Consiglio regionale, piano sanitario: proseguono le consultazioni

Una seduta del Consiglio regionale della Toscana
Una seduta del Consiglio regionale della Toscana

Piano sanitario e sociale, incidente Erasmus in Spagna e rilancio di Chianciano Terme: questi sono alcuni dei temi di cui si è parlato nel Consiglio regionale della Toscana di oggi, mercoledì 15 maggio. Di seguito tutti gli approfondimenti.

Piano sanitario e sociale: proseguono le consultazioni

Prosegue a pieno ritmo il lavoro di confronto sul nuovo Piano sanitario e sociale integrato regionale 2018-2020 in commissione Sanità. Come ha ricordato il presidente Stefano Scaramelli, la commissione sta svolgendo nel mese di maggio le consultazioni con tutti i soggetti interessati in Toscana dal nuovo piano: una fase dedicata al confronto e all’ascolto scandita in sei sedute, da cui trarre spunti e suggerimenti per migliorare il piano. Da giugno poi si entrerà nella fase della discussione del provvedimento e della presentazione degli emendamenti, per arrivare in aula a luglio.

Questa mattina sono stati invitati alle consultazioni i rappresentanti delle associazioni di categoria regionali, delle associazioni cooperative, di ospedalità private, di Aret Asp (Associazione regionale aziende pubbliche di servizi alla persona) e Ansdipp (Associazione nazionale dei manager del sociale e del sociosanitario), degli istituti scientifici e di riabilitazione, delle associazioni di enti locali.

Da parte di Confindustria Toscana è stata ribadita l’importanza di ascoltare le imprese, visto che il livello di welfare di una regione è diventato un elemento di competitività territoriale e gioca un ruolo nella scelta di localizzazione delle aziende, oltre al fatto che ovviamente la sanità è una parte preponderante del bilancio regionale, e avere i conti in ordine in questo settore è essenziale per evitare nuove tasse. Farmindustria, nello specifico, ha ricordato come l’export del settore farmaceutico sia raddoppiato negli ultimi otto anni e sia incrementato, solo l’anno scorso, del 40%. L’80-90% della produzione viene esportata e dunque è importante dare spazio al settore dei vaccini, che rappresenta un’eccellenza della produzione toscana nel mondo.

I rappresentanti di Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) hanno giudicato positivamente il piano e l’integrazione tra politiche sanitarie e sociali, ma hanno messo in luce anche alcune criticità: la diminuzione dei fondi, che impone scelte delicate e una minore incidenza degli investimenti e, in secondo luogo, il fatto che i soggetti di diritto privato non compaiano,  se non marginalmente, nel piano. Secondo Aiop invece il privato può dare molto di più al sistema sanitario regionale, e i privati devono essere coinvolti anche per le erogazioni più complesse, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa e gli spostamenti fuori regione.

Confartigianato imprese ha messo l’accento sulla questione sicurezza, chiedendo che la Regione effettui approfondimenti sulle malattie professionali legate a determinati comparti lavorativi e che si potenzino le conoscenze dei rischi nella vita professionale.

Federsolidarietà Confcooperative ha sottolineato che la sanità è un settore trainante e che perciò occorre attenzione alle persone e agli investimenti, ricordando come le tariffe sono bloccate ormai da dieci anni mentre il nuovo contratto del settore aumenta i costi del 6%. Le cooperative, hanno detto i rappresentanti dell’associazione, soffrono in particolare la disomogeneità territoriale in Toscana, un problema a cui le Aree vaste non hanno saputo porre rimedio.

Infine, da parte di Anci Toscana è stato ribadito che il punto nodale del piano è dato dall’organizzazione territoriale. Negli ultimi anni si assiste a una sommatoria di patologie croniche e di processi di fragilizzazione, quindi per gli enti locali è cruciale riuscire ad assicurare livelli di assistenza a tutti i cittadini e alla comunità. In questo quadro risulta un elemento fondamentale la Zona distretto, che se governa bene può riempire di contenuti operativi realtà come le Case della salute.

Le consultazioni proseguiranno nel pomeriggio ascoltando le organizzazioni sindacali, di categoria, gli Ordini, associazioni e Collegi professionali.

Molti gli spunti di riflessione: dagli apprezzamenti sul coinvolgimento delle farmacie nella presa in carico del paziente e sull’attenzione alla prevenzione, al lavoro ancora importante da fare per porre davvero il malato al centro del servizio, passando dal raccordo ospedale-territorio, dalle residenze sanitarie, dalla non autosufficienza e dal ruolo dei medici di medicina generale.

A chi ha parlato della proposta di nuovo Piano sanitario e sociale integrato regionale 2018-2020, come di un documento troppo ampio e generico, il presidente Scaramelli ha ricordato che si tratta di un piano di programmazione, da cui nascono una serie di misure cogenti. Da qui l’importanza del percorso di ascolto da parte della commissione Sanità, quale ‘cerniera’ con la società e con gli operatori del settore, per riempire ogni alert di contenuti e definire nel dettaglio anche misure specifiche, grazie anche a contributi scritti.

