Renzi San Miniato: "Salvini e Di Maio vi dicono che il futuro fa schifo"

Matteo Renzi (foto gonews.it)

Gremito l'auditorium di piazza Bonaparte a San Miniato per l'arrivo di Matteo Renzi, in tour per presentare il suo ultimo libro 'Un'altra strada'. Sull'onda delle polemiche per l'arresto dei suoi genitori Tiziano Renzi e Laura Bovoli,  l'ex premier non ha lesinato commenti e dichiarazioni nel suo one man show rivolto alla platea. Tra i presenti il segretario regionale Simona Bonafè, i deputati Dario Parrini e Lucia Ciampi, il consigliere regionale Antonio Mazzeo, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori. A livello locale i sindaci di Montaione e Cerreto Guidi e la giunta Gabbanini.

Dicevamo della platea: il fascino del leader pare non essere tramontato in questo angolo di Toscana, uno degli ultimi avamposti contro l'avanzata dal mare della Lega e del centrodestra. Non a caso il candidato sindaco Pd è Simone Giglioli, renziano della prima ora, ed è a lui che l'ex leader Pd invita a votare alle prossime elezioni amministrative: "La prossima volta ti si vuole con la fascia da sindaco". "Il Pd c'è sempre, checché se ne dica - afferma Giglioli, finirà questa traversata nel deserto. Superiamo gli incidenti di percorso come sempre, pancia a terra e a lavorare".

"Perché un libro se non sei candidato a niente?"

Lo chiede Renzi stesso nella sua oretta circa di comizio, sempre a metà tra le battute con il pubblico e lo spunto di riflessione, con il carisma che ha mostrato anche in altre occasioni. Dagli spunti dell'attualità (il caso del maestro di Foligno che offende un alunno di colore) arriva al suo nodo focale, che dà anche il titolo a questo pezzo: Lega e M5S alimentano la cultura della paura, il primo con lo spauracchio dell'immigrazione, il secondo con la disoccupazione.

Noi e loro

Rimarca la differenza tra 'noi' come popolo del Pd ("stiamo combattendo una battaglia culturale, il futuro contro la paura") e loro ("sta passando la narrazione che il reato dipende dal passaporto"). Affronta i problemi di comunicazione, dalle fake news ("una macchina infernale che ho sottovalutato) alle cose sbagliate durante i mille giorni di governo, le idee da sviluppare per i prossimi anni ("aiutarli a casa loro significa non tagliare i fondi della cooperazione internazionale, mentre noi discutevamo di 60 migranti in mezzo al mare la Cina dava 50 miliardi all'Africa").

E come la narrazione pop che da anni accompagna Renzi e i suoi seguaci, dentro c'è l'integrazione vista dall'America con Rosa Parks e Fiorello La Guardia, i 247 Salvini segnati come immigrati italiani a Ellis Island ("ci ha fregato il 248esimo che è rimasto") e lo sguardo puntato al futuro ("nella Firenze dei Medici i soldi servivano a immaginare il futuro, in bottega si cercava di fare meglio del proprio maestro").

E poi una stoccata a chi critica il suo operato: "Ho vinto il congresso Pd per due volte col 70% e tutte le volte mi hanno fatto la guerra, potrei stare un'ora a parlare di cosa abbiamo fatto nel nostro governo. Rifarei domattina la riforma costituzionale".

L'attacco al governo

Renzi passa poi in rassegna quasi tutti i membri del governo, con le stoccate più dure a Di Maio e Toninelli, ma pure a Lezzi, Castelli e Di Battista. "Con il reddito di cittadinanza passa il messaggio che non c'è più lavoro in futuro. Il messaggio di Di Maio, di una superficialità imbarazzante, è di mettere al guinzaglio gli italiani con i navigator".

L'arresto dei genitori

Poi la parte personale. "Mi sono stancato di essere infangato, ieri ho firmato l'azione civile contro Marco Travaglio per il modo infame con cui siamo stati trattati (in riferimento al rotolo di carta igienica con la sua faccia apparso nello studio del giornalista, NdR)". Non poteva mancare un cenno alla vicenda dei genitori: "Da ex presidente del Consiglio rispetto i giudici sempre, la giustizia si fa in tribunale e non sul web. La Lega porta il cappio in Parlamento e il M5S fa il gesto delle manette. Ma noi siamo concittadini del Beccaria, non di Casaleggio".

Elia Billero



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