Amministrative Firenze, la lista di +Europa sostiene Nardella

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Questa mattina, con una conferenza stampa al Caffè Letterario Le Murate, il gruppo +Europa Firenze ha annunciato la partecipazione alle amministrative fiorentine con una lista che sosterrà la candidatura a sindaco di Dario Nardella.

All’incontro con la stampa erano presenti Costanza Hermanin (coordinatrice del gruppo fiorentino + Europa e membro della segreteria nazionale) e Paolo Parrini (membro del gruppo fiorentino +Europa), insieme a Dario Nardella. Gli esponenti di +Europa Firenze con l’occasione hanno ufficialmente aperto la campagna elettorale ed affrontato i principali punti del programma con le proposte che +Europa ha intenzione di lanciare per lo sviluppo della città.

“Firenze è una delle realtà italiane più ricche di legami storici con l’Europa, e con la cultura, l’economia e la società europea. Il futuro di Firenze passa per l’Europa - ha affermato Costanza Hermanin -. L’attuale corrente di pensiero populista vorrebbe farci credere che questa ricchezza, fonte del successo storico della nostra città, sia invece da dimenticare, in nome di una chiusura autarchica o, peggio, in nome della negazione di una realtà fortemente internazionale e aperta”.

“Noi ci presentiamo alle elezioni locali - ha continuato Hermanin - per permettere a Firenze di continuare a svilupparsi in linea con la sua storia, e soprattutto con la volontà di farle cogliere le opportunità del futuro: qualità della vita coerente con i migliori livello europei, tecnologie per una città moderna, risanamento ambientale, lotta all’inquinamento, capacità di attrarre talenti e imprese. Il futuro di Firenze passa per l’Europa”.

PROGRAMMA

Presentazione

Dopo un eccezionale risultato alle scorse elezioni politiche, oltre il 6% dei voti a Firenze, +Europa si è costituita in vero e proprio partito di iscritti e anche a Firenze conta su un gruppo locale di quasi 60 membri e di qualche centinaio di simpatizzanti, con una particolare presenza di giovani universitari.

Da settembre a questa parte, oltre l'assemblea fondativa del 6 novembre, il gruppo si riunisce ogni settimana, contribuendo all'elaborazione del programma nazionale del partito partendo dalle esperienze locali di una città tanto internazionalizzata quanto lo è Firenze.

Metodo di governo

Firenze come Città europea. Ovvero costante confronto con buone prassi europee, con un diffuso utilizzo di piani e programmi con obiettivi chiari e condivisi, indicatori di risultato da monitorare costantemente (e non solo a fine mandato), portando nell’amministrazione anche il coraggio di ripensare da zero l’impostazione di servizi e attività.

Speciale attenzione dedicheremo all’adeguamento alle esperienze europee di coinvolgimento dei cittadini nel controllo dei servizi pubblici e dei piani e programmi, con azioni fortemente coinvolgenti che riducano la separazione fra amministrazione e cittadini. Per esempio come in Germania, Irlanda e Olanda (fra gli altri) costruire gruppi di cittadini estratti a sorte per controllare la qualità dei servizi, e dei progetti.

Ambiente

A livello europeo le migliori esperienze amministrative tendono a costruire piani d'azione ambientali (anche specialistici e settoriali) dove si fanno corrispondere ai problemi, soluzioni ed indicatori di monitoraggio, modelli di governance dei servizi pubblici adeguati a permettere il controllo degli stessi. Su molti punti sarà possibile avviare e potenziare questo percorso anche su Firenze, ma con l'ambizione di raggiungere risultati di livello comunitario:

1. inquinamento atmosferico

2. trasporti

3. ciclo dei rifiuti

4. sicurezza del territorio

5. sicurezza idraulica e valorizzazione del fiume

6. parchi e aree verdi

7. odori

8. eccetera

Si opererà con metodo europeo, elaborando piani, sperimentando soluzioni, operando con prospettiva almeno di tre/cinque anni (ovvero dividendo emergenze da interventi strutturali)

Proposta turismo, new economy e qualità della vita locale

La città, come le principali città turistiche europee, è interessata dall'effetto della sharing economy e dalla trasformazione di molte aree del centro storico e non, a causa dell'utilizzo diffuso degli appartamenti ad uso turistico, piuttosto che residenziale, o per brevi presenze occasionali. Inoltre, nel caso di Firenze, la piccola dimensione del centro storico e la diffusa presenza di università straniere generano una tendenziale espulsione dei residenti dal centro storico. Questo genera a cascata una diminuzione della offerta di commercio di prossimità, servizi per residenti, ovvero diminuisce la qualità della vita. In molti casi si cerca di agire con divieti e con ostacoli, invece di investire su azioni positive, ovvero favorendo effettivamente l’aumento della qualità della vita e dell’accessibilità.

La nostra proposta non è quella di avanzare nella strada dei divieti ma in quella delle azioni positive, coinvolgendo gli operatori economici e favorendo azioni per la qualità della vita, per la valorizzazione anche di altre aree, supportando commercio di prossimità, giovani coppie, nuove imprese.

L'idea è costruire un metodo di intervento nuovo e agile, che possa muoversi attraverso progetti di interesse pubblico e concordati con il comune, ma con l'agilità di una onlus/fondazione per la qualità della vita cittadina.

Diritti, parità, solidarietà

La struttura sociale della nostra città sta cambiando, sia per l’invecchiamento della popolazione sia per l’arrivo di nuove comunità. Per questo, anche gli strumenti di intervento sociale devono essere adeguati alla nuova realtà: sostegno agli anziani e alle giovani famiglie, strumenti per la parità e l’effettivo inserimento lavorativo femminile. Inoltre, è verosimile che reddito e pensioni di cittadinanza, se si avvieranno effettivamente, cambino in parte la struttura del problema sociale e rendano ancor più emarginate e povere quelle fasce della popolazione che non saranno in grado di fruire positivamente di un sostegno nazionale diffuso. Alcuni dei modelli locali di intervento (p.e. i criteri per l’attribuzione delle case popolari, il calcolo dell'indicatore di reddito per l'accesso a benefici, eccetera) dovranno modificarsi come si dovrà modificare il ruolo che la amministrazione pubblica locale dovrà svolgere.

La attenzione andrà al riordino delle politiche ed alla qualità dei servizi, muovendosi verso le vere emergenze che saranno ancora più difficili da supportare, soprattutto nel caso dei nuovi cittadini non nati in Italia.

Nel solco del metodo di governo proposto, si proporranno buone prassi in materia di accoglienza, integrazione e reinserimento dei detenuti.

Fonte: Più Europa Firenze

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