Firenze omaggia Franco Zeffirelli, il feretro in Palazzo Vecchio: una folla ad accoglierlo

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L'ultimo saluto a Franco Zeffirelli: questa mattina il feretro del grande maestro è arrivato in Palazzo Vecchio dov'è stata allestita la camera ardente, ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio c'era una folla di qualche centinaia di persone che ha voluto rendere omaggio ad un dei più grandi del cinema italiano. Domani si terranno i funerali nel Duomo di Firenze. Un 'privilegio' quest'ultimo per pochi: l'ultima volta che la Cattedrale fu aperta per un funerale fu ben 15 anni fa, per Mario Luzi, un altro grande fiorentino. E qualcosa vorrà pur dire: Zeffirelli è stato senza dubbio tra i più importanti registi d’opera e cinema del Novecento, un vero vanto per Firenze, per tutta l'Italia e per il mondo intero. Attore, costumista, scenografo, cineasta e regista lirico, Zeffirelli ha rappresentato per oltre 60 anni il mondo dello spettacolo, candidato più volte per il premio Oscar fu il vincitore di 5 David di Donatello. Era apprezzato in Italia, ma ammirato all'estero, tanto che le sue opere sono passate dal Covent Garden di Londra, al Metropolitan di New York, fino all’Opéra di Parigi. Tutt'ora è l'unico italiano ad essere stato nominato Sir dalla regina Elisabetta. La usa arte era un vero e proprio ponte tra cinema, teatro, musica e letteratura, i suoi amori erano Cechov e Shakespeare e famose sono le sue riproduzioni cinematografiche di grandi classici shakespeariani, dall'Amleto a Romeo e Giulietta. La sua grande capacità era proprio quella di rendere universale l'arte, lasciarla fruire in tutte le sue forme, cosciente che pur rispettando i suoi linguaggi diversi, l'arte fosse un grande patrimonio umano da vivere in tutte le sue diverse sfaccettature.

"I lavori del maestro, e io l'ho sempre chiamato maestro, andranno in tutto il mondo come ha sempre fatto: ha lasciato una grande eredità a tutti noi, e spero a molte persone che oggi sono qui", sono queste le parole del figlio Luciano che poi aggiunge: "Se c'è un insegnamento che ci ha lasciato più di tutti è l'amicizia. Era un personaggio difficile il maestro, perché non era facile, però la bellezza di quello che ricevevi in cambio era impagabile. Quello che lascia lo lascia per farlo ricordare. E' stato un grande professionista del suo lavoro, era molto umano ed era una persona buona, un credente: dal suo lavoro si vede la sua fede, era amico della Chiesa e in questi quarant'anni ho visto il rapporto che aveva con la Chiesa. Se pensate al Gesù di Nazareth, è stato visto da due miliardi di persone già nel 1977 in tutto il mondo, è una grande eredità che lascia a tutti"

Ed è stato un flusso ininterrotto di persone quello di oggi, tantissimi coloro che hanno voluto rendere omaggio al maestro, personalità dello spettacolo, ma anche tanta gente comune. Tra gli altri era presente il sindaco di Firenze Dario Nardella, Leonard Whiting, l'attore scelto da Zeffirelli per interpretare il ruolo di Romeo nel film 'Romeo e Giulietta' del 1968 all'età di 17 anni, la presidente del Senato Elisabetta Casellati che ha spiegato che "Zeffirelli rappresenta l'eccellenza e la genialità italiana nel mondo". A salutare Zeffirelli anche il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi: "è stato uno straordinario artista, bastian contrario, contro i tempi: non si è mai allineato con la proposta di intellettuali organici al potere politico", ha detto. "Visconti - ha continuato Sgarbi - aveva garantito il rispetto della cultura e della critica dall'essere di sinistra. Lo svantaggio di Zeffirelli era che la cultura non aveva coperture al centro o a destra. I suoi film sono stati fatti in anni un cui era obbligatorio essere impegnati, fare film critici", mentre "in lui c'era la gloria dell'uomo, la gloria dell'essere italiano, della nostra civiltà, del Rinascimento e la gloria di Firenze". Zeffirelli, ha aggiunto Sgarbi, "non manca perché degli artisti l'opera rimane. Non manca Leonardo, perché abbiamo la Gioconda, non manca Zeffirelli quando abbiamo i suoi film, tra qualche giorno ci sarà la Traviata all'Arena di Verona, quindi le opere restano, sono creazione e progetto di immortalità. In realtà gli artisti non muoiono".

Sgarbi fa riferimento all'ultimo lavoro del regista, la regia di una nuova Traviata che aprirà la stagione del Festival lirico all’Arena di Verona la prossima settimana, il 21 giugno. Un progetto coltivato per circa 10 anni che debutterà postuma. E Zeffirelli guardava anche oltre: in programma c'era la realizzazione di un Rigolettoil cui debutto era previsto per il 17 settembre 2020 in Oman alla Royal Opera House di Muscat.

Alla cerimonia era presente anche Cristiano Chiarot, sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, che ha annunciato un progetto per ricordare il Maestro: "Portando le condoglianze ai suoi figli - ha detto - abbiamo parlato di fare presto un omaggio al maestro Franco Zeffirelli, grande interprete del teatro, del cinema e della città di Firenze. Noi possediamo molte tracce del suo lavoro a Firenze nel nostro archivio storico". Secondo Chiarot questo progetto "lo faremo forse già in autunno, perché la memoria va conservata anche a breve, con la sua famiglia e la sua Fondazione con cui già collaboriamo". Leonard Whiting, l'attore scelto da Zeffirelli per interpretare il ruolo di Romeo nel film 'Romeo e Giulietta' del 1968, all'età di 17 anni.

Sul feretro è spuntata anche una maglia viola della Fiorentina con il cognome Zeffirelli e il numero 1. A deporla è stato Joe Barone, stretto collaboratore del nuovo proprietario del club viola Rocco Commisso. Con lui c'era anche il club manager e bandiera viola Giancarlo Antognoni.

La camera ardente, nel Salone dei Cinquecento, sarà aperta fino alle 23 di oggi, e poi domani, dalle 9.00 alle 10.30, per rendere omaggio al regista scomparso. I funerali in Duomo sono fissati per le 11.00 di domani e in occasione delle esequie sarà proclamato il lutto cittadino per l'intera giornata. L'ordinanza firmata dal sindaco Dario Nardella prevede l'esposizione sugli edifici pubblici della bandiera della città di Firenze abbrunata o a mezz'asta e segni di lutto sui mezzi di trasporto pubblico e sui veicoli di servizio pubblico.

Il sindaco, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, invita gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche per 10 minuti dalle 11 alle 11.10 e a osservare nei luoghi dove si terranno eventi pubblici di spettacolo o intrattenimento un minuto di silenzio e di raccoglimento o comunque un'appropriata forma di ricordo del grande regista fiorentino, che ha perso la vita sabato a Roma all'età di 96 anni. L'amministrazione comunale ha inoltre deciso di sospendere le attività istituzionali previste per domani. La camera ardente, allestita nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sarà aperta‪anche domattina dalle 9 alle 10.

 

 

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