Il percorso di ascolto in commissione si chiuderà nel mese di maggio, per arrivare alla stesura definitiva e all’approvazione del Piano in luglio, che sarà operativo da settembre, ha concluso Scaramelli, rinnovando l’invito a inviare proposte e elementi puntuali.

Gruppo Lega: un plauso ai sindacati confederali

“Il Gruppo della Lega nel Consiglio regionale, plaude alla presa di posizione dei Sindacati Confederali che, recentemente, hanno messo nero su bianco le tante criticità in tema Sanità che il nostro partito aveva, nel tempo, più volte evidenziato. Oltre alle chilometriche liste per prenotare visite ed esami che costringono i cittadini ad attese estenuanti è giusto stigmatizzare anche la questione dell’onerosità dei ticket che, di fatto, favoriscono le strutture private; addirittura, in taluni casi, i toscani si trovano a spendere meno che con il Servizio Pubblico, con tempistiche di appuntamento molto rapide. Non bisogna tralasciare le tante e scellerate scelte dettate da una riforma regionale della Sanità, voluta fortemente dal Governatore Rossi; in questi anni, abbiamo assistito, inoltre, ad un proliferare di Enti inutili e di figure apicali che, come rilevato recentemente, hanno portato il comparto sull’orlo del precipizio. D’altronde il buco di circa 200 milioni di euro, testimonia le palesi storture di una Sanità allo sbando. La scusa dei tagli governativi non regge più poiché l’attuale Governo ha stanziato oltre 114 miliardi di euro per il 2019 a favore del Servizio Sanitario Nazionale, incrementando, poi, tale somma nei prossimi due anni; oltre a ciò, sono state, finalmente, sbloccate le assunzioni in questo settore, eliminando il tetto di spesa. Un vincolo che risaliva a dieci anni fa, obbligando le Regioni a spendere per il personale quanto nel 2004, nonostante il bilancio generale della sanità fosse in pareggio. Insomma ben venga il grido d’allarme dei Sindacati che conferma pienamente come le nostre accuse erano esatte e circostanziate.”

Incidente Erasmus Spagna, intervento di Leonardo Marras (PD)

“La notizia della terza archiviazione delle indagini sull’incidente di Terragona suona quasi come una beffa. Viene da chiedersi: perché? Perché tanta ostinazione nel non voler arrivare alla verità sull’accaduto? Ricostruire ciò che è successo quella notte in Spagna vuol dire rendere almeno un po’ di giustizia alle 13 giovani vite spezzate e alle famiglie delle ragazze. Come ho detto ieri in aula del Consiglio regionale, l’unica cosa che come istituzione regionale possiamo fare è prendere una posizione chiara, univoca, forte e l’abbiamo fatto votando compattamente l’atto che chiede di proseguire, di riaprire il procedimento e andare fino in fondo. Quella tragedia è la tragedia di una generazione, è la tragedia di tutti noi, non possiamo voltare le spalle e accontentarci delle briciole”. Così Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana, commentando la notizia della nuova archiviazione delle indagini sull’incidente di Terragona nel quale persero la vita tredici ragazze, tra cui anche Elena Maestrini di Gavorrano.

 

Prostituzione respinta mozione per la liberalizzazione

Il Consiglio non approva il testo presentato dal maggior gruppo di opposizione

La Toscana respinge una mozione a sostegno del disegno di legge nazionale per la disciplina dell’esercizio della prostituzione. Il Consiglio regionale ha infatti bocciato la mozione, primo firmatario Marco Casucci, che intendeva esprimere una posizione favorevole alla proposta di legge attualmente al vaglio del Senato.

Nel testo si spiegava che il sostegno doveva essere inteso come esigenza di decoro urbano, come modo per sconfiggere degrado di vaste zone delle nostre città, spesso in mano a una criminalità organizzata colpevole di tratta e riduzione in schiavitù di tante giovani donne. La liberalizzazione,  si sosteneva ancora nel testo della mozione, permetterebbe di combattere la situazione di illegalità, mentre istituzionalizzare la professione porterebbe ingenti introiti allo Stato.

Il consigliere Casucci ha osservato che la prostituzione resta nel nostro Paese a cavallo tra legittimazione e illegalità: è proibito il favoreggiamento, non la prostituzione. Il disegno di legge nazionale abroga i primi due articoli della legge Merlin, senza toccare le norme che puniscono il reato di sfruttamento della prostituzione. Prevede il via libera all’esercizio nelle abitazioni private, vietandolo in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Prevede inoltre, come si legge nel testo della mozione, “l’istituzione di un vero e proprio registro per tutelare i clienti e le lavoratrici (o i lavoratori) che si troverebbero a svolgere una professione perfettamente a norma e protetta sotto ogni punto di vista”, come avviene già in altre parti del mondo.

