Arresto genitori Renzi, i dettagli dell'inchiesta

Le indagini della procura fiorentina hanno evidenziato come la "Eventi6', la società dei genitori dell'ex premier Matteo Renzi, abbia usato per la distribuzione dei volantini pubblicitari personale di cooperative. Anche in anni dove il volume d’affari è cresciuto, fino a raggiungere i 7 milioni di euro, i dipendenti sono sempre stati esigui, 7 al massimo, ma potevano contare sulla manodopera delle cooperative che però non faceva ricadere sulla loro società gli oneri previdenziali ed erariali. Secondo la procura il modus operandi avrebbe previsto poi l’abbandono delle cooperativa una volta che queste erano in difficoltà.

Lo stesso “metodo” potrebbe essere stato usato anche nella 'Delivery Service', la prima delle tre cooperative dal cui fallimento sarebbe scaturita l'inchiesta della procura. Nella cooperativa costituita nell'aprile 2009 da 10 soci, sei dei quali residenti a Rignano sull'Arno, molti di loro neppure sapevano di esserlo.

Per l'accusa Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono stati di fatto gli amministratori delle cooperative o, comunque, gli ispiratori delle stesse. Nel corso dell'inchiesta altre carte arrivate a Firenze da altre procure andrebbero a confermare la tesi degli inquirenti.

Da Marmodiv fatture false per 200mila euro

Oltre duecentomila euro. E' l'importo delle fatture false emesse, secondo i pm di Firenze, dalla 'Marmodiv', una delle cooperative coinvolte nell'inchiesta che ha portato ai domiciliari Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Scrivono infatti i magistrati nella richiesta di misura cautelare che "risulta l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti" negli anni 2014, 2015 e 2016 per un'importo complessivo di 207.067 euro, con un'imposta evasa di 98.140,91 euro di cui 52.515,99 per Ires e 45.624,92 per Iva". Più della metà dell'importo complessivo è stato fatturato nel 2016, con 117.083, mentre nel 2015 sono state emesse fatture false per 64.941 euro e nel 2014 per 25.043,30. Dicono inoltre i pm che la Marmodiv, che distribuisce materiale pubblicitario della 'Eventi 6' (la società dei coniugi Renzi) "con il consenso del committente, ha sistematicamente destinato, fin dall'origine, al macero una parte del materiale pubblicitario affidatole per la distribuzione". A dirlo ai pm sono stati i dipendenti, il cui racconto è stato poi verificato dalla Gdf. "So che rilevanti quantità di questi volantini venivano portati al macero - ha detto ad esempio Paolo Magherini - La quantità stampata...era superiore a quella che era necessaria ad essere consegnata. Ci lucrano su quelli. Ci sono camionisti conniventi che consegnano i volantini nuovi appena stampati al macero. Questo non dovrebbe avvenire in quanto i volantini sono di proprietà dei committenti che li pagano". Quello che emerge, concludono i pm, è una "costante sovrafatturazione delle prestazioni rese da parte di Marmodiv": dall'analisi delle fatture emesse per la 'Eventi 6' viene fuori che "il corrispettivo certificato in tali documenti è determinato tenendo conto, non già dei quantitativi di volantini effettivamente destinati alla distribuzione, bensì dei quantitativi di volantini previsti contrattualmente e comprensivi, quindi, anche di quelli avviati immediatamente al macero".

'Tiziano, c'è un buco da 300mila euro'

"Gli ho detto: 'Tiziano, c'e da pagare i fornitori, c'è un buco da 300mila euro di fornitori... però non è che pensi che io sono arrivato e 300.000 euro li metto io?!". A riferire - in una conversazione telefonica intercettata il 18 maggio scorso - di un suo colloquio con Tiziano Renzi è Daniele Goglio, cui è stata ceduta la cooperativa Marmodiv, per la quale la procura di Firenze ha chiesto il fallimento nell'ottobre scorso. La conversazione è riportata nell''ordinanza del gip di Firenze che ha disposto l'arresto per i genitori di Matteo Renzi. Per il gip "vi sono indizi per ritenere che Renzi Tiziano e Bovoli Laura siano stati i promotori della cooperativa e si siano intromessi nell'amministrazione della stessa fintanto che non l'hanno ceduta a Periale Aldo e Goglio Daniele". Goglio racconta del suo colloquio con Renzi senior. "Gli ho detto, 'Tiziano, cioè chiama chi vuoi, i conti son questi, son 300.000 euro da pagare e da pagare subito, perchè se non li pago subito, gli ho detto, arriva .. arriva un decreto su Marmodiv e io gli ho detto lo ribalto".

"C'e l'hanno col figlio di Tiziano"

"Hai visto ieri sera Report che cazzo di casino? Diciamo che bisogna trovare una soluzione per sistemarla 'sta cosa. E lì ce l'hanno con il figlio, si è intestardito". A parlare di Tiziano Renzi, in una conversazione telefonica intercettata dai finanzieri lo scorso 15 maggio è Daniele Goglio, imprenditore cui è stata ceduta la cooperativa Marmodiv, una di quelle finite nell'inchiesta che hanno portato ai domiciliari per i genitori dell'ex premier. "Questo qua - dice Goglio al suo interlocutore parlando di Tiziano Renzi - con tutti 'sti casini che gli stanno capitando è un pò stralunato". L'altro risponde: "se gli vuoi dare un bel consiglio digli 'Tizià, stattene a casa e non fare più niente'...questo si porta dietro tutti i problemi".

 



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