Giostra dell’Orso, Ihp: "Mibac finanzia la sofferenza dei cavalli"

Giostra dell'Orso - archivio ufficio stampa

“È una vergogna che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali tagli fondi a giovani, musica, arte e musei e trovi soldi da dare a chi mette in piedi un penoso e anacronistico spettacolo di sfruttamento di animali”.

Questa la reazione del Presidente di IHP, Sonny Richichi, alla notizia diffusa dal Comune di Pistoia, che “ammonta a 50.000 euro il finanziamento ottenuto dal Comune di Pistoia per la Giostra dell'Orso. Nell'ambito del bando per l'accesso al Fondo nazionale per la rievocazione storica, il Ministero per i beni e le attività culturali ha accolto la richiesta presentata dall'Amministrazione comunale, valutando positivamente la qualità culturale della manifestazione storica pistoiese e le ricadute socio-economiche sul territorio in termini turistici e di valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta di risorse che premiano un lavoro corale, che riguarda tutti gli eventi legati al Santo patrono.”

Negli ultimi mesi, solo per fare qualche esempio, il Ministero ha tagliato i fondi per gli interventi di manutenzione ordinaria, restauro e gestione dei siti pubblici nel triennio 2018-2020, ha decurtato il sostegno a Emilia-Romagna Teatro, ha negato il finanziamento per il progetto dell’Orchestra Giovanile Italiana.

Eppure lo stesso Ministero trova ben 50.000 euro da assegnare a una manifestazione dove nel 2014, proprio il 25 luglio, sono morti due cavalli dopo una penosa agonia: uno spettacolo raccapricciante che portò all’apertura di un’inchiesta della magistratura. È di qualche mese fa la notizia dell’assoluzione degli imputati: i veterinari Riccardo Rinnovati, Valentina Vagheggi e Alessandro Spadari, il preparatore di cavalli Claudio Bartoletti, la proprietaria Sara Bolognini e il fantino Giacomo Cresci. Il purosangue Oracle Force partecipò alla Giostra nonostante, secondo l'accusa, le sue gambe anteriori avessero una circonferenza inferiore ai 18 centimetri previsti dal regolamento. I veterinari sono poi stati assolti dall’accusa di maltrattamento di animali per aver abbattuto il secondo cavallo, Golden Storming, praticando l'eutanasia con una dose di veleno senza una preventiva sedazione.

"Siamo allibiti da come le Istituzioni che dovrebbero tutelare la cultura e l’arte non considerino minimamente la condizione di abuso a cui sono sottoposti i cavalli in queste manifestazioni folkloristiche, che non sono state in grado di far evolvere le tradizioni, continuando ogni anno a dare una pessima immagine di sé - aggiunge il presidente di IHP -. Neanche le foto e i video circolati all’indomani della morte dei due cavalli hanno indotto i funzionari ministeriali ad avere maggiore giudizