Consiglio regionale: focus su Terme Montecatini, lavoro e impianti crematori

Terme Montecatini: garantire livelli occupazionali, mozione unanime

Terme di Montecatini: i livelli occupazionali non dovranno essere toccati, né nel numero dei dipendenti, né per gli aspetti contrattuali. Il Consiglio regionale della Toscana approva all’unanimità la mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia, Maurizio Marchetti. L’atto di indirizzo impegna la Giunta regionale a “respingere, all'interno del piano industriale che l’Amministratore unico di Terme di Montecatini Spa si accinge a produrre, ogni azione tesa a contrarre ulteriormente il numero dei dipendenti o a ritoccare i loro livelli contrattuali”; a garantire “il turnover che si rendesse eventualmente necessario a seguito di collocazioni in quiescenza o altri accadimenti”; a considerare “come intangibili, per quantità e qualità, gli attuali livelli occupazionali all'interno di Terme di Montecatini Spa, principale volano economico della città di Montecatini che proprio alle Terme deve parte della propria denominazione”. Si ricorda che La Regione Toscana è l’azionista di riferimento della società.

Marchetti ha voluto ribadire il mantenimento dei livelli occupazionali “i dipendenti delle Terme non verranno toccati, nemmeno uno”. Il capogruppo ha precisato: “Secondo dati di fonte Terme SpA, dal 2014 a oggi l’organico ha già perduto 22 unità, per profili diversi, passando da 70 dipendenti agli attuali 48. In conseguenza, il costo del personale si è già contratto passando dai 2milioni 925mila 140,05 euro del 2014 ai 2milioni 152mila 61,33 del 2018”. Infine, il capogruppo ha annunciato di voler richiedere la bozza di bilancio 2018 che andrà approvata entro fine mese: “Spero che questa volta da parte della Giunta la condotta sia più conforme alle prerogative istituzionali rispetto a quanto accaduto con la bozza di bilancio 2017 – ha richiamato Marchetti – che mi è stata negata fino ad approvazione avvenuta”.

“Si tratta di un impegno già preso dalla Regione”, ha dichiarato Marco Niccolai (Pd). Ha illustrato un emendamento del Partito democratico che ricorda il “protocollo di intesa firmato dalla Regione con il Comune di Montecatini, gli altri Comuni termali con partecipazione regionale e le organizzazioni sindacali che reca l’impegno della Regione ad assumere tutte le iniziative per il mantenimento e la continuità dei livelli occupazionali e reddituali del personale operante nel settore termale e nelle società con partecipazione regionale. Il protocollo – ha spiegato – sanciva già un orientamento preciso quindi nessun ostacolo a ribadirlo”.

Anche Gabriele Bianchi (M5S) ha annunciato il voto favorevole. “Parlando di Montecatini – ha detto – dobbiamo mantenere gli immobili di pregio e dare ad aziende competenti la gestione delle Terme”

Bianchi ha ricordato “un incontro avuto con il revisore dei conti: ci diceva che il problema era il fondo perdite societarie, si parlava di perdite di oltre il milione di euro. La gestione – ha concluso il consigliere regionale – va riconnessa alla buona amministrazione e alla gestione cosciente di beni che fanno parte del territorio. Massimo sostegno ai dipendenti e tutela delle loro professionalità”.

Sì alla mozione anche da Luciana Bartolini (Lega). “Anche noi appoggiamo la tutela dei lavoratori – ha detto la consigliera regionale – il problema grosso è capire cosa ne sarà delle Terme. L’amministratore unico è costretto a fare entro il 30 giugno il bilancio 2018, quando quello del 2017 è stato fatto un mese fa, sono corse contro il tempo. Gli viene chiesto anche il piano industriale. Spero che la Regione abbia deciso cosa fare delle Terme di Montecatini e in generale delle partecipate”.

Cremazione, legge regionale entro anno

Nuovi impianti sospesi. Ok a mozione

Assicurare un’iniziativa legislativa volta a sospendere gli iter autorizzativi e i nuovi impianti crematori in Toscana in attesa della pianificazione regionale, di cui si chiede la predisposizione da qui ai prossimi 12 mesi. Sono gli emendamenti inseriti da Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente commissione Ambiente, nella mozione promossa dal collega di Forza Italia Maurizio Marchetti in merito alla Cremazione delle salme. Moratoria costruzione nuovi Templi in attesa della stesura del Piano regionale di Coordinamento di settore, approvata nella seduta odierna del Consiglio regionale. “Abbiamo condiviso i contenuti di questa mozione, proponendo degli emendamenti a nostro avviso migliorativi. – ha spiegato Baccelli - In effetti stiamo assistendo a un paradosso, una richiesta in costante crescita, per abitudini e prassi che si sono modificate in questi anni e una penuria di strutture che effettuano questa tipologia di inumazione. A ciò si somma una proliferazione di richieste di autorizzazione di impianti che stanno nascendo in vari comuni, con proposte di localizzazione che spesso vengono osteggiate dalle comunità residenti. Manca insomma un quadro generale di regole per una questione che in Toscana è sempre più sentita. Quel che occorre quindi è la redazione finalmente di un piano regionale di coordinamento che individui criteri e tempi e proceda a una pianificazione cogente rispetto al fabbisogno reale da qui ai prossimi anni. Abbiamo quindi voluto dare un termine realistico, inserendo la tempistica di 12 mesi e condividendo la richiesta politica della moratoria abbiamo proposto l’inserimento della sospensione degli iter autorizzativi in corso fino all’effettiva pianificazione. È necessario procedere con buonsenso, mettere uno stop alla confusione che si stava creando e approdare nei tempi stabiliti a un quadro legislativo e pianificatorio coerente con il fabbisogno reale”.

Templi crematori, ok a mozione Marchetti (FI) su stop a nuovi impianti

«La Regione dovrà ottemperare alle leggi nazionale e regionale dotandosi entro un anno delPiano regionale di coordinamento per gli impianti di cremazione. Fino ad allora, stop a ogni iter autorizzativo così da assicurare coerenza al settore rispetto a domanda e ubicazione»: il risultato, che pone fine ai rumors via via provenienti dai territori sulla realizzazione o meno di nuovi impianti di cremazione, si deve alla mozione del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti approvata poco fa unanimemente dal Consiglio regionale della Toscana.

«Certo la materia è delicata – ha esposto Marchetti all’aula – ma la normativa ci impone di regolarla a cominciare dalla legge 130 del 2001 che alle Regioni delegava la programmazione che andava fatta entro 6 mesi. Sono passati oltre 18 anni, il Piano regionale ancora non c’è e intanto però la domanda di cremazione cresce tra i cittadini. Non è possibile lasciare il settore affidato al fai-da-te, tra liste d’attesa per l’incenerimento in alcune zone e attività in sovrappiù in altre. Esiste un evidente sbilanciamento, e noi intendiamo superarlo».

