L'azienda si amplia, Carraia non ci sta. Gli abitanti ricorrono al Tar: "Emissioni chimiche e più rumore"

L'espansione della zona artigianale di Carraia a sud del quartiere sta destando preoccupazione e polemiche in quell'area di Empoli. Gli abitanti, riuniti sotto il nome Associazione di Carraia e Pratovecchio, hanno infatti deciso di ricorrere al Tar per "opporsi alla costruzione di una Carraia 2".

Per quale motivo si è arrivati a questa decisione? Giusto ripercorrere le tappe. Innanzitutto partiamo dall'associazione, nata venticinque anni fa per tutelare il territorio e ricostituitasi un quarto di secolo dopo. Si passa a giugno 2018. I residenti a Carraia e Pratovecchio (per i non empolesi: la zona a sud-ovest della città, poco fuori dal centro storico e vicina alla frazione di Corniola) fanno una scoperta.

Nella variante riguardante le attività produttive 'Empoli fa impresa', è stata approvata su richiesta di una ditta con sede in quell'area una variante su un terreno davanti una zona residenziale. L'area in questione è all'inizio del piano che costeggia via Torricelli e via Curie. "Il terreno agricolo destinato a verde pubblico diventerà invece un insediamento artigianale, produrrà emissioni chimiche e anche più rumore" è la lamentela degli abitanti. Nasce anche un 'movimento' con tanto di osservazione al Comune, che trovate qui e qui.

Chi vive in quell'area, però, va subito con la testa al passato: "L'azienda anni fa aveva acquistato quel terreno privo di ogni prospettiva di variazione di destinazione, dato che era costeggiato dal Rio di Bonistallo e attraversato da due linee dell'alta tensione". In quell'occasione, continuano gli abitanti, l'amministrazione di Empoli bocciò ogni destinazione che non fosse a verde pubblico: "Anzi, l'assessore competente disse che il futuro dell'azienda non poteva che essere al Terrafino (zona industriale di Empoli, ndr)".

Le cose sono cambiate: "Adesso un'azienda che vernicia nell'abitato è considerata 'storica e saldamente radicata nel tessuto produttivo'. Con motivazioni illogiche si allarga la zona artigianale anche a sud, proprio in area residenziale. Quel terreno non è parte della zona artigianale perché ne è separato da alcune abitazioni e dalla rampa del cavalcavia, quindi non è un vero e proprio 'completamento'".

Tutto questo non torna agli abitanti e spiega il ricorso al Tar: "Carraia si troverebbe abbracciata dai capannoni, mentre al Terrafino ci sono molte strutture con scritto 'vendesi'... In spregio alla legge regionale 65, che prevede il consumo di suolo solo nel caso non ci siano alternative, si è deciso di puntare su quel posto a Carraia".

Come riporta l'Associazione di Carraia e Pratovecchio, tra i principi che hanno ispirato 'Empoli fa impresa' si trovano migliorare della qualità urbana, ridurre rumore e inquinamento e anche tutelare i corsi d'acqua: "Questa 'Carraia 2' non solo ci dà da pensare per le possibili emissioni chimiche, ma anche per il passaggio dalla terza alla quarta classe acustica, il rumore sarebbe quasi moltiplicato per quattro. Sono certi l'abbassamento della qualità della vita e quello del valore delle abitazioni".

Da Carraia, però, la protesta non si placa perché gli abitanti pensano pure a una ulteriore beffa: "La variante è concessa senza vincoli. L'azienda, dunque, non è tenuta a trasferire l'azienda ma può anche lottizzare e vendere il terreno al miglior offerente".

Ovviamente c'è già stato più di un confronto tra amministrazione comunale e abitanti. Nel gennaio 2019 il vice sindaco Franco Mori ha parlato coi residenti e ha difeso la scelta del Comune ma l'Associazione di Carraia e Pratovecchio non è contenta: "Ha paragonato la situazione dell'azienda in questione a quella della Sesa, ma in quel caso i dipendenti sono più di mille, qui solo quattro. Non si possono mandare alle ortiche così cinquant'anni di pianificazioni urbanistiche".

Da sottolineare  l'appoggio del consigliere comunale Dusca Bartoli e del suo gruppo FabricaComune. La questione arrivò in Consiglio e la stessa Bartoli si fece promotrice degli interessi dei residenti dell'area e espresse seri dubbi su "un nuovo capannone nell'area agricola di Carraia, a pochi passi da due elettrodotti e in un'area con vincolo idrogeologico".



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