La chiesa di San Paolo a Ripa D'arno restituita alla città di Pisa

Domenica 3 marzo, dopo un restauro lungo sette anni, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto tornerà a celebrare l’Eucaristia

Si tornerà a celebrare l’Eucaristia nell’antica chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, chiusa al culto da sette anni. Annoverata tra i capolavori del romanico pisano, San Paolo venne fondata intorno al 925 ed è attestata dal 1032.

Dal 2012 si decise di chiuderla per le sue precarie condizioni di stabilità. Sette anni sono serviti per studiare l’edificio che sembrava pendere verso il fiume Arno, prima ancora di mettere a punto un intervento di consolidamento e restauro particolarmente articolato: «nella chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno erano concentrati, infatti, l’80% dei problemi strutturali citati nei manuali o spiegati nei corsi di ingegneria dedicati ai consolidamenti in edilizia» ha osservato l’ingegner Claudio Barandoni che con il collega Loriano Crecchi hanno progettato e diretto i lavori di restauro.

L’intervento è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa dall’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, dal priore di San Paolo a Ripa d’Arno don Italo Lucchesi e dai tecnici che hanno seguito il restauro.

«Il primo campanello d’allarme sulla stabilità dell’antica chiesa – ha ricostruito il parroco - suonò il 10 novembre del 2010, quando frammenti di marmo si distaccarono dal transetto nord, cadendo su un’auto parcheggiata a ridosso della chiesa: intervennero i vigili del fuoco e il Comune emanò una ordinanza per accertare la pubblica e privata incolumità. Il mio predecessore provvide a far transennare le aree potenzialmente pericolose. I frammenti distaccati tornarono nella sede originaria nei primi mesi del 2012 grazie ad un intervento di restauro finanziato dalla Fondazione Pisa. Ma fu proprio allora che, quasi per caso, mentre assistevano ad una celebrazione eucaristica, alcuni parrocchiani si accorsero che un elemento si stava distaccando da una capriata che sostiene il tetto. Da qui l’avvio di una campagna diagnostica sulla chiesa».

Consolidati le mura, la cupola, le colonne, i capitelli e le monofore. Incatenate le navate laterali. Ricostruita la copertura. Sostituite le capriate. Alcuni presidi contribuiranno alla «tenuta» in caso di un evento sismico.

All’ufficio tecnico diocesano il compito, in particolare, di reperire i finanziamenti per un restauro affidato all’impresa edile Gaglio e costato, complessivamente, circa 3milioni di euro: coperti grazie all’Otto per mille alla Chiesa cattolica, alla fondazione Pisa, ad un anticipo versato dalla diocesi di Pisa e a numerosi donatori, tra cui l’Unicoop Firenze che – ad inizio restauro - lanciò la campagna Adotta San Paolo.

Era l’Epifania del 2012 quando l’ex priore di San Paolo don Luca Volpi celebrò per l’ultima volta l’Eucarestia in quella chiesa. Tornerà a farlo, dopo sette anni, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto che la prossima domenica 3 marzo – alle ore 17 – presiederà una solenne concelebrazione eucaristica. Tutta la città è invitata a partecipare.

Fonte: Ufficio Stampa



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