I dati richiamati nella mozione di Marchetti approvata dall’aula segnano un andamento preciso: «Il trend di richiesta di cremazione su territorio toscano vede un incremento in valore assoluto dalle 9.931 salme cremate nell’anno 2013 alle 10.376 nell’anno 2016 [fonte Sefit, rilevazione aggiornata al 15.07.2017], con sottostima dovuta alla mancata comunicazione dei dati da parte dell’impianto di Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze, e particolare concentrazione (4.719 salme cremate nel 2016) presso l’impianto di Livorno».

Parallelamente: «In vari territori comunali della Toscana aziende private e/o pubbliche presentano un susseguirsi di progetti di realizzazione che cercano di allineare l’offerta di attività di cremazione a una richiesta crescente». Ma: «Il Piano regionale di coordinamento degli impianti di cremazione non risulta ancora realizzato». Dunque avanti entro l’anno e, fino ad allora, nessuna nuova realizzazione non coordinata a livello regionale.

Cremazione: sospendere autorizzazioni per nuovi impianti, sì a mozione Forza Italia

Gli iter autorizzativi di qualunque nuovo impianto crematorio in Toscana devono essere sospesi in attesa di una pianificazione regionale che renda coerente il settore. È quanto chiede la mozione presentata dal capogruppo Forza Italia,Maurizio Marchetti, approvata dal Consiglio. Emendata su proposta del Partito democratico, come illustrato dal presidente della commissione ambiente Stefano Baccelli, la mozione accoglie nel dispositivo, l’impegno alla redazione del Piano regionale di coordinamento nei prossimi dodici mesi. Nelle more del Piano, inoltre, la Giunta regionale è chiamata a “valutare una iniziativa legislativa volta a sospendere gli iter autorizzativi di nuovi impianti crematori, in attesa della pianificazione regionale”.

Dichiarazioni di voto a favore sono arrivate dal consigliere del Movimento 5 stelle Giacomo Giannarelli, che ha comunque chiesto di ricordare atti già discussi e approvati sul tema. Tra questi anche l’interrogazione presentata dalla maggioranza e firmata daSerena Spinelli (Art.1/Mdp) a gennaio scorso. “La moratoria – dice oggi Spinelli – non risolve il problema e ancora manca il regolamento di attuazione della legge (29/2004 ndr). La mozione è condivisibile ma il Consiglio ha davanti a sé il tema di un diritto legittimo che in alcuni territori non è rispettato”, spiegato la consigliera.

“L’oggettivo ritardo” ricordato da Spinelli è stato ripreso anche dal capogruppo Sì-Toscana a sinistra Tommaso Fattori che ha avvertito: “È necessario arrestare il caos crescente e aprire una riflessione anche sulla delicata questione dell’ubicazione di questi impianti”.

Sostegno al testo di Marchetti è arrivato anche dal consigliere della Lega Roberto Biasci che ha ricordato “l’interesse a costruire manifestato da molti imprenditori”.

Nella mozione si citano gli impianti crematori attivi sul territorio e in particolare quello di Arezzo (presso il cimitero Urbano), Firenze (Trespiano), Massa (Mireto, riaperto nel 2016 dopo una ristrutturazione), Pisa (presso il cimitero civico), Pistoia (cimitero principale) e Siena (Laterino). Viene inoltre rilevato il trend, in costante crescita, di richieste: da 9mila 931 cadaveri cremati nel 2013, si è passati a 10mila 376 nel 2016.

Fondazione Sistema Toscana, mozione auspica armonizzazione contratti lavoratori

Quale futuro per la Fondazione Sistema Toscana? Secondo il gruppo Sì-Toscana a sinistra c’è da auspicare l’impegno a unificare i contratti dei lavoratori impiegati presso Fst, applicando il contratto nazionale di lavoro delle autonomie locali, quale contratto unificato. È quanto prevede una mozione, approvata dal Consiglio regionale ed emendata in aula dallo stesso Tommaso Fattori, in seguito all’intervento di Ilaria Bugetti (Pd). La consigliera ha sottolineato che non spetta alla Regione ribadire la funzione pubblica della Fondazione, la Regione può solo auspicare l’armonizzazione dei contratti.

Come illustrato infatti da Fattori, sono attualmente applicate quattro diverse tipologie di contratto, tra le quali quello del commercio, delle autonomie locali e dei giornalisti. I lavoratori di Giovani Sì si sono visti applicare il contratto delle autonomie locali, “con evidenti disparità di retribuzione e di benefici”, ha sottolineato il consigliere. La direzione di Fst vorrebbe l’applicazione del contratto di Federculture, e i dipendenti, in risposta, hanno proclamato lo stato di agitazione.

Lavoro, crisi aziendali sì a mozione su Whirlpool

La crisi dell’azienda multinazionale Whirlpool, con l’annunciata chiusura dello stabilimento di Napoli, provoca forte preoccupazione nei 335 dipendenti dello stabilimento di Siena, che già da otto anni fronteggia le alterne fortune della produzione industriale con contratti di solidarietà e conseguente sensibile riduzione della paga mensile dei lavoratori. Il Consiglio regionale approva oggi una mozione presentata dai consiglieri del Partito democratico Simone BezziniStefano ScaramelliLeonardo Marras e Giacomo Bugliani in merito alla situazione industriale dell’azienda Whirlpool, con particolare riferimento alle prospettive del polo produttivo e occupazionale di Siena. L’atto è stato approvato con un emendamento proposto da Lega e M5S.

La mozione, come ha spiegato all’aula il consigliere Simone Bezzini (Pd), impegna la Giunta regionale a “seguire da vicino l’evoluzione della vicenda, attivandosi per comprendere quali siano le reali volontà dell’azienda rispetto alle prospettive industriali e occupazionali del polo produttivo di Siena” e a mettere in atto “tutte le iniziative necessarie, in accordo con le associazioni sindacali e con gli altri livelli istituzionali coinvolti, a partire dal ministero dello sviluppo economico, per tutelare le 335 lavoratrici e lavoratori senesi”.

La vicenda è nazionale, ha ricordato Bezzini, “e sta al Governo seguire con attenzione i rapporti con le multinazionali”; ma c’è la sollecitazione alla Regione per le preoccupazioni originate dalle voci scaturite dalla paventata chiusura di Napoli, con ricadute sugli stabilimenti del territorio italiano.

Irene Galletti (M5S) è intervenuta annunciando il voto favorevole e comprensivo dell’emendamento condiviso con Casucci (Lega) e ha aggiornato le notizie: “Questa mattina c’è stata la dichiarazione del nostro ministro, Luigi Di Maio, riguardo le intenzioni manifestate dall’azienda di voler in qualche modo chiudere Napoli; la reazione del governo stata immediata e indirizzata alla revoca dei finanziamenti che erano stati erogati: dal 2014 in totale 50milioni di euro, che hanno finanziato Whirlpool”. “Le tasse degli italiani non possono essere munte da qualunque multinazionale senza garantire stabilità e dignità dei livelli occupazionali; non si prendono i soldi e si scappa”, ha aggiunto Galletti.“L’azienda, appresa la riposta del governo ha dichiarato di non voler più procedere alla chiusura dello stabilimento di Napoli e di voler impegnarsi a trovare una soluzione. La stessa fermezza sarà tenuta per tutti gli stabilimenti, incluso quello di Siena”. La consigliera ha quindi definito “importante che ci sia il rapporto collaborativo della Regione nei confronti del governo. Essere uniti per la difesa dei lavoratori è il modo migliore per onorare il nostro ruolo istituzionale”.

