Sciopero nei servizi educativi comunali a Pisa

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Dopo la manifestazione sotto Palazzo Gambacorti in occasione della giornata di sciopero proclamata da parte delle organizzazioni sindacali dei servizi educativi comunali, l’assessore alle politiche educative Rosanna Cardia, insieme all’assessore al personale Giovanna Bonanno e al capo di gabinetto Massimo Donati, hanno incontrato una rappresentanza di educatori, personale ausiliario, genitori delle scuole Agazzi e del Comitato I Passi per ascoltare i motivi della protesta.

Due gli argomenti posti all’attenzione della giunta comunale: la chiusura della sezione dei 3 anni della scuola Agazzi e le problematiche legate alla carenza di personale lamentato dagli educatori degli Asili Nido comunali. Gli assessori, dopo aver ascoltato tutte le istanze portate dai rappresentanti, hanno chiarito la posizione dell’Amministrazione su entrambi i punti in questione.

“In merito alla scuola Agazzi del quartiere I Passi - chiarisce l’assessore Cardia - la sospensione della sezione dei 3 anni non ha assolutamente come obiettivo quello di arrivare alla chiusura della scuola e per questo motivo non c’è stato bisogno di avviare un percorso istituzionale. Stiamo lavorando, insieme all’ufficio regionale scolastico e al provveditore agli studi di Pisa, per proporre la statalizzazione delle tre scuole materne comunali, tra cui l’Agazzi”.

“Il quartiere de I Passi – ha aggiunto l’assessore – può vantare di ottime strutture scolastiche, anche dal punto di vista dell’edilizia, è dotato inoltre di impianti sportivi, della scuola di musica e a breve sarà realizzata la sala polivalente. È quindi un quartiere fortunato, e tale rimarrà. Come amministrazione riteniamo invece che il vicino quartiere di Gagno abbia bisogno di più attenzioni e investimenti e per questo abbiamo avviato una strategia concordata con le istituzioni scolastiche e statali per evitare la chiusura della scuola di Gagno. Infine sul problema delle carenze del personale educativo degli Asili Nido, abbiamo confermato il potenziamento fino a giugno, come richiesto dal personale di servizio”.

Questa la nota relativa allo sciopero dell'RSU (sgb cgil) con adesione dei Cobas:

Nel prospetto vediamo un piccolo calo delle iscrizioni negli ultimi anni. Nel 2015-2016 i posti di Porta a Lucca venivano riempiti con prime scelte circa all'85%, percentuale scesa poi negli ultimi anni al 65-70%. Occorre tuttavia considerare che Porta a Lucca era diventata, proprio per il fatto che non si riempivano tutti i posti, una valvola di sfogo per esaurire le liste d'attesa di altri quartieri. Non abbiamo i dati, ma la chiusura delle Agazzi riporta bruscamente ai lvelli del 2015-206 la ricettività del quartiere rispetto alle richieste di prima scelta, presumibilmente in altri quartieri rimarranno le liste d'attesa. Nel quartiere la soppressione delle Agazzi ha creato notevoli squilibri, perché quasi tutte le famiglie hanno optato per le Parmeggiani che non potrà accogliere tutti i richiedenti (ci sarà quindi quella redistribuzione all'interno del quartiere che probabilmente non ci sarebbe stata senza la soppressione della materna Agazzi).

Per quanto attiene la replica della assessore Cardia (nella terminologia della scuola dell'Infanzia le classi si chiamano sezioni, diversamente dalla scuola primaria e secondaria dove le sezioni sono definiti gruppi di classi):

Queste le nostre osservazioni :

* Manca la normativa di riferimento per asserire che il Comune non abbia l'obbligo di rispettare le stesse regole vigenti per le scuola non statali, come il rispetto dell'iter e dei tempi di programmazione della rete scolastica a livello zonale e regionale. Ammesso, ma non concesso, che il Comune sia esentato resta il fatto che esisteva una prassi consolidata, sicuramente una buona prassi oggi disattesa. Se, infatti, i Comuni sono i primi enti che elaborano le proposte sulle modifiche della rete scolastica, vuol dire che la legge riconosce ai Comuni una competenza nell'elaborare proposte sulla rete scolastica che tengano conto del contesto territoriale. Fondamentale è la presenza di scuola dell'Infanzia paritarie, avere programmato la rete scolastica scindendo le statali dalla paritarie non ha senso, se si vuole costruire una organica e razionale pianificazione. Si aggiunga il fatto che mai è successo che la soppressione di una sezione sia stata decisa immediatamente prima delle iscrizioni, dopo aver già presentato le scuole alle famiglie. Insomma, anche se legale, la decisione del Comune appare comunque improvvisata e non improntata a una pianificazione organica e lungimirante.

* La non attivazione della sezione dei 3 anni è una modifica sostanziale he inciderà sui prossimi 3 anni, quindi è temporanea fino a un certo punto. Infatti la scuola Agazzi è una scuola con sezioni omogenee (ciascuna con bimbi della stessa età), e se anche il Comune volesse tornare a investire sulla scuola Agazzi non potrebbe riportarla a tre sezioni né il prossimo anno né quello ancora successivo, perché non è facile trovare un numero di bimbi di 4 o di 5 anni ancora non inseriti in nessuna scuola dell'Infanzia o che comunque vogliano cambiare scuola , numero sufficiente a formare una sezione.

* L'Assessore dice che la misura "non modifica il numero complessivo di posti disponibili per la scuola dell'infanzia". C'è da osservare, semplicemente, che

se fosse stata aperta la sezione della scuola Agazzi ci sarebbero stati 25 posti in più.

* Nell'attuale situazione i genitori hanno dovuto scegliere altre scuole e si sono già formate liste d'attesa alle Parmeggiani. E' vero che le liste d'attesa all'interno del quartiere saranno smaltite, è vero anche che rimarrà una residua disponibilità di altri posti. E' anche vero, però, che si è sempre riusciti, negli anni scorsi, a coprire i posti disponibili a Porta a Lucca smaltendo liste d'attesa negli altri quartieri. Il che significa che quest'anno rimarranno bambini fuori se non nel quartiere di porta a Lucca, sicuramente in altre zone della città.

* Su un punto possiamo invece concordate con la assessora: l'apertura e la chiusura delle iscrizioni è stabilita a livello ministeriale. Proprio per questo ha avuto poco senso chiudere una scuola a ridosso delle iscrizioni. In ogni caso se si riaprisse la sezione sarebbe agevole ridistribuire i genitori semplicemente chiedendo a quanti interessa tra quelli che hanno già fatto domanda.

 

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