La Mente Serve a Tavola, chiude in dolcezza il progetto di Empoli

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Oltre cento persone all'evento che ha concluso il progetto di inserimento lavorativo nel mondo della ristorazione. Manicaretti salati e una maxi torta per concludere in dolcezza il percorso di La Mente Serve a Tavola, il progetto che aveva come obiettivo l’integrazione e l’inserimento lavorativo di utenti in carico al servizio di salute mentale nell'Empolese-Valdelsa nel mondo della ristorazione. Oltre cento persone hanno partecipato alla grande cena di sabato 11 maggio a la Vela Margherita Hack di Avane ad Empoli.

Tra questi rappresentanti della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, dell'Asl Toscana Centro e del reparto Psichiatria di Empoli. Ad organizzare l'evento il Consorzio CO&SO Empoli con le cooperative Minerva e Colori, che hanno portato avanti il progetto nei due anni, insieme ai protagonisti del percorso. Proprio loro si sono infatti occupati sia di cucinare che di sporzionare e servire. Alla cena presenti anche molti loro familiari, amici e cittadini.

La Mente serve a tavola ha rappresentato per i venti partecipanti un percorso fondamentale per la propria autonomia. Attraverso cicli intensivi di laboratori accompagnati da cuochi professionisti e tutor alcuni, e stage lavorativi per altri, gli utenti hanno sperimentato come la ristorazione possa rappresentare un luogo ideale per l'inserimento o il re-inserimento nella società.

Il progetto si era articolato in due fasi: la prima finanziata del Fondo UNRRA di competenza del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno del Governo Italiano, la seconda dalla stessa Sds, che aveva creduto nel progetto.

La Mente serve a tavola 2 si era infatti concentrata sul potenziamento delle nozioni acquisite e sull'autonomia a tutto tondo, non solo in ambito lavorativo.

Fonte: Ufficio stampa

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