Marco Casucci (Lega), che a sua volta aveva presentato una mozione sullo stesso tema, ha dichiarato che “il lavoro non è né di destra né di sinistra e deve essere affrontato da tutte le istituzioni: deve esserci collaborazione istituzionale”. “Siamo orgogliosi in questa giornata, siamo riusciti a fare molto”, ha aggiunto il consigliere, che ha ribadito lo spirito dell’emendamento poi accolto da Bezzini. “Chiedo collaborazione piena” ha chiarito Casucci, e quindi anche l’impegno “a relazionare sugli sviluppi della multinazionale Whirlpool”.

Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) ha annunciato voto favorevole, dicendosi “felice che si rinnovi l’unità dell’aula a fianco dei lavoratori”. “E’ da accogliere con favore ciò che Di Maio ha fatto – ha aggiunto –, penso che sia la strada da adottare. E’ Impossibile vedere aziende multinazionali che prendono il danaro pubblico e delocalizzano”. Fattori ha concluso definendo “il ricatto dalle multinazionali francamente inaccettabile”.

Sanità

Salute mentale: migliorare il servizio per infanzia e adolescenza, mozione unanime

È stata approvata con voto favorevole all’unanimità una mozione in merito ai servizi territoriali sanitari di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza in Toscana. L’atto, presentato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Andrea Quartini, è stato illustrato all’aula dalla consigliera Galletti: La mozione impegna la Giunta a garantire l’ottimizzazione delle risorse regionali per migliorare il settore, per assicurare più personale medico specializzato che assicuri tempi più brevi nelle liste di attesa e una maggiore continuità nel percorso terapeutico; a migliorare, inoltre, il sistema di reclutamento e gestione del personale che opera nel servizio di salute mentale“Infanzia e adolescenza” e a migliorare la comunicazione e il coordinamento tra i vari soggetti coinvolti, istituendo tavoli periodici di confronto. “È stato dimostrato da uno studio – ha detto Galletti – che, per il recupero e la cura di molte disfunzioni e malattie in età evolutiva, è importantissimo l’intervento precoce, e che ci sono carenza di integrazione dei soggetti che lavorano nello stesso ambito territoriale e carenza di personale”.

Enrico Sostegni (Pd), premettendo che “in Toscana ci sono molte eccellenze nel settore”, si è detto tuttavia d’accordo con il fatto che “la presa in carico della salute mentale in età evolutiva abbia maggiore bisogno di attenzione e di risorse”.

Luciana Bartolini (Lega), annunciando voto favorevole, ha sottolineato che spesso il servizio si svolge in luoghi inadatti, “come accade nella Valdinievole dove i bambini sono ospitati in una stanzetta del tutto inadeguata”.

Secondo Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra), che si è detto d’accordo con la mozione, il servizio di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza soffre “di troppa territorializzazione, con punti di riferimento troppo stretti”, e a volte “di un eccesso di diagnostica per problemi che andrebbero invece trattati a livello sociale e genitoriale”.

Serena Spinelli (Art.1-Mdp) ha rilevato come ci siano molte più certificazioni di problemi che in passato, e sottolineato come sia necessario “mettere al centro di tutto il processo i ragazzi, provando a creare un intreccio felice tra sociale e sanità”.

Infine Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt), annunciando voto favorevole, ha detto che “è necessario impiegare maggiori risorse e personale e realizzare un maggiore collegamento del servizio con gli insegnanti”.

Atrofia muscolare spinale, in Toscana screening neo natale

La Toscana e  il Lazio sono le prime regioni italiane che, grazie alla diagnosi precoce, potranno cambiare la storia della malattia delle persone con atrofia muscolare spinale (SMA). Nei prossimi due anni infatti  i 140 mila bambini (tanti sono i neonati stimati) che nasceranno  in queste due regioni avranno un’opportunità in più di salute con il test (gratuito), che permetterà di sapere subito se si è affetti da una grave e rara malattia neuromuscolare: la SMA che è la prima causa genetica di mortalità infantile. “Un passo in avanti importante –ha detto il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli commentando la notizia- perché solo la diagnosi neonatale può migliorare l’aspettativa e la qualità di vita dei bambini affetti da queste malattie. Questo progetto pilota va ad arricchire il panel di screening neonatali che il centro screening della Regione Toscana già offre ai neonati. La Regione Toscana, infatti, ha aggiunto al pannello obbligatorio per legge altre 3 malattie da accumulo lisosomiale e alle immunodeficienze congenite severe combinate. Un passo in avanti importante perché solo la diagnosi neonatale può migliorare l’aspettativa e la qualità di vita dei bambini affetti da queste malattie.  In Toscana- spiega Scaramelli-  avevamo già implementato il piano di screening anche aggiungendo l'esame di secondo livello del fondo dell’occhio oltre a quello del test del riflesso rosso per diagnosticare i difetti oculari congeniti che rappresentano l’80% delle cause di cecità e i previsione dei bambini fino a 5 anni. La medicina preventiva – conclude il presidente della commissione Sanità Scaramelli- , è uno strumento importante che può contribuire a salvare la vita, diagnosticando prima della comparsa dei sintomi malattie congenite e quindi prevenire o limitarne i gravi danni. L’obiettivo è assicurare al maggior numero di bambini affetti da queste patologie una buona qualità di vita con il rapido avvio di terapie specifiche”.

Cannabis terapeutica

Potenziare la produzione italiana, sì a mozione Pd

Aumentare la produzione di cannabis terapeutica: lo prevede una mozione, che vede come primo firmatarioGiacomo Bugliani del Pd (insieme ai consiglieri dello stesso gruppo Stefano Scaramelli, Leonardo Marras, Enrico Sostegni, Nicola Ciolini, Simone Bezzini, Fiammetta Capirossi, Monia Monni, Ilaria Giovannetti, Alessandra Nardini). L’atto di indirizzo è stato approvato questa mattina in Consiglio regionale. Come ha spiegato Bugliani in Aula,“l’utilizzo della cannabis a uso terapeutico è sempre più diffuso a livello internazionale e anche in Italia può essere utilizzata in maniera legale per alleviare i sintomi di alcune malattie, quando le terapie convenzionali non risultano sufficienti”.

