Crocifisso di Simone Martini, conclusa l'opera di restauro

È il modello medievale del Christus patiens, simbolo della sofferenza provocata dalla Passione, quello che Simone Martini, il grande maestro senese protagonista della storia dell’arte medievale italiana, scelse per la raffigurazione del Crocifisso ligneo di San Casciano Val di Pesa.  Torna a casa, nella sede originaria della trecentesca Chiesa di Santa Maria al Prato, dopo vari anni trascorsi sotto le abili mani dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, uno dei capolavori di Simone Martini. L’opera dipinta che pone al centro il Cristo, consapevole della propria missione redentrice, sarà inaugurata e presentata alla cittadinanza sabato 25 maggio alle ore 17 nella Chiesa di Santa Maria al Prato.

Ad illustrare il percorso e il lavoro di restauro conservativo saranno il professor Marco Poli, Governatore della Misericordia, il sindaco di San Casciano, il dottor Andrea Pessina e la dottoressa Maria Pia Zaccheddu della Soprintendenza (Sabap Firenze Prato Pistoia) e il dottor Marco Ciatti, la dottoressa Cecilia Frosinini e la restauratrice Alessandra Ramat dell’Opificio delle Pietre Dure. Il Cristo ligneo sarà collocato in corrispondenza del secondo altare sul lato destro della Chiesa. L’opera, attribuita a Simone Martini, è stata realizzata intorno al 1330, prima della partenza dell’artista per Avignone. La resa scrupolosa dei dettagli anatomici rimanda ad una conoscenza di Giotto, da lui conosciuto durante il suo lavoro ad Assisi nella Cappella di San Martino. Alcuni studiosi ipotizzano che il lavoro originale sia stato commissionato dai domenicani di Santa Maria Novella, probabilmente trasferito in questa chiesa nei secoli successivi in seguito al cambiamento del gusto artistico. Il restauro è stato finanziato integralmente dall’Opificio delle Pietre Dure.

Fonte: Comune di San Casciano in Val di Pesa - ufficio stampa



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