Mercatone Uno, chiude il punto vendita di Calenzano. Protesta e presidio dei lavoratori

foto di archivio

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Allarme per i lavoratori della Mercatone Uno. Shernon Holding, che circa un anno fa aveva acquisito 55 punti vendita del marchio, e che circa un mese fa aveva chiesto l'ammissione al concordato preventivo, è stata infatti dichiarata fallita dal tribunale di Milano. Lavoratori e punti vendita saranno riassorbiti dall'amministrazione straordinaria.

I lavoratori sarebbero venuti a conoscenza del fallimento via facebook nella notte, questo quanto comunicato in una nota della Filcams di Reggio Emilia: "Non c'è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell'azienda".

I lavoratori questa mattina hanno trovato i punti vendita chiusi in tutta Italia: così anche al punto vendita di Calenzano (che conta circa 30 addetti), dove i lavoratori e le lavoratrici hanno messo su un presidio

“Una situazione grave e inaccettabile, su cui in tanti hanno responsabilità. I lavoratori hanno fatto negli ultimi mesi anche grossi sacrifici e sarebbe gravissimo se adesso li pagassero anche in eventuali ammortizzatori sociali: su questo ci batteremo nel dialogo con l'amministrazione Sulla vertenza ora serve un confronto col Ministero dello Sviluppo economico, vanno tutelati lavoratori e marchio. Lunedì 27 maggio davanti al punto vendita di Calenzano ci sarà un presidio di lavoratori e lavoratrici con la Filcams Cgil dalle ore 10”, dice Giovanni Vangi di Filcams Cgil.

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Crediti per 250 milioni, coinvolti 500 fornitori

Da quanto si apprende sarebbero oltre 500 le aziende fornitrici coinvolte con crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro. L'Associazione Fornitori Mercatone Uno ha fatto sapere di seguire attentamente "il percorso giuridico che si evolverà, soprattutto per capire le conseguenze tra questo fallimento e il procedimento di amministrazione straordinaria del Gruppo Mercatone, al fine di tutelare i crediti dei propri associati e i livelli occupazionali".

Così William Beozzo, Direttore dell'Associazione, "Abbiamo sempre manifestato a tutti gli organi competenti le proprie perplessità sull'operazione con Shernon Holding. Sono stati persi altri 8 mesi e ulteriori risorse finanziarie. Ricordiamo che in gioco non ci sono solo i 1.860 dipendenti del Gruppo, a cui mandiamo tutta la nostra solidarietà, ma anche tutti i dipendenti delle nostre aziende, un indotto che coinvolge in Italia quasi 10.000 persone".

 

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