste le parole con cui Don Biancalani commenta su facebook la decisione arrivata oggi del Tar di accogliere il ricorso contro l'ordinanza comunale che vietava di utilizzare gli spazi della parrocchia per l'attività di accoglienza.È stata anche convocata una conferenza stampa dove il parroco ha spiegato che "Il Tar si era già espresso favorevolmente nei nostri confronti a novembre con un provvedimento d'urgenza" e che "quella di oggi è la sentenza definitiva".

"Siamo molto contenti - ha aggiunto don Biancalani - dopo quasi tre mesi in grosse difficoltà, anche se chiaramente abbiamo continuato ad accogliere, perché è un dovere morale e civile farlo, e personalmente non mi sono mai sentito di lasciare in mezzo alla strada questi ragazzi". Don Biancalani ha anche annunciato che insieme ai suoi avvocati sta valutando se esistono i presupposti per chiedere i danni al Comune.

Immediata la risposta del Comune che, attraverso una nota, spiega che "tale sentenza ha dato rilievo esclusivamente al difetto di competenza del soggetto che ha sottoscritto l’ordinanza [...] La sentenza, dunque, nulla sposta sotto il profilo di quanto accertato durante i controlli, a seguito dei quali i locali in questione non sono risultati idonei all’attività svolta"

Di seguito la nota dell'Amministrazione comunale in merito alla sentenza pronunciata dal Tar:

L’Amministrazione comunale prendendo atto della sentenza pronunciata dal Tar in merito all’ordinanza firmata dal dirigente del servizio urbanistica in data 11 settembre 2018 per la cessazione dell’attività di accoglienza nella parrocchia di Vicofaro, precisa che tale sentenza ha dato rilievo esclusivamente al difetto di competenza del soggetto che ha sottoscritto l’ordinanza.

Visti i motivi contingibili e urgenti rilevati durante i controlli sull’idoneità della struttura effettuati dai diversi organi preposti (Asl, Vigili del Fuoco, Vigili urbani), l’emanazione del provvedimento – dice, in estrema sintesi, la sentenza del Tar – non avrebbe dovuto essere di competenza del dirigente comunale ma del sindaco quale ufficiale del Governo.

La sentenza, dunque, non entra nel merito dell’attività svolta all’interno della parrocchia né si esprime sulla sua legittimità, e non inficia in alcun modo gli accertamenti effettuati dalle autorità di controllo (verifiche che vengono regolarmente svolte nelle strutture simili a quella di Vicofaro, nell’ambito dei regolari controlli a tutela della sicurezza all’interno degli edifici).

La sentenza, dunque, nulla sposta sotto il profilo di quanto accertato durante i controlli, a seguito dei quali i locali in questione non sono risultati idonei all’attività svolta.

Per ciò che concerne le violazioni riscontrate, il Comune ha già attivato, per quanto di propria competenza, i procedimenti di contestazione, così come avviene per ogni altra struttura in cui si riscontrano delle irregolarità rispetto alla normativa.



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