Sollicciano, Lensi (Progetto Firenze): "Una fermata Ataf davanti al carcere"

lensi_sollicciano_carcere_firenze_2019_05_15

La campagna elettorale sta entrando nel vivo e sul tavolo dei dibattiti elettorali sono state poste molte questioni relative ai bisogni della parte fragile della comunità fiorentina. Pur prendendo atto dell’attenzione ai fenomeni sociali ai quali i programmi dei candidati a Sindaco riservano molte parole, salta agli occhi la difficoltà ad affrontare i temi legati al carcere. Parlarne è sempre difficile, si rischia quasi sempre di limitarne la complessità a uno scontro semantico tra retorica buonista e invettive securitarie. Si preferisce affrontarlo come una micro società chiusa, divisa per tipologia di reati e senza affettività: una vera istituzione totale separata dal contesto.

In verità il carcere è parte integrante del mondo del lavoro, della sanità e del sociale e, per la sua relazione con la città, è a tutti gli effetti anche una struttura di servizio pubblico e come tale deve essere trattata e considerata, al pari di un ospedale o di un plesso scolastico. Il carcere, in estrema sintesi, è parte della città. Migliorare la qualità del carcere di Sollicciano e degli istituti Gozzini e Meucci, le altre due realtà penitenziarie di Firenze, è concretamente nelle mani anche dei Sindaci, che possono allo scopo avvalersi dell’aiuto di un Garante comunale per i diritti dei detenuti.

Per questa ragione Progetto Firenze chiede ai candidati a Sindaco di informare la cittadinanza sui programmi che intendono attuare per costruire un vero ponte tra città e carcere. Una delle nostre richieste, per esempio, è di prevedere una fermata ATAF di fronte ai cancelli del carcere di Sollicciano per consentire a semiliberi, parenti dei detenuti, volontari, lavoratori e agenti del corpo di Polizia Penitenziaria di muoversi da e verso l’istituto con minor fatica.”

Massimo Lensi, Associazione Progetto Firenze

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