La mozione impegna la Giunta regionale ad attivarsi, in particolare nei confronti del Ministero competente, per implementare la produzione della cannabis terapeutica, potenziando i luoghi già autorizzati, ovvero lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, valutando anche di attivare nuovi poli produttivi, per garantire una maggior copertura del fabbisogno interno. Bugliani ha fornito anche alcuni dati: la produzione di cannabis terapeutica in Italia per il 2018 è stimata pari a 150 chilogrammi, a fronte di un fabbisogno nazionale intorno agli 800 chilogrammi, con una domanda in continua crescita e in aumento, in media, di 100 chilogrammi all’anno. Il fabbisogno nazionale viene ad oggi garantito attraverso l’importazione dall’estero, in particolare dall’Olanda, che è il maggior produttore europeo: per il 2018 e 2019 il quantitativo totale della sostanza importato dai Paesi Bassi sarà di 700 chilogrammi per entrambi gli anni, in aggiunta alla produzione nostrana dell’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze, con una spesa prevista di circa 4,2milioni di euro per l’acquisto della stessa dall’estero. La mozione, infine, impegna l’esecutivo “a promuovere iniziative per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle potenzialità terapeutiche della cannabis, nonché sulle opportunità derivanti dall’incremento della produzione in Italia della stessa per tali finalità”.

Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra) si è detto favorevole “a potenziare la produzione e a trovare nuovi siti produttivi, e soprattutto a svolgere attività di informazione sulle potenzialità di cura della cannabis, che spesso non sono conosciute”.

Anche Andrea Quartini (M5S) ha annunciato voto favorevole alla mozione, sottolineando come si abbia a che fare“con un farmaco che ha dimostrato particolare efficacia in diversi casi e che è destinato a sostituire altri farmaci con effetti collaterali molto più gravi”.

“È ormai risaputo che la cannabis terapeutica è in grado di alleviare i sintomi di diverse patologie, anche gravi, quando le terapie convenzionali non risultano più sufficienti. Reperire questi farmaci però non è semplice e è arrivato il momento di trovare una soluzione. – spiega Bugliani -  La Regione Toscana, tra le prime in Italia, si è dotata di una normativa all’avanguardia che ha dato disposizioni organizzative relative all’utilizzo dei farmaci cannabinoidi, consentendo inoltre la possibilità per la Giunta di stipulare convenzioni con centri e istituti autorizzati alla produzione e alla preparazione. Con questa mozione ho voluto porre l’accento sulla necessità di aumentare proprio la produzione, a fronte di una domanda sempre crescente e difficoltà per i pazienti che necessitano di queste cure: sarebbe importante che una battaglia con questo scopo partisse proprio da qui, dove per la prima volta si è approdati a un cambio di passo a livello normativo, utile per chi ha bisogno di terapie a base di questo principio. Ad adesso, unico polo produttivo italiano è lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e il fabbisogno complessivo è garantito da accordi per l’importazione dall’estero. Incrementare la produzione nazionale avrebbe numerosi vantaggi, dal punto di vista della continuità terapeutica, nonché di un più facile reperimento dei medicinali, ma anche dal punto di vista economico, per le positive ricadute occupazionali, e di quello del controllo della qualità delle sostanze. Oltre che garantire un approvvigionamento sufficiente della sostanza, l’implementazione della produzione consentirebbe di reinvestire in Italia quanto attualmente viene speso per l’acquisto della sostanza all’estero, e quindi di incentivare la ricerca e la sperimentazione in materia, così come potrebbe favorire la certificazione dei processi produttivi e della qualità ed origine dei prodotti. Alla Regione chiediamo quindi di attivarsi per potenziare i luoghi già autorizzati - lo stesso Stabilimento chimico farmaceutico militare non manca di spazi che potrebbero essere ulteriormente destinati a questo obiettivo - e valutare l’autorizzazione di nuovi poli produttivi. Contemporaneamente, sollecitiamo l’impegno a promuovere iniziative volte a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle potenzialità terapeutiche della cannabis, nonché proprio sulle opportunità che scaturirebbero dall’incremento della produzione in Italia con questa finalità”.

Ambiente

Qualità dell’aria, necessaria normativa su emissioni odorigene

È urgente una normativa regionale che regoli le emissioni odorigene su tutto il territorio della Toscana anche se ci sono zone, è il caso di Grosseto, che soffrono criticità segnalate da molti cittadini, organizzati ormai da anni in comitati per sostenere qualità dell’aria e salute pubblica. Il tema è stato oggetto di una intensa discussione in Consiglio regionale conclusa con l’approvazione di due distinte mozioni, presentate da Partito democratico e Lega.

Le emissioni prodotte in particolare dalle centrali a biomasse – Grosseto ne conta sette, alcune delle quali vicino all’ospedale e a zone a forte attrazione turistica – devono essere affrontate anche valutando un rafforzamento dei criteri autorizzativi, attraverso procedure di gestione che assicurino un limitato impatto odorigeno e, in generale, rassicurino la pubblica opinione sulla reale sostenibilità ambientale di questi impianti. Ne sono convinti Leonardo Marras Fiammetta Capirossi, firmatari della mozione Pd – poi sottoscritta anche da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) e Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) –, che chiedono alla Giunta di “attivarsi per il rispetto delle prescrizioni rilasciate in sede di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti a biomassa”. In particolare per la “presenza significativa” di queste strutture sul territorio grossetano, ricordata da Marras. Da qui il secondo impegno all’esecutivo regionale: “individuare modalità di esercizio ecosostenibili”, anche attraverso una “normativa più circostanziata in tema di emissioni odorigene” e un “costante monitoraggio”. Il costo del monitoraggio, secondo quanto prevede un emendamento di Fattori e Pecori, deve essere “a carico dei gestori degli impianti”. Secondo i due consiglieri, il problema delle emissioni è reale, annoso e riferito a più zone della Toscana. “Anche Livorno ne è interessata”, ha detto Pecori ricordando l’attività di comitati: “Dove i cittadini si organizzano, le istituzioni hanno fallito”. Per il capogruppo Sì-Toscana a sinistra oltre il problema delle emissioni, occorre affrontare anche il tema della “sostenibilità degli impianti. Quelli a biomassa – ha spiegato – hanno un senso se bruciano, dentro un circolo virtuoso, materiale che arriva dalle zone circostanti”.

“Su questo tema occorre agire al più presto. Sulla salute pubblica non si può scherzare o perdere tempo”, ha dichiarato Marco Casucci (Lega), illustrando la mozione firmata anche dalla capogruppo Elisa Montemagni. Esprimendo soddisfazione per il voto dell’aula su entrambi gli atti, il consigliere ha segnalato la necessità di una migliore gestione degli impianti a biogas, affinché sia “limitato l’impatto odorigeno”. Rendere “compatibili con l’ambiente gli impianti a biogas”, è condizione necessaria e ancor più urgente visto che alcune zone del territorio toscano, si ricorda nella mozione dell’opposizione, anche a seguito dell’erogazione di incentivi comunitari, sono state interessate dalla realizzazione di impianti a biomasse. La Giunta regionale è quindi chiamata a“adeguare gli strumenti di pianificazione e programmazione in materia di qualità dell’aria”.

Sull’urgenza di trattare il tema delle emissioni in aria è intervenuto anche Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle): “Non mettiamo in discussione la tecnologia, ma visto che i problemi sono prevalentemente localizzativi, è giusto avviare una discussione per capire se, in futuro, sia necessaria una Via (Valutazione d’impatto ambientale, ndr) postuma”.

