Elezioni Scandicci, CasaPound debutta. Matteo Daddi candidato sindaco

Si è tenuta questa mattina a Scandicci, alla presenza del Segretario Nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, la presentazione del candidato a Sindaco di Scandicci, Matteo Daddi. Alla presentazione ha partecipato anche il Responsabile Provinciale, nonché candidato a Sindaco di Firenze, Saverio Di Giulio, che ha fatto una breve introduzione.

Di Giulio ha sottolineato l'importanza di ribellarsi alla cappa di criminalizzazione presente in alcune aree della Provincia di Firenze, in base alla quale chiunque non sia allineato al Pd e al pensiero dominante debba vivere nel timore. Il Responsabile provinciale di CP ha proseguito evidenziando come CasaPound sia l'unica forza politica decisa a contrapporsi a questo stato di cose fronteggiando senza timori le sinistre che tengono Scandicci in ostaggio da oltre 70 anni. A dimostrazione di quanto affermato precedentemente, Di Giulio ha concluso il suo intervento ricordando come le altre opposizioni abbiano sempre accettato questa subordinazione, mentre CasaPound ha addirittura scelto di aprire una propria sede sul territorio, a dimostrazione della volontà di costruire un progetto di vero cambiamento.

È stato poi il turno dell'appena annunciato candidato a sindaco di Scandicci, Matteo Daddi, che ha esordito con un duro attacco all'amministrazione Fallani, accusandola di aver fallito su tutta la linea, occupandosi peraltro di tutti tranne che degli scandiccesi. Daddi poi non è stato tenero neppure con le opposizioni definendole “inesistenti, inconsistenti e contraddittorie". I cinque punti cardine del programma del candidato di CasaPound saranno cinque: politiche sociali a favore dei cittadini di Scandicci, a partire dall'introduzione del mutuo sociale, sicurezza e lotta al degrado, aiuto all'economia locale e supporto al distretto industriale pellettiero, riqualificazione del territorio con un migliore collegamento con le colline che passi anche attraverso il potenziamento del trasporto pubblico e, infine, politiche giovanili per evitare che Scandicci si trasformi diventato in un dormitorio, con la creazione di un consiglio comunale per i giovani con tanto di budget e con l'individuazione di un'area da destinare alla movida lontano dalle zone residenziali. Daddi, poi, ha rivendicato l'occupazione del consiglio comunale di una settimana fa, prima volta a Scandicci, a supporto di una famiglia italiana priva di aiuti. Famiglia che non ha ottenuto negli scorsi mesi alcuna risposta né dal comune né dai singoli consiglieri. Daddi ha concluso sostenendo che “durante l'occupazione ho guardato in faccia tutti i consiglieri ed ho visto nei loro occhi paura. La tipica paura di vedere in consiglio comunale CasaPound, perché noi, a differenza loro, abbiamo idee, progetti e, soprattutto, vogliamo riprenderci il destino della città”

La mattinata è stata chiusa dal Segretario Nazionale di CasaPound, Simone di Stefano, che ha aperto il proprio intervento affermando che CP “rappresenta l'unica vera alternativa politica soprattutto in Toscana dove il PD resiste rispetto al resto d'Italia e dove l'opposizione del centrodestra e dei 5 Stelle è inesistente”. Inoltre, rispondendo alle accuse sulla sede storica di Roma, Di Stefano ha posto fine alle chiacchiere, dichiarando che “CasaPound a Roma resterà finché resterà una sola occupazione di sinistra”. Passando ai temi più politici il Segretario Nazionale ha sottolineato che per CP i temi importanti sono casa, lavoro e possibilità di fare figli e in relazione alla candidatura di Daddi, e più in generale in vista delle prossime elezioni amministrative, ha sostenuto che “noi facciamo politica sul serio, non per carriera o soldi ma solo per gli italiani. Vogliamo portare la rabbia e la voglia del cambiamento in tutte le sedi istituzionali. Se i partiti attualmente in Parlamento facessero l'interesse della Nazione noi di CasaPound non penseremmo a presentarci alle elezioni, piuttosto staremmo tra la gente facendo ciò che ci è più congeniale: dalle raccolte alimentari per gli italiani in difficoltà alla protezione civile passando per mille altre cose. Ci copiano gli slogan ma poi si fermano solo a questi perché, a differenza nostra, non hanno coraggio di dar loro realizzazione. Non faremo alleanze elettorali perché non vediamo voglia di cambiamento vero negli altri partiti. A livello nazionale si è incrinato qualcosa nel governo, e se questo esecutivo cadrà si andrà verso un governo 5 Stelle-PD. E, proprio per questo, noi di CasaPound, dobbiamo stare sul territorio: per fare vera opposizione sia per strada che nei consigli comunali”.

Fonte: CasaPound Firenze - Ufficio Stampa



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