Consiglio comunale, approvata la delibera sull'acquisizione del terreno nella zona di Porta Nuova

Il municipio di Pistoia
Il municipio di Pistoia

Con 22 voti favorevoli (Fratelli d'Italia, Pistoia Concreta, Centristi per l'Europa-Forza Italia, Lega, Amo Pistoia e Movimento 5 Stelle), 10 astenuti (Pd, Pistoia Sorride, Pistoia Spirito libero e Pistoia città di tutti) e nessun contrario, il consiglio comunale ha approvato la delibera sull'acquisizione del terreno nei pressi della zona di Porta Nuova, terreno servito per realizzare il sottopasso (tra il 2007 e il 2011) il cui esproprio ai privati non era mai stato completato regolarmente da parte del Comune.

L'assessore ai lavori pubblici, illustrando in aula il provvedimento, ha spiegato che «il prossimo 16 maggio è l'ultimo giorno per il Comune per depositare documentazione avversa al ricorso al Tar che il privato ha notificato sulla vicenda dell'esproprio del terreno di Porta Nuova. Vorremmo arrivare all'udienza depositando l'atto con cui il consiglio comunale riconosce questo debito e in qualche modo sana, in via definitiva con il pagamento, la questione che penda fin dal 2007, anno in cui il Comune di Pistoia stabilì di costruire il sottopasso di Porta Nuova con un importante esborso economico pari ad oltre 12 milioni di euro. Le procedure di esproprio del terreno per realizzare l'opera non furono mai completate secondo la legge, dopo che i lavori partirono con una occupazione temporanea. I proprietari, nel 2012, hanno intentato una causa al Comune notificando un ricorso al Tar. Visto che la soluzione di smontare l'opera e di restituire i terreni ai proprietari non è percorribile, l'unica soluzione rimasta è di sanare l'esproprio corrispondendo al privato circa 395.000 euro (di cui 61.500 euro di maggiorazione per non aver concluso la procedura di esproprio alla scadenza del periodo di occupazione temporanea, entro il 2011). La vicenda finirà alla Corte dei Conti che dovrà chiarire se c'è stato un danno economico per il Comune e, eventualmente, chi dovrà risarcirlo».

La capogruppo di Amo Pistoia ha sottolineato che «oggi (lunedì 13 maggio ndr) ci troviamo a deliberare un atto dovuto, siamo obbligati a votare a favore di questo provvedimento per evitare che continuino a lievitare i costi legati a questa vicenda, che risale al 2007 e che ad oggi ha comportato un danno economico per le casse del Comune per complessivi 61 mila euro circa. Questa vicenda mi ha profondamente colpito avendo appreso che il Comune avrebbe occupato sine titolo un'area, vi ha costruito un'opera pubblica – la cosiddetta Porta Nuova -, che è stata collaudata, il tutto senza che il procedimento di esproprio fosse terminato. Naturalmente il Comune ora si trova, non potendo certo ripristinare lo stato dei luoghi visto i costi che ciò comporterebbe, a dover sanare dopo 12 anni finalmente tale situazione. Con il voto del consiglio comunale è importante porre fine a questa vicenda. Mi auguro che il responsabile sia chiamato a risarcire il danno che purtroppo oggi ricade sui tutti i cittadini e che simili fatti non accadano veramente più».

La capogruppo di Pistoia Spirito libero nel suo intervento ha evidenziato che «nel 2012 la precedente Amministrazione ha affrontato la questione con la massima chiarezza e trasparenza in assoluta condivisione con gli organi tecnici. Ho sentito parlare in aula di “voluta omissione”; mi domando: ma di cosa state parlando? Al momento che l'Amministrazione passata si è insediata, ha risolto numerose questioni come quella all'ordine del giorno di oggi (lunedì 13 maggio ndr). L'Amministrazione precedente, quindi, ha cercato di risolvere i problemi, ma come anche voi avete potuto constatare nell'assolvere e risolvere le questioni si impiega del tempo, quello necessario per comprendere e successivamente fare la scelta migliore. Infatti la vicenda, ben nota da tempo, arriva all'attenzione del consiglio comunale dopo due anni dal vostro insediamento».

Il capogruppo della Lega ha sottolineato che «su questa vicenda si deve riflettere tutti con estrema attenzione, viste le responsabilità piuttosto gravi. Non è normale iniziare una procedura di esproprio e non completarla, ma la cosa ancora più grave è che questa non è l'unica procedura di esproprio rimasta incompleta, altre purtroppo ne seguiranno. Il passaggio del provvedimento oggi (lunedì 13 maggio ndr) in consiglio comunale si sapeva da tempo, tanto che il 27 novembre 2018 era già stata fatta una variazione di bilancio ad hoc. Inoltre, nel mese di novembre 2017, il tribunale aveva disposto un'udienza davanti al Tar il 26 giugno 2019 con il deposito dei documenti il 16 maggio 2019. Quindi questa era una cosa risaputa».

Durante la dichiarazione di voto il capogruppo del Pd ha spiegato di astenersi dal voto della delibera sottolineando di essere perfettamente d'accordo sulla necessità di chiudere correttamente questa vicenda, ma puntando il dito su questioni di metodo: «Il dibattito ha superato i toni accettabili. Peraltro l'amministrazione, ferma sul tema per due anni accumulando i relativi costi, si è poi svegliata portando in commissione e consiglio la questione con tempistiche non adeguate. Vorrei che questo modo di lavorare non diventasse un'abitudine, così come vorremmo che i dibattiti fossero rispettosi».

 

Fonte: Comune di Pistoia - Ufficio Stampa

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