Mostro di Firenze, in appello assolti i creatori del film: non diffamò farmacista

(foto gonews.it)
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Confermata l'assoluzione per i produttori e distributori del film-tv 'Il Mostro di Firenze', in onda per la prima volta nel 2009, perchè "il fatto non sussiste". A deciderlo è stata la corte d'appello di Firenze. L'accusa era quella di diffamazione. Il processo iniziò dopo la querela dei familiari del farmacista Francesco Calamandrei di San Casciano Val di Pesa. Dopo la prima assoluzione del 2016 la procura di Firenze e la parte civile fecero ricorso.

Nel processo di secondo grado la procura generale ha chiesto la condanna degli imputati - sei persone - a otto mesi. Sentenza che in un passaggio, peraltro, motivava l'assoluzione, in riferimento al film, scrivendo di "costrutto narrativo in cui la realtà risulta inscindibilmente intessuta all'invenzione" e dove "dialoghi e immagini creano un contesto che può essere senz'altro vero quanto alla rappresentazione dell'ex farmacista di San Casciano quale persona ancor oggi sospettabile di essere tra i soggetti ispiratori di diversi duplici omicidi, nonostante l'incontrovertibile verdetto assolutorio".

Per la famiglia di Calamandrei, deceduto nel 2012, invece la fiction continuerebbe a colpevolizzare il farmacista nonostante l'assoluzione del 2008 dalle accuse di essere il mandante degli ultimi quattro duplici omicidi del caso Mostro di Firenze.

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