Cioni a Carraia: "Basta consumo di suolo, stop alle varianti per cementificare Empoli"

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Beatrice Cioni, candidata sindaca della coalizione Buongiorno Empoli ha incontrato i cittadini di Carraia per parlare dei problemi del quartiere. Tra questi la viabilità, i sottopassi, i servizi. Ma soprattutto, l'incontro, ha visto come tema centrale la variante urbanistica “Carraia 2”, che prevede la costruzione di un capannone industriale nel terreno prospicente lo spazio a verde di via Marie Curie. Nuove strutture, nuovo cemento attorno alle case e alle abitazioni.

Per questo ieri, la candidata sindaca ha consegnato ai cittadini dei semi di fiori. Un gesto simbolico, per riportare l’ottimismo e il sorriso ma soprattutto per protestare contro la cementificazione dell’area e per ribadire l’importanza del verde nella nostra città.

“Il terreno agricolo destinato a verde pubblico diventerà un nuovo insediamento artigianale – spiega Beatrice Cioni -. Una scelta singolare. Questo nuovo capannone è un’ulteriore stabile e non un effettivo ampliamento dell’azienda che si vuole allargare. Potevano essere utilizzati altri capannoni della zona completamente dismessi, anziché consumare nuovo suolo. Inoltre questa nuova struttura aumenterà nella zona le emissioni chimiche e porterà anche più rumore. L’area in questione doveva rimanere destinata a verde e tra l’altro si trova tra due tralicci dell’alta tensione e il rio di Bonistallo. Ma magicamente il rio di Bonistallo è stato fatto sparire. Secondo il Comune di Empoli, nelle carte regionali il corso del rio costeggia l’area invece di attraversarla. Ma in realtà il corso d'acqua passa proprio di lì. Nessuno ha voluto andare a sincerarsi di questo.

E questa superficialità dell’amministrazione Barnini ricadrà tutta sulle spalle dei cittadini, con giganti di cemento che avvolgeranno le case e con possibili rischi idrogeologici. Noi vogliamo dire basta al consumo selvaggio di suolo. Lo faremo con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Basta alle varianti per concedere nuove ulteriori edificazioni in aree agricole.

Questa è una battaglia che vogliamo portare avanti a fianco dei cittadini. Ci sono aree dismesse da valorizzare, decine di capannoni abbandonati nella zona industriale del Terrafino da riutilizzare. Si può sviluppare la città e farla crescere dal punto di vista industriale e accogliendo nuove aziende, ma si può farlo anche in modo intelligente e non con varianti selvagge che a lungo termine non creeranno altro che un effetto boomerang sulla vivibilità e sull’economia della nostra città”.

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