Sostenibilità, BioColombini partecipa al progetto Fair-Menti

L’azienda agricola BioColombini non ha quasi bisogno di presentazioni. Attiva dagli inizi del 1900, e con una storia solida alle spalle, dal 1998 si è convertita totalmente all’agricoltura biologica, che ha portato alla coltivazione di 27 ettari di terreno, tutto rigorosamente certificato bio. La produzione sostenibile non è però l’unico fiore all’occhiello dell’azienda: accanto alla cura dell’ambiente c’è anche l’attenzione alla socialità e un impegno etico invidiabile, che BioColombini porta avanti da anni con una miriadi di progetti atti a dar spazio a chi, per cause variabili, abbia situazioni di difficoltà economica ed emarginazione sociale, ponendo l’accento sullo speciale rapporto tra uomo e natura. BioColombini partecipa al progetto Fair-Menti, promosso e finanziato dalla Regione Toscana con capofila l’Associazione di promozione sociale AGRIcultura sociale – onlus in collaborazione con l’Associazione ARCI - La Staffetta, Arnera Cooperativa sociale onlus, e con il sostegno delle associazioni di categoria agricole Coldiretti e CIA e di Federsanità - Anci Toscana. Si tratta di un affascinante percorso che coinvolge la filiera orticola gestita dalla BioColombini e la filiera brassicola (produzione della birra) gestita da La Staffetta. Si tratta di due percorsi distinti ma con un unico obiettivo formativo e di integrazione che coinvolge 10 persone, delle quali 5 in esecuzione penale e 5 richiedenti asilo. Il percorso brassicolo viene svolto all’interno del Carcere di Volterra, mentre le attività in ambito agricolo nell’azienda BioColombini.

BioColombini sta consentendo a 5 persone richiedenti asilo di mettersi alla prova e cimentarsi con la produzione del pomodoro. Svolto direttamente sul campo, il progetto prevede la realizzazione di ogni fase della coltivazione di questo prodotto, dal trapianto delle piantine, passando per la legatura, fino alla raccolta prevista per fine settembre. Proprio le serre di BioColombini sono il “campo di gioco”, dove i ragazzi, seguiti costantemente in ogni fase dal titolare dell’azienda Alessandro Colombini, potranno vedere da vicino l’agricoltura biologica nella sua essenza e sviluppare un rapporto con la terra che possa, di pari passo, farli crescere socialmente e umanamente. Circa 15 ore settimanali, con corsi integrati di HACCP e Sicurezza a cura dell’azienda: si tratta quindi di una vera e propria preparazione al mondo del lavoro, fatta con cognizione di causa e spirito di umanità, che verrà coronata con una grande festa (prevista per gli inizi di ottobre) dove sarà possibile acquistare i prodotti preparati dai ragazzi, sia freschi che trasformati, uniti al percorso analogo sulla birra artigianale che contemporaneamente si sta svolgendo all’interno del Carcere di Volterra e nella sede dell’associazione Arci “La Staffetta”. Prodotti frutto di una vera e propria “agricultura” che continueranno il loro viaggio anche dopo la fine del progetto, restando disponibili per l’acquisto e con una speranza di distribuzione sulle realtà del territorio.

Non è motivo di sorpresa, quindi, che l’azienda BioColombini abbia recentemente ottenuto il prestigioso marchio Quality Made, che valorizza la connotazione artigianale del “made in” e rende esplicito il concetto di qualità dell’offerta proposta da ciascuna impresa. Il neonato marchio transfrontaliero di sostenibilità e identità culturale (creato dal progetto S.MAR.T.I.C., di cui la Coop Itinera Progetti e Ricerche è capofila, all’interno del Programma INTERREG Italia-Francia “Marittimo” 2014-2020) lega 73 tra aziende e associazioni provenienti dalle 5 regioni Sardegna, Liguria, Toscana, VAR (Francia) e Corsica, sotto l’egida del turismo sostenibile. Una via unica per fare rete all’interno del bacino del Mediterraneo, esprimendo al massimo le bellezze estetiche e sociali del territorio.

Fonte: Ufficio stampa

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