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Provare, cadere, riuscire. Il segreto della ricerca scientifica

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Si chiamano commencement speeches fanno parte della cerimonia della consegna della laurea in Usa. Si tratta dei discorsi a cui spetta il compito di aprire la cerimonia di consegna degli attestati e spesso sono tenuti da personalità di rilievo. Alcuni di questi hanno fatto storia… o sarebbe forse meglio dire letteratura. Pensiamo al “Siate affamati e folli” di Steve Jobs, ad esempio.

C’è un discorso in particolare che vale la pena portare sotto la luce dei riflettori. È quello pronunciato davanti ai laureandi di Harvard del 2013 dalla famosa anchor woman Oprah Winfrey. Una donna talmente tanto forte e presente nel tessuto sociale degli States che basta anche soltanto il nome: Oprah. Lei quel giorno, in una delle più esclusive ed eccellenti università del mondo, decise di andare controcorrente e di parlare di fallimenti.

“A un certo punto della mia vita ho creato un network televisivo. È andata male e ho creduto di aver sbagliato tutto”. Esordì così davanti ai neolaureati, entrando poi nel merito e spiegando che è normale e forse anche giusto quando spingi te stesso oltre il limite, cadere: “Mettetelo in conto. Ma gli errori sono l’esperienza che permette di capire chi voi siate veramente. La cosa più importante che ho imparato in venticinque anni di dialogo ogni giorno con le persone è che c’è un comune denominatore che unisce gli esseri umani. La maggior parte di noi vuole semplicemente essere capito. Ho fatto più di 35 mila interviste nella mia carriera e appena la telecamera si spegne, chiunque da Obama a Beyonce, chiede, Andava bene? Was that ok? Ascoltate voi stessi e gli altri. E farete la differenza nella vita”.

Ascoltare sé stessi, gli altri. Essere aperti al nuovo, provare sperimentare e accettare gli inciampi e le cadute. È solo così che si cresce, è solo così che si conoscono i propri limiti e si può provare a superarli. Dentro questo discorso di Oprah c’è l’essenza dello studio e della ricerca scientifica. C’è la voglia di fare e di avanzare. Un passo in più – ogni giorno – verso l’ignoto per noi, per gli altri, per la scienza e la ricerca.

La ricerca scientifica in Italia: tra cervelli in fuga ed eccellenze accademiche

Nel nostro Paese troppo spesso si parla del fenomeno dei cervelli in fuga. Esiste ed è reale, ma troppo poco spesso ci si sofferma a pensare a quanto si faccia. Da un punto di vista sociale e politico non possiamo non tenere conto dei ragazzi che cercano il proprio futuro all’estero, ma da un punto di vista accademico la qualità e l’eccellenza ci sono e non bisogna nemmeno faticare troppo per cercarle e poi trovarle.

“Esiste una rete di imprese che aderiscono ai nostri progetti di ricerca e offrono ai nostri laureati possibilità occupazionali post lauream. La nostra peculiarità è l’offerta di un percorso di studi veloce, elastico e costruito a misura per ogni singolo studente. Tutto questo garantisce preparazione di ottimo livello in tempi veloci, utilizzando le opportunità di accelerazione tipiche del nostro sistema diversificato e integrato.” Con queste parole Fabio Fortuna, Rettore dell’ateneo Niccolò Cusano, parla della “sua” realtà. La Unicusano rappresenta infatti un’eccellenza nella ricerca e alla stregua dei campus americani spinge gli studenti a compire sempre un passo in più. Per scoprire meglio sé stessi e magari – anche – cadere.

Unicusano: campus, laboratori e ricerca

Nello specifico l’ateneo eccelle nella ricerca medico-scientifica e in quella ingegneristica. Nella prima si dedica alla Ricerca biomedica e diagnostica per la cura delle malattie rare. Dall’aprile del 2012, la Fondazione è attiva nella Ricerca sulla sindrome del QT Lungo (LQTS), una patologia aritmogena su base genetica, caratterizzata da un prolungamento sull’elettrocardiogramma dell’intervallo QT (la cosiddetta ripolarizzazione ventricolare) e dal rischio di aritmie potenzialmente letali.

La Fondazione Università Niccolò Cusano ha istituito all’interno del complesso universitario un centro di Ricerca medico-scientifica, un laboratorio attrezzato per la Ricerca biomedica in cui sono stati fatti ingenti investimenti in risorse umane e macchinari tecnologicamente avanzati.

Per quanto riguarda invece la ricerca ingegneristica all'interno del complesso universitario sono attivi i laboratori che rappresentano gli strumenti fondamentali per lo studio e la formazione dei futuri ingegneri. Gli studenti possono utilizzare i laboratori per attività didattiche o per le loro tesi sperimentali; anche gli studenti fisicamente lontani, attraverso la piattaforma telematica dell’Unicusano, possono usufruire delle attrezzature presenti nei laboratori e, con la supervisione del docente sempre presente in loco, seguire lo svolgimento delle prove e scaricare dalla piattaforma tutti i dati di output della macchina per elaborarli in modo da sviluppare proficuamente la propria Ricerca.

Ricerca, sperimentazione, provare, cadere, riuscire. Sembra difficile, ma in fondo non lo è.

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