Revisione Legge 25, la carica dei '300': medici e infermieri del 118 contrari. La Regione 'apre' a una discussione

Medici ed infermieri toscani del 118, in un collettivo coordinato tra Firenze e Pisa, hanno stilato un documento per dire la loro sulla Legge 25, quella che disciplina i rapporti tra Associazioni di volontariato ed Aziende sanitarie in Toscana e che tocca direttamente l'organizzazione del servizio del 118. A sostegno di questo documento sono state raccolte 330 firme.

I '300' e protestano contro la possibile revisione degli organici sulle ambulanze e hanno inviato il documento al presidente della regione Toscana Enrico Rossi. "La possibile riduzione del personale a bordo dell'autoambulanza - si spiega - potrebbe mettere a rischio gli interventi di soccorso".

Sul piatto della regione quelle 330 firme hanno pesato e come: così come richiesto dai vertici dell'Ordine dei Medici della Toscana, sembra che per la prima volta la Regione abbia accettato che medici e infermieri potessero sedere ai tavoli di concertazione, una decisione per certi versi 'rivoluzionaria' che è arrivata dopo un incontro avvenuto ieri con Andrea Scaramelli in Commissione Sanità.

Nel documento firmato dai '300', infatti, si chiedeva esplicitamente che medici e infermieri, "che di fatto rappresentano il cuore del sistema di emergenza urgenza del 118 più di chiunque altro", potessero partecipare agli incontri per discutere della legge, prima riservato solo alle associazioni di volontariato. Un primo obiettivo è stato raggiunto.

I punti salienti della lettera aperta:

1. Composizione quantitativa degli equipaggi delle AAVV nelle squadre di soccorso (ambulanze con medico o infermiere);

2. Posizionamento del sanitario all’interno del mezzo di soccorso;

3. Tipologia di automediche e composizione qualitativa degli equipaggi delle automediche.

Il testo della lettera

 

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