Il consigliere Massimo Baldi ha chiesto ai presentatori di ritirare la mozione per aprire un momento di riflessione. Le argomentazioni sono comprensibili, tanto che lo stesso consigliere ha rivelato come in passato avesse sostenuto anch'egli una posizione analoga, ma oggi si è detto convinto che la regolarizzazione non funzioni, perché non fa bene i conti con la realtà. Lo sfruttamento, ha spiegato Baldi, non inizia nel paese di destinazione, comincia in quello di origine e il traffico non si interromperebbe se l'attività fosse legalizzata. Particolarmente insopportabile, secondo il parere di Baldi, è l'argomento del decoro, come se facendolo lontano dagli occhi della buona borghesia italiana, si potesse sfruttare una donna.

Favorevole al ritiro della mozione anche Andrea Quartini, che si è detto propenso a evitare di affrontare un tema così serio in modo superficiale. Il rischio della regolarizzazione, a suo giudizio, è di ottenere lo stesso risultato con il gioco d'azzardo: dove il gioco lecito ha incoraggiato quello illecito invece di limitarlo, il sistema diventa più tollerante anche rispetto alle discriminazioni. In caso di messa al voto, il consigliere ha prospettato l'astensione del proprio gruppo.

Serena Spinelli considera pericoloso riaprire la pagina scritta dalla legge Merlin, che le appare oggi più attuale che mai. Da un lato, la prostituzione è oggetto di potente sfruttamento e vede vittime soprattutto donne provenienti da altri paesi e, altro aspetto, la considerazione della sessualità femminile che è sottesa a queste prese di posizione ci riporta indietro. La consigliera ha contestato fermamente anche l'ipotesi di consentire la prostituzione per portare introiti nelle casse dello Stato.

Contraria anche Monica Pecori, secondo la quale la legge nazionale che si vorrebbe sostenere non ha né capo né coda: si parte dal presupposto che togliere la prostituzione dalla strada assicuri l'autodeterminazione. Mortificante, ha aggiunto la consigliera, cercare di associare la prostituzione ad atti d'amore, così come considerare rispettato il decoro pubblico, mentre si legalizzerebbe lo sfruttamento. Dietro a ogni essere umano che si prostituisce, citando don Aldo Bonaiuto della comunità Papa Giovanni XXIII, c'è sempre un drammatico stato di bisogno.

Contrario anche Paolo Sarti, secondo il quale la prostituzione non è mai libera, è quasi sempre violenza o costrizione, poi c'è l'indigenza o il degrado culturale. Il decoro o i proventi dello Stato non possono essere ragioni per sfruttare il corpo della donna, né la prostituzione può mai essere considerata un mestiere.

Il consigliere Casucci ha comunicato l'intenzione di mettere al voto la mozione, rigettando la richiesta di ritirarla e apprezzando, invece, il dibattito che si è sviluppato e lo spirito manifestato dall'intervento del consigliere Baldi, pur nella sua contrarietà. Da respingere al contrario, a suo giudizio, i toni censori e l'atteggiamento di superiorità morale.

La mozione è stata respinta a larga maggioranza.

Chianciano Terme: sostegno dei consiglieri del Pd

Pieno sostegno da parte dei consiglieri del Pd in Regione Simone Bezzini e Stefano Scaramelli alla strategia volumi meno indicata dal candidato sindaco Paolo Piccinelli per far rinascere Chianciano e portarla fuori dalla crisi che sta vivendo. “Condividiamo la proposta di Piccinelli a sostegno della riqualificazione di Chianciano- spiegano Scaramelli e Bezzini-  e ci impegniamo  a sostenerla chiedendo alla Giunta sin da ora di inserirla all’ordine del giorno della riunione del tavolo tecnico  nel tavolo sul termalismo che si riunirà a giugno. A Chianciano- aggiungono Bezzini e Scaramelli- le condizioni del patrimonio immobiliare stanno  progressivamente peggiorando. Negli ultimi anni hanno chiuse molte strutture alberghiere; molte di esse sono ormai fatiscenti, vuote e i proprietari sono costretti a venderle a basso costo. L’idea lanciata da Piccinelli e che sosteniamo è quella appunto dei volumi meno, ovvero  demolire , previo indennizzo, queste strutture  e al loro posto creare spazi verdi, aree giochi, parcheggi. Ma per farlo – concludono Bezzini e Scaramelli- servono risorse. Ci aspettiamo un impegno vero da parte della Giunta per attivare una politica di rigenerazione urbana nella città tremale. Ovviamente tutto ciò avrebbe anche bisogno di un sostegno del governo nazionale che purtroppo però fino ad oggi è stato totalmente latitante rispetto a questa materia”.

  

 

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Uffici Stampa

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