Abolizione cda dei musei autonomi, Nencetti (Conf.Sal-Unsa) replica al ministro Bonisoli

learco nencetti

CONF.SAL-UNSA Beni culturali, Coordinamento Regione Toscana replica all'intervista del ministro Bonisoli su "Aboliremo consigli di amministrazione istituti autonomi".

"In una recente intervista, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli, ha dichiarato: "I musei autonomi fanno parte della struttura statale e vanno ricondotti ad alcune normalità. Aboliremo i consigli di amministrazione. Non c'è bisogno di mediazione tra Direttore e ministero", aggiungendo anche che "il responsabile amministrativo debba essere un dirigente", dato che "Quel ruolo è essenziale".

A margine di questa intervista è seguita una nota di precisazioni da parte del Sindacato autonomo CONF.SAL-UNSA dei Beni culturali tramite il Coordinatore regionale della Toscana, Learco Nencetti, dove viene precisato: "Quanto dichiarato nell'intervista dal ministro Bonisoli ci trova d'accordo, dato che prefigura un ritorno alle origini di gestione del ministero anni ottanta, ossia prima delle varie riforme succedutesi e concluse con quella della 'cattiva rivoluzione' voluta da Franceschini".

In particolare, il sindacalista ha precisato:  "Di fatto, oggi, non vi è nessun controllo sulla gestione del personale e delle spese dato che i direttori fanno quello che vogliono. Tanto chi controlla e cosa?". Inoltre, continua Nencetti: "aver voluto l'assunzione dei direttori-manager come dirigenti generali ha annullato la 'catena' di comando e delle responsabilità di funzione creando l'attuale situazione caotica su di chi sono le responsabilità di gestione". Chiosa Nencetti: "È un abuso che i dirigenti operativi di musei siano dei dirigenti generali e dipendano nella loro gestione direttamente da un politico, invece di essere sottoposti con   autonomia gestionale a indirizzo, coordinamento e controllo della direzione generale di riferimento. Questa situazione caotica - precisa il sindacalista - sarebbe stata evitata se i direttori-manager fossero stati assunti come dirigenti di seconda fascia e, quindi, il ministro non sarebbe stato l'unico interlocutore". Infine sostiene che: "Andrebbero anche aboliti i Collegi dei Revisori dei conti visto che l'attuale gestione dei super musei è ballerina".

Fonte: CONF.SAL-UNSA Beni culturali, Coordinamento Regione Toscana

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