Sanità, Pc Pisa dalla parte dei lavoratori

partito comunista

Dal 2009 a oggi il personale impiegato nella sanità è stato decimato: i conti della Ragioneria dello Stato parlano di un taglio di quarantacinquemila lavoratori in otto anni, con una perdita di quindicimila posti di lavoro solo nel biennio 2014-2016. È il risultato delle politiche antipopolari volute dall’Unione Europea e che hanno trovato i loro esecutori materiali in tutti gli ultimi governi: nonostante infatti le belle parole che meno di un anno fa lega e m5s hanno riservato per il sistema sanitario nazionale nel loro contratto di governo, il regionalismo differenziato diverrà presto realtà in due regioni a guida Lega e una a guida PD: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Col regionalismo differenziato, accettato senza riserve anche dal M5S, le regioni avranno in mano la gestione completa della sanità: dal personale agli ammalati, dalle tariffe alle scuole di formazione. Ogni regione potrà quindi privatizzare, subappaltare ad aziende l’assunzione del personale, decidere il costo del ticket e addirittura formare i medici a proprio piacimento. È emblematico della direzione intrapresa da questo governo il fatto che ciò arrivi in contemporanea a una grande mobilitazione dei lavoratori della sanità pisana: perché infatti nei nostri ospedali la carenza di personale è tale che si va avanti grazie allo sfruttamento dei tirocinanti e ricorrendo agli straordinari, che in gran parte non vengono neanche pagati ma messi a recupero (per Pisa si parla di 160.000 ore al 31 dicembre 2017). Come Partito Comunista quindi non possiamo che esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai lavoratori che chiedono un nuovo piano di assunzioni e il rispetto dell’applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro, oltre che la razionalizzazione dei parcheggi dell’ospedale di Cisanello; quarant’anni fa anche grazie alle lotte dei comunisti fu conquistato uno dei sistemi sanitari più avanzati al mondo, oggi cercano di togliercelo asservendo la salute a dinamiche di mercato. Noi comunisti riteniamo che l’unica strada percorribile per garantire salute e lavoro sia quella della spesa e delle assunzioni in sanità, della rottura dei vincoli con Bruxelles, dell’eliminazione del numero chiuso a medicina e nelle facoltà sanitarie, perché la salute non può e non deve essere guidata da logiche imprenditoriali.

Partito Comunista Pisa

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