Caso Roberta Ragusa, confermata la condanna a 20 anni per Antonio Logli

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Antonio Logli dovrà scontare venti anni di reclusione per l'omicidio e la distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, lo ha confermato la corte di Cassazione. Il caso, che da anni scuote l'Italia, avvenne a Gello di San Giuliano Terme nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.

La Suprema Corte ha ha considerato inammissibile il ricorso della difesa di Logli, inoltre ha reso definitivo il verdetto emesso nell'aprile 2018 dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Si chiude il capitolo giudiziario a sette anni di distanza.

I parenti di Roberta Ragusa sono in lacrime dopo aver appreso la sentenza della Cassazione. "Giustizia è fatta" è una delle frasi pronunciate dai familiari di Ragusa.

Il marito si era sempre proclamato innocente, inoltre aveva scelto di farsi processare con il rito abbreviato. Ha atteso la decisione in un affittacamere a Pisa non lontano dall'ospedale di Cisanello, con volanti dei carabinieri a presidiarlo. La decisione era stata presa per allentare la pressione mediatica attorno all'imputato.

Da tempo ha l'obbligo di dimora nei comuni di Pisa e San Giuliano Terme, doveva essere portato al Don Bosco di Pisa ma all'ultimo momento è stato optato per Le Sughere a Livorno, per evitare curiosi e giornalisti che stavano intanto attendendo.

Roberta Ragusa era svanita nel nulla sette anni fa e attorno al suo nome sono sempre stati molti gli interrogativi. La risposta, a livello giudiziario, è arrivata definitivamente nella serata di oggi, mercoledì 10 luglio.

"Sono disperato", avrebbe commentato in lacrime Logli. La compagna Sara Calzolaio ha invece urlato più volte "non è giusto", dalla camera del B&B dove ha trascorso la giornata assieme alla figlia Alessia.

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