Si diceva mafioso per prendere soldi al datore di lavoro, assolto

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Si diceva mafioso e estorceva denaro al suo datore di lavoro. Il tribunale di Massa ha assolto Bartolomeo Monachella, 43enne di Gela, dall'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafiodo. Il sostituto procuratore aveva chiesto la condanna a 10 anni.

Monachella avrebbe chiesto e ottenuto 11mila euro al suo titolare, che ha una ditta con sede a Gela impegnata in un subappalto a Massa alla Nuovo Pignone. Il 43enne aveva chiesto soldi dietro minaccia di ritorsioni da parte della Stidda, associazione mafiosa attiva in Sicilia. Oltre allo stipendio, Monachella avrebbe chiesto mille euro, che gli sarebbero serviti a mantenere i familiari dei detenuti siciliani.

Dopo la denuncia, l'inchiesta era stata affidata alla Direzione distrettuale antimafia e il fascicolo era stato aperto a Genova, per competenza territoriale. Monachella, nel 2001, era stato sottoposto alla sorveglianza speciale in quanto erano stati raccolti indizi sulla sua presunta appartenenza all'associazione mafiosa. La procura di Genova ha annunciato che impugnerà la sentenza.

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