Un francobollo per commemorare Cosimo I de’ Medici

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Poste Italiane comunica che oggi 12 giugno 2019 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo commemorativo di Cosimo I de’ Medici, nel V centenario della nascita, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€.

Tiratura: due milioni e cinquecentomila esemplari

Fogli da quarantacinque esemplari

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.

Bozzetto a cura del Centro Filatelico della Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.

La vignetta riproduce, in primo piano, un ritratto di Cosimo I de’ Medici, replica di un’opera del Bronzino della Bottega di Alessandro Allori (seconda metà del XVI secolo) di proprietà del Museo Casa Siviero di Firenze, esposta temporaneamente presso il Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio Regionale della Toscana e, sullo sfondo, una raffigurazione pittorica della “Tartaruga con vela”, che Cosimo I associò al motto Festina lente (affrettati lentamente), facendone il suo emblema, presente all’interno della Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio di Firenze.

Completano il francobollo le leggende “COSIMO I DE’ MEDICI” “1519 - 1574”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B“.

L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso l’UP Firenze 7.

Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Per l’occasione è stato realizzato anche un folder in formato A4 a tre ante contenente il francobollo, una cartolina annullata ed affrancata, una busta primo giorno di emissione e il bollettino illustrativo, al costo di 15€.

Cosimo I dei Medici

Il padre della Toscana moderna è certamente Cosimo I dei Medici che, nato il 12 giugno di 500 anni fa, nella movimentata Firenze governata dai Medici, ma animata ancora da spirito repubblicano che invocava le libertà comunali, perseguì per tutta la vita l’obbiettivo di trasformare il Ducato fiorentino in un vero e proprio Stato con sovranità. Raggiunse questo sogno con abilità, allargando i confini di Firenze al territorio di Siena e alla Maremma, investendo nella realizzazione di moderne opere civili, fortificazioni militari, bonifiche, costruendo solide relazioni internazionali con la Spagna guidata prima dall’Imperatore Carlo V, quindi dal Re Filippo II. All’età di cinquant’anni Cosimo I dei Medici ebbe finalmente la legittimazione a Granduca e quindi Capo di Stato, con Bolla Pontificia di Papa Pio V del 27 agosto 1569. Si costruì così una sovranità di Toscana che a poco a poco assorbì in età napoleonica quei possedimenti spagnoli che facevano parte dello Stato dei Presidi (Argentario, Orbetello, Porto Longone), nella prima metà del ‘600 territori dell’antica Etruria come Pitigliano, Sorano e Sovana, o la vicina capitale degli Aldobrandeschi, Santa Fiora, acquistò dalla Spagna Pontremoli nel 1650 e dal 1847, il Ducato di Lucca. Cosimo I dei Medici fu quindi il primo attore di un processo di costituzione della Toscana che arriva nel 1861 all’Unità d’Italia, con territorio e identità che la rende unica regione italiana, fra le venti oggi presenti, che ha una storia unitaria continua da 450 anni. Se Lorenzo il Magnifico fu l’uomo della cultura e del mecenatismo nei più dei 300 anni di storia medicea, Cosimo I fu lo “statista” che rese organico e solido il dominio assicurando benessere, apertura intellettuale, vitalità a una Toscana che ne trova riflessi fino ad oggi. Il suo motto era “Festina Lente” presente in iconografie varie, con una tartaruga con sopra un albero con la vela. Significava “guardare sempre avanti, ma con prudenza”, rappresentato dal moto lento e sicuro della tartaruga e dall’energia del vento nella vela. Con Cosimo I dei Medici collaborarono personalità come Giorgio Vasari, scrittore, pittore, costruttore, o Vincenzo Borghini, letterato, filosofo, erudito, come storici quale Benedetto Varchi, architetti e scultori fra i migliori quali Bernardo Buontalenti, Bartolomeo Ammannati e pittori come Bronzino o Alessandro Allori. Cosimo I impresse orgoglio, dignità, acume italiano nelle lotte fra grandi potenze quali Spagna e Francia nel XVI secolo, trasformando la capitale Firenze in una città europea grazie al radicale rifacimento di Palazzo Vecchio, alla costruzione dell’edificio oggi utilizzato per la Galleria degli Uffizi, all’acquisto e nuova ristrutturazione a Reggia di Palazzo Pitti, collegando i presidi di qua e di là d’Arno con il geniale Corridoio Vasariano, per quasi 1 km in sospensione fra case, torri e palazzi, riallineando il profilo del Ponte Vecchio. Operò trasformazioni urbanistiche e architettoniche in tutto il territorio dell’allora Granducato. La Toscana, e con essa l’Italia, trovarono in Cosimo la spinta per una modernizzazione e un’evoluzione economica, culturale, sociale che 500 anni dopo è evidente agli occhi della storia.

Eugenio Giani

Presidente del Consiglio regionale della Toscana

Fonte: Poste Italiane

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