Animafia, tanti giovani a Greve per Paolo Borrometi, Rosy Bindi e Andrea Bigalli

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Emozioni forti, di quelle che restano, brividi di quelli che scorrono veloci addosso. In Sala Hack a Greve, giovedì 30 maggio, non si riesce ad entrare, non ci sono nemmeno posti in piedi. Ospiti Paolo Borrometi, Rosy Bindi, don Andrea Bigalli.
Ad organizzare la serata di presentazione del libro “Un morto ogni tanto” di Paolo Borrometi è l’Associazione culturale Tiravento - Presidio di Libera che, sulle note del pianista Stefano Rachini, apre la serata con una performance simbolica: liberare le catene ai giornali e all'informazione. Leggere, conoscere chi scrive di mafia.
Un incontro coinvolgente quello con il giovane giornalista ragusano, Paolo Borrometi, costretto a vivere sotto scorta dopo aver dichiarato guerra la mafia denunciando intrecci fra malaffare, imprenditori e politica e snocciolando nomi e cognomi senza sconti per nessuno.
–Il giornalista non può far finta di nulla – dice Borrometi -  ha il dovere di indagare, denunciare, raccontare – E lui, in effetti, anziché piegare la testa di fronte alle minacce, mette a nudo un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo di sempre. Con le sue inchieste comincia a scoprire le vesti all'illegalità del mercato agroalimentare del pomodoro di Pachino, dello smaltimento delle plastiche e tanto altro, situazioni intorno alle quali proliferano sfruttamento umano, violenze e  ingenti giri di denaro sporco.
Al suo fianco Rosy Bindi, già Presidente della Commissione parlamentare antimafia che ha seguito la causa di Paolo Borrometi e che ribadisce come la forza delle mafie spesso si trovi fuori dalle mafie, nel nostro silenzio. – Quando la mafia non utilizza la violenza – dice la Bindi – non significa che la mafia è meno violenta ma più spesso che siamo di fronte ad una società che accetta e pratica l’illegalità e che apre varchi ai poteri mafiosi in modo consistente.
Una mafia invisibile che non ha confini, come ha ben spiegato don Andrea Bigalli, referente di Libera Toscana sottolineando quanto il quadro della nostra regione non sia affatto immune dal fenomeno e dal comportamento mafioso.
La serata, coordinata dal giornalista Marzio Fatucchi e completata da letture teatrali di alcuni passi del libro, eseguite da Giovanni Esposito ha raccolto l’attenzione e la partecipazione di un bel gruppo di studenti che anche quest’anno andranno al campo di formazione nelle terre dei beni confiscati con il Presidio di Greve.
I saluti sono stati affidati alla Presidente dell’Associazione Tiravento, Monica Toniazzi, che ha curato il programma della serata.

Fonte: Ufficio Stampa

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