Geotermia Amiata

Approvata all’unanimità mozione Sì Toscana a Sinistra

Approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale la mozione di Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a Sinistra che apre la strada al monitoraggio in continuo delle emissioni delle 36 centrali geotermoelettriche presenti in Toscana. La mozione è stata emendata dal consigliere Gazzetti del PD. La Giunta regionale viene impegnata a  “valutare, coinvolgendo CNR, Arpat e/o altri enti di ricerca indipendenti, la fattibilità tecnica d’installazione di analizzatori in continuo delle emissioni sulle attuali centrali flash, anche attraverso l’applicazione alle centrali del principio del bilancio di massa, al fine d’individuare un metodo che restituisca numeri verificati e/o verificabili per i parametri soggetti al rispetto di valore limite in modo continuo.” Inoltre la Giunta viene impegnata  “a valutare entro un anno, nelle more dei risultati di cui al punto precedente, l‘implementazione del sistema di monitoraggio in continuo della qualità dell’aria delle trentasei centrali geo-termoelettriche attualmente funzionanti in Toscana, anche mediante l’utilizzo di misuratori portatili, al fine di migliorare l’informazione e la diffusione dei dati emissivi ai cittadini ed alle istituzioni interessate”.

“Il monitoraggio in continuo di ciò che viene emesso dalle torri delle centrali è cosa normale in qualunque impianto industriale similare, tuttavia finora Enel si è sempre opposta, accampando ragioni d’ impossibilità tecnica che paiono pretestuose. Presumibilmente preoccupa far sapere, con dati oggettivi, cosa esce da camini di centrali che adottano le vecchie tecnologie flash. Adesso saranno tecnici e ricercatori a verificare la fattibilità tecnica dell’installazione di analizzatori in continuo delle emissioni delle centrali amiatine”, dichiara il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori, che ha illustrato l’atto in aula.

“Tra l’altro – ricorda Fattori - l’applicazione di sistemi di controllo delle emissioni delle sostanze inquinanti in continuo era già prevista, per le centrali già esistenti, da una delibera della giunta regionale del 2010 mai attuata e poi superata dalla recente legge regionale del 2019, che però limita il monitoraggio in continuo alle sole future centrali, graziando quelle esistenti. Aggiungo che anche l’utilizzo di analizzatori portatili è già stato sperimentato a Bagnore 4”, continua Fattori.

“Ora non ci sono più scuse, si conducano gli approfondimenti tecnici necessari e poi la Regione pretenda che i dati delle emissioni delle centrali ENEL, soprattutto per quanto riguarda acido solfidrico, arsenico e mercurio e che prevedono la verifica della media oraria su base mensile, siano accessibili a tutti e siano appunto misurati in continuo. In qualunque altro settore industriale si hanno i dati al camino, è incomprensibile questa eccezione per le centrali Enel amiatine. Così come è ormai tempo di dire addio alla vecchia geotermia flash”, termina Fattori.

Scarlino, mozione unanime per chiusura inceneritore

Chiudere l’inceneritore di Scarlino, non avviare un nuovo procedimento autorizzativo per l’impianto ma preservare il lavoro. Queste le richieste nella mozione presentata in Aula da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) e sottoscritta da tutte le forze di opposizione: Giacomo Giannarelli per il Movimento 5 stelle, Monica Pecori (gruppo misto-tpt), Paolo Marcheschi, (FdI)Maurizio Marchetti (Forza Italia), Elisa Montemagni (Lega).

“Stiamo parlando – spiega Fattori – di un impianto vetusto, caratterizzato da tecnologie obsolete e che è fuori legge dal 2005, dato che i forni non rispettano quelle caratteristiche strutturali previste dalla norma, concepita per abbattere le emissioni di diossina”. Il consigliere regionale ha ricordato “ci siamo trovati di fronte ad una pervicacia delle istituzioni che continuano ad autorizzare un impianto che non rispetta le norme e dando prescrizioni che non vengono rispettate”. Adesso, ribadisce Fattori, “il Consiglio di Stato ha annullato anche la quinta autorizzazione”.

La mozione impegna la Giunta “a prendere atto dei contenuti della sentenza definitiva del Consiglio di Stato 505/2019 e del CTU (consulente tecnico d’ufficio), depositata in sede di procedimento civile presso il tribunale di Grosseto, quali accertamenti tecnico-giuridici autonomi, autorevoli e terzi, che confermano le relazioni tecniche sia del Cnr-Irc (istituto ricerche sulla combustione), sia delle osservazioni presentate in sede di procedimento di Via (valutazione di impatto ambientale) dalle associazioni ambientaliste e pertanto a non avviare alcun procedimento autorizzativo degli stessi impianti”.

Altro punto fondamentale dell’atto di indirizzo è la salvaguardia dei posti di lavoro. Si chiede, infatti alla Giunta di “convocare un tavolo concertativo con i sindacati e l’Ato Toscana Sud per programmare la realizzazione di impianti a supporto del recupero di materiali dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, capace di assorbire la manodopera oggi dipendente da Scarlino Energia”.

“Un atto presentato da tutte le forze di opposizione – dice Giannarelli – che hanno avuto contatti diretti con il territorio e con le realtà imprenditoriali”. Il consigliere ha sottolineato che il Consiglio di Stato ha evidenziato “le gravi e ripetute lacune del procedimento amministrativo portato a termine dalla Regione Toscana con la Delibera 979/2015 e con la relativa istruttoria che a parere della Suprema Corte Amministrativa, non ha compiuto ‘approfondite indagini istruttorie con valutazioni autonomamente condotte. È l’assessorato – ha concluso – che deve garantire la piena e corretta funzionalità di una struttura”.

Leonardo Marras annuncia il voto favorevole del Partito democratico “per una condizione generale. ll 20 prossimo – dice il capogruppo – è convocata una Conferenza dei servizi per un nuovo procedimento, attivato dall’autorità competente: l’impresa richiede di esaminare l’impianto e quindi la regione è tenuta ad aprire un procedimento e condurre un’istruttoria”. “Per questo motivo senza fare tante distinzioni – conclude il consigliere regionale – bisogna essere chiari e dire no a certe situazioni e sì al diritto, perché il Consiglio di Stato si è espresso in maniera chiara. L’esame di quel procedimento non può aggirare la decisione inequivocabile del Consiglio di Stato”.

Fattori (Sì): "Pietra tombale su inceneritore pericoloso"

“Quello che stiamo approvando all’unanimità è un testo comune delle opposizioni, condiviso anche dalla maggioranza, che ci siamo impegnati a presentare in rapporto con il comitato no-inceneritore”, afferma Tommaso Fattori, illustrando l’atto in aula.

“L’ impianto di Scarlino è vetusto e caratterizzato da tecnologie obsolete. E’ un impianto fuori legge fin dal lontano 2005, dato che i forni, in tutti questi anni, non hanno mai rispettato le caratteristiche strutturali previste dalla normativa nazionale”, ha proseguito Fattori. “Lo abbiamo ripetuto instancabilmente, lo abbiamo scritto nero su bianco anche in una dettagliata interrogazione all’assessora Fratoni, oltre che in una precedente mozione: i forni non consentono ai fumi di rimanere per almeno 2 secondi ad 850 gradi, in modo da abbattere le diossine, come prevederebbe la legge. Si tratta peraltro di condizioni progettuali che sarebbero state facilmente verificabili sia dalla struttura regionale che rilascia l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, sia da ARPAT. Invece ci si è fidati della documentazione inviata da Scarlino Energia”. “Quel che è più grave”, continua Fattori, “è che la norma non è stata rispettata dal 2005 ad oggi, mentre l’impianto inceneriva giorno dopo giorno.”

“Ci troviamo davanti ad un’ incomprensibile pervicacia da parte delle istituzioni che hanno continuato ad autorizzare un impianto che non rispetta le norme, dando ogni volta prescrizioni che poi nessuno ha verificato. Già 4 autorizzazioni erano state annullate in passato dal TAR e dal Consiglio di Stato, adesso è stata annullata la quinta. E dire che avevamo chiesto di congelare, in autotutela, la delibera di giunta dello scorso luglio che concedeva appunto l’AIA all’inceneritore di Scarlino. Che l’impianto fosse fuori legge lo dimostravano chiaramente la relazione dell’Istituto di ricerca sulla combustione del CNR di Napoli e la relazione dei consulenti del giudice civile di Grosseto, oltre che le puntuali osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste, Forum Ambientalista in testa”.

“Con il voto di oggi l’impegno è a chiudere per sempre, senza se e senza ma, l’inceneritore di Scarlino, dando ascolto agli abitanti e ai Sindaci di un territorio fortemente inquinato e in attesa di bonifiche mai fatte”, prosegue Fattori. “La giunta viene chiamata a prendere atto della Sentenza del Consiglio di Stato e della CTU definitiva depositata presso il Tribunale di Grosseto, e quindi a non avviare un nuovo procedimento autorizzativo dell’impianto di Scarlino”.

“Il secondo punto riguarda la preservazione di tutti i posti di lavoro: non uno di meno. Con l’impegno a convocare un tavolo concertativo con i Sindacati e con l’ATO Toscana Sud per programmare la realizzazione d’impianti per il recupero di materia dai rifuti differenziati, in un’ottica di economia circolare. Impianti nei quali dovranno essere impiegati i dipendenti dalla Scarlino Energia, attraverso un progetto industriale credibile e alternativo all’incenerimento”, conclude Fattori.

Osservatorio del paesaggio, Fattori e Sarti (Sì): “Presidente Osservatorio, insisteremo per la revoca dell’incarico”. 

“A nostro giudizio la presidenza dell’Osservatorio del paesaggio regionale, carica ricoperta dal professor Agnoletti, professore associato dell’Università di Firenze, è assolutamente inadeguata ed è oltretutto in conflitto di interesse, dato che il presidente svolge anche attività professionale privata”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.

“Da un lato l’Osservatorio non sta producendo le relazioni annuali che sarebbe invece tenuto ad elaborare: non ha comunicato alla Giunta e al Consiglio regionale alcun rapporto sull’attuazione del piano paesaggistico, pur previsto dalla legge regionale 65, e questa omissione vanifica gran parte della funzione dell’Osservatorio stesso. Non ci è chiaro quale sia stato, in questi anni, il ruolo del presidente a sostegno del lavoro dei tecnici e dei dirigenti regionali nel promuovere la raccolta dei dati necessari per valutare gli effetti del Piano Paesaggistico”.

"Dall’altro lato il presidente ha un palese conflitto di interessi, dato che firma, come professionista privato, atti utilizzati per far ricorso contro la Regione su controversie giudiziarie relative proprio all’ osservanza del PIT e alla tutela del paesaggio”, continuano i consiglieri Fattori e Sarti.  “Proprio fra le recenti vicende urbanistiche, in relazione all’efficacia del Piano paesaggistico, c’è il caso di Poggio al Crino, a Punta Ala, dove un pesante progetto di lottizzazione, che prevedeva la costruzione di undici ville di 300 mq ciascuna, è stato respinto in sede di Conferenza paesaggistica lo scorso autunno. La Società Riopalma S.r.l. ha presentato subito ricorso al TAR della Toscana contro il Comune di Castiglione della Pescaia, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto e il MIBAC sostenendo i propri argomenti anche sulla base di una relazione redatta proprio dal professor Agnoletti testualmente citato come ‘presidente dell’Osservatorio sul Paesaggio’. Piano di lottizzazione poi definitivamente bocciato dal Tar, che ha confermato le misure previste dal Piano paesaggistico”.

“Siamo stupefatti dall’imbarazzato silenzio e dalla mancanza di motivazioni con cui la maggioranza ha bocciato la nostra mozione oggi in aula. Chiedevamo di sapere per quale motivo l’Osservatorio del paesaggio non abbia a tutt’oggi prodotto alcun monitoraggio sull’attuazione del piano paesaggistico, chiedendo che si provvedesse urgentemente. Chiedevamo anche una relazione dettagliata delle attività svolte nel 2018, per conoscere quale sia stato il ruolo del presidente a sostegno del lavoro dei tecnici e dei dirigenti regionali nel promuovere la raccolta dei dati necessari per valutare gli effetti del piano. E sollecitavamo la giunta ad intervenire per revocare al professor Agnoletti la carica di presidente, in considerazione della sostanziale inattività dell’Osservatorio e del conflitto di interessi derivante dall’attività professionale che svolge privatamente. Non ci fermeremo qui e -concludono Fattori e Sarti- insisteremo perché sia fatta chiarezza e affinché sia revocata la sua carica”.

Cambiamento climatico

Approvata mozione Sì Toscana a Sinistra

Approvata la mozione presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a sinistra. La Regione Toscana è chiamata a “dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale”, come “assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, coordinando e rafforzando ulteriormente politiche, azioni e iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire”. 

L’atto è stato illustrato in aula da Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra: “la crisi climatica e ambientale è un’emergenza”, ha affermato, “la temperatura media terrestre è in aumento costante, consapevolezza che è un patrimonio acquisito della comunità scientifica e delle nuove generazioni, come dimostra l’onda verde dei ‘Fridays for future’. Purtroppo però non è patrimonio acquisito di buona parte del mondo politico, si pensi agli atteggiamenti negazionistici di Salvini che confonde il clima con il tempo metereologico, quando afferma che non ci sarebbe cambiamento climatico perché a maggio ha fatto freddo”.

“La politica si assuma la propria responsabilità”, ha aggiunto Fattori, “serve un cambio di mentalità” dinanzi alla “principale emergenza planetaria che dobbiamo fronteggiare: la dichiarazione dello stato di emergenza è il primo passo nella direzione giusta e la Toscana apre la strada, prima Regione in Italia a farlo”.

“Il caos climatico è determinato dalle attività antropiche, ossia da un modello di produzione-consumo e da un modello energetico che deve essere cambiato radicalmente. Gli impatti sono molteplici e minacciano l’ ambiente, l’ agricoltura, producono desertificazioni, inondazioni, l’innalzamento del livello del mare e l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici portando con  sè anche coseguenze sociali e geopolitiche, per non dire del dramma dei profughi ambientali e delle migrazioni forzate”, aggiunge Fattori.

“Per questo occorre agire immediatamente, orientando le scelte della Regione e dello Stato centrale verso la decarbonizzazione dell’economia e l’eliminazione degli incentivi diretti e indiretti per l’uso dei combustibili fossili spostando investimenti e incentivi sulla ricerca e lo sviluppo delle rinnovabili. E occorre adoperarsi per l'esclusione dal patto di stabilità delle spese degli enti locali rivolte alla riduzione delle emissioni climalteranti. Allo stesso tempo è tempo di chiudere per sempre il capitolo della grandi opere inutili e la stagione dell’incenerimento, per abbracciare l’economia corcolare”, conclude Fattori.

Più nel dettaglio, con l'approvazione della mozione, la Giunta regionale è impegnata inoltre a sostenere, in attuazione dell’accordo di Parigi, “obiettivi più ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia”; ad attivarsi affinché siano adottate “opportune forme di fiscalità ambientale, rivedendo le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali a favore della sostenibilità, anche attraverso la revisione della disciplina delle accise su prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”; a favorire e incrementare gli investimenti sulla ricerca e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, sul risparmio energetico e sull’efficiente produzione dell’energia”; ad assumere “ogni idonea iniziativa finalizzata a sollecitare la partecipazione degli enti locali alla definizione del nuovo quadro energetico ed ambientale determinato dalla dichiarazione di emergenza climatica”. Infine la mozione impegna anche la Giunta toscana a richiedere “l’esclusione dal patto di stabilità delle spese e degli investimenti delle Regioni e degli Enti locali volti alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento al cambiamento climatico, con particolare riguardo alle risorse finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio per la prevenzione dal dissesto idrogeologico e dalla siccità”. Accolto anche un emendamento del PD “affinché il governo nazionale riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l’esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volte a non compromettere il futuro delle nuove generazioni”.

Aree Montane

“Ho presentato un ordine del giorno, che è stato approvato ed è collegato alla legge per la montagna toscana, affinché vengano previste ogni anno nel Bilancio regionale le risorse necessarie per promuovere interventi per la valorizzazione dei territori montani. Non è la risoluzione di tutti problemi ma sicuramente è un punto di partenza.

La proposta di legge regionale prevede l’istituzione di una Conferenza permanente per la montagna e l’istituzione di un Nucleo interdirezionale per la montagna. Inoltre il Programma regionale di sviluppo conterrà una sezione specifica per la montagna, così da individuare le azioni e le misure specifiche per ogni territorio montano. Approvato anche un nostro emendamento volto alla destagionalizzazione turistica, in modo tale che la montagna possa essere vissuta tutto l’anno e non solo d’inverno –fa sapere il consigliere regionale Marco Casucci (Lega)- I territori montani (che rappresentano il 47% del territorio regionale) sono caratterizzati da un elevato valore e da un notevole potenziale di sviluppo con riferimento al contesto ambientale, sociale ed economico che li caratterizza. Ma le aree montane necessitano di interventi finalizzati a contrastare fenomeni di abbandono e di invecchiamento della popolazione residente (solo il 7% della popolazione toscana vive in aree montane), azioni a sostegno e valorizzazione delle economie locali”.

Commemorazione 7 luglio 1944

 Il 7 luglio 1944 a Carrara si ricorda il coraggio delle donne che sfidarono i mitra tedeschi salvando la città dall’ordine di sfollamento. La rivolta popolare e spontanea, riconosciuta come un gesto valoroso, esempio di Resistenza ‘allargata’, viene celebrata ogni anno dall’amministrazione comunale attraverso delle iniziative.

Sostenere eventi che hanno lo scopo di ricordare l’insurrezione delle donne carraresi è importante per il consigliere del Movimento 5 stelle in Consiglio regionale Giacomo Giannarelli, che sul tema ha presentato una mozione approvata all’unanimità nel corso della seduta di oggi, mercoledì 12 giugno. La richiesta alla Giunta punta a “individuare misure di sostegno e contributi finanziari”, a supporto di Comune e enti interessati, nell’organizzazione del prossimo anniversario.

In sede di discussione il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd), ha proposto emendamenti per ricordare l’impegno della Regione nel sostenere memoria storica e identità toscana. L’aggiunta proposta da Bugliani è stata appoggiata dal capogruppo Pd Leonardo Marras: “Nel passaggio del fronte morirono 4mila 500 civili. Sul valore di queste persone l’attenzione deve essere alta e gli emendamenti possono essere utili”.

Condivisione su contenuti originari, ma anche sulle modifiche proposte, sono arrivate dal capogruppo Sì – Toscana a sinistraTommaso Fattori, dalla capogruppo Art.1/Mdp Serena Spinelli e dalla presidente del gruppo Misto/Tpt Monica Pecori. Fattori ha parlato dell’importanza di “gettare luce sulla Resistenza taciuta e sul contributo femminile”. Spinelli ha rilevato il “contributo straordinario delle donne” e ha invitato Giannarelli ad una riflessione: “Gli emendamenti non marcano la posizione della Resistenza. La storia ha già detto chi è stato da una parte e chi dall’altra”. Anche Pecori ha proposto un ragionamento simile parlando di aggiunte che “non compromettono il carattere della mozione e nulla tolgono al dispositivo”.

Gli emendamenti non sono stati comunque accolti da Giannarelli, perché a suo giudizio come ha spiegato in Aula, il dispositivo riguarda una “specifica richiesta per Carrara”. Il c

Approvata mozione di Giannarelli (M5S)

Sostegno e contributi finanziari per le iniziative che saranno promosse dal Comune di Carrara in occasione della ricorrenza cittadina del 7 luglio 1944: approvata all’unanimità in Regione la proposta del consigliere Giacomo Giannarelli. “In quella data – spiega – nelle strade di Carrara comparve un bando di sfollamento da parte del comando tedesco il quale ordinava l’evacuazione dell’area. Furono le donne carraresi le vere protagoniste: insorsero manifestando in strada davanti proprio al quartier generale germanico, un atto – sottolinea Giannarelli – non violento che portò alla revoca della disposizione di sfollamento provocando, di fatto, una sconfitta dei nazisti dal punto di vista strategico”. Insomma Giannarelli parla di “Un esempio di Resistenza allargata alla più vasta e spesso sotterranea partecipazione femminile al movimento di opposizione civile che diceva no alla guerra e alla dittatura”. Ogni anno l’amministrazione locale organizza un evento in commemorazione di quanto accaduto. “Quest’anno – conclude Giannarelli – grazie all’approvazione dell’atto che ho depositato in Regione saranno ricercate opportune misure di sostegno e contributi finanziari in raccordo con gli enti coinvolti”.

Isola dElba, valorizzare plesso museale napoleonico

Continuare a sollecitare il Governo affinché venga garantito, già a partire dalla stagione turistica 2019, un livello adeguato di dotazione del personale a disposizione del Museo nazionale delle residenze napoleoniche Villa San Martino. L’impegno è chiesto alla Giunta regionale in una mozione presentata da Gianni Anselmi (Pd) primo firmatario insieme a Fiammetta Capirossi(Pd) e Antonio Mazzeo (Pd) e approvata dal Consiglio regionale. L’obiettivo è quello di valorizzare il plesso museale, uno dei centri di maggiore rilevanza nell’economia turistica dell’Elba, garantendo la massima apertura possibile.

Nell’atto si ricorda che il Museo, parte del polo museale della Toscana, comprende la struttura con la palazzina dei Mulini a Portoferraio e Villa San Martino in campagna: le residenze appartenute a Napoleone durante il suo soggiorno in esilio all’isola d’Elba.

Nel dispositivo, come sottolineato da Anselmi nel corso dell’illustrazione in aula, si fa presente che a seguito della sopravvenuta carenza di personale per il pensionamento di quattro dipendenti e al trasferimento di un quinto, senza l’assunzione di nuove figure, il Museo ha visto una riduzione delle ore di apertura. Questo ha provocato preoccupazione tra gli operatori turistici, che temono possa essere compromessa la programmazione delle visite prenotate dai tour operator. Una situazione, come ricordato, che è anche comune ad altre realtà museali.

Secondo Irene Galletti (M5S) questo problema non si affaccia solo adesso, è frutto di una mancata programmazione. La consigliera ha quindi ricordato quanto annunciato dal ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, ovvero l’assunzione a regime di 3mila 300 persone in tutta Italia, scaglionate in un triennio. “Il Governo sta impegnandosi a programmare”, ha concluso la consigliera, annunciando il voto a favore della mozione.

Parcheggi ospedalieri, commissione lavorerà su mozione Marchetti (FI)

Toccherà alla Terza commissione del Consiglio regionale occuparsi di abolire o per lo meno minimizzare, rendendola unica, la tariffa imposta sulla sosta nei parcheggi di molte aree ospedaliere della Toscana: merito della mozione del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che, passata oggi al vaglio dell’aula, ha riscosso la condivisione collettiva di intenti richiedendo un supplemento di ricognizione delle varie casistiche per centrare il risultato. Dunque commissari presto al lavoro contro quello che Marchetti in aula ha definito un «balzello sul dolore».

«Premetto: a mio avviso far pagare il parcheggio a chi si reca in ospedale, paziente o familiare che sia, è una aberrazione. Ciò detto – ha dichiarato il Capogruppo di Forza Italia intervenendo in aula – posso arrivare a comprendere che in certi ospedali regolare la sosta eviti inconvenienti e condotte indisciplinate, piuttosto che fenomeni di abusivismo, garantendo dunque migliore e maggior controllo. Quello che non posso comprendere è che questo balzello sul dolore in Toscana sia ‘pezzato’, con tariffe patchwork da cui parrebbe desumersi che soffrire in Valdinievole richieda un onere di spesa maggiore rispetto al soffrire ugualmente che so? A Pisa. Lo trovo assurdo – ha concluso – e per questo chiedo all’aula di impegnare la giunta toscana a occuparsi della questione abolendo il pagamento della sosta dalle aree ospedaliere, là dove esiste. Se proprio non fosse possibile, in subordine chiedo almeno che si superi l’attuale disomogeneità introducendo, unicamente laddove strettamente indispensabile, una tariffa unica regionale per le aree ospedaliere parificata alla minima vigente».

La necessità di approfondimento deriva proprio dalla situazione a macchia di leopardo individuata da Marchetti e che potrebbe richiedere misure di intervento differenti: «Tra i vari ospedali della Toscana in molti casi la sosta è libera, mentre in altri privi di area parcheggio dedicata è regolata a seconda delle scelte municipali sulle strade limitrofe. Questo accade anche, ad esempio, a Livorno. In generale – riassume Marchetti – esiste una forbice tariffaria oraria tra gli 0,50 euro delle aziende ospedaliero universitarie, ovvero Careggi e Meyer a Firenze, Scotte a Siena e Cisanello a Pisa, e l’1,50 euro dell’ospedale di Pescia. In alcuni casi esiste un limite massimo giornaliero di spesa: lì la divaricazione è tra 1 euro al San Donato di Arezzo e 6 euro ancora in Valdinievole». Il tutto passando per una tariffazione variabile: «In questo fai da te – ripercorre il Capogruppo regionale di Forza Italia – ognuno compone i suoi pacchetti promozionali tra forfait per un certo monte ore, prima ora gratuita e così via. Ancora, ci sono ospedali dove la progressione tariffaria è incrementale in base al tempo di permanenza, come se uno all’ospedale ci stesse per diporto e si sentisse il bisogno di mettergli premura. Insomma – conclude Marchetti – è una Babele dove i soli omogenei sono i quattro nuovi ospedali realizzati con project a Lucca, Massa, Pistoia e Prato, con tariffa oraria di 1 euro e massimo giornaliero a 4 euro».

Secondo Forza Italia «l’accesso agli ospedali della Toscana, luoghi di assistenza e cura oltre che di sofferenza per pazienti e loro familiari, non possa essere assoggettato a logiche di profitto» e «che nella materia intenzione autentica del legislatore debba essere assicurare controllo, non altro».

Informazione in Consiglio

Marchetti (FI) «Senza Ansa, Dire e ToscanaMedia e con ufficio stampa all’osso serie difficoltà per l’attività complessiva di comunicazione giornalistica»

«Le colpe non mi interessano. Quello che mi importa è ripristinare in Consiglio regionale il servizio di agenzia di stampa di Ansa e Dire, oltre alla copertura videogiornalistica di ToscanaMedia, decaduti dal 1 giugno scorso. I preziosissimi contributi di AdnKronos e Italpress, a cui andranno ad aggiungersi con pari efficacia Agi e AskaNews, non ci sono sufficienti a coprire le esigenze di lavoro di informazione e comunicazione legate all’attività politica di noi consiglieri regionali e all’attività giornalistica dei nostri uffici stampa». «E, a proposito di ufficio stampa, forse sarebbe ora di implementare gli organici ridotti all’osso della struttura d’istituzione. Insomma, se sono stati fatti errori di sottovalutazione o di formulazione dei bandi beh: è il caso di rimediare in fretta. Anche a tutela dei giornalisti di Ansa, Dire e ToscanaMedia finora assegnati dalle loro testate a seguire i lavori del Consiglio, la cui capacità professionale rischia di andare dispersa». Lo dichiara il Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Invito tutti i capigruppo – conclude – a una mobilitazione univoca che concorra a risolvere per i canali corretti questo incidente, così da ricondurre in stato di efficienza ed efficacia l’intero sistema della comunicazione e informazione giornalistica legata al Consiglio regionale».

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Uffici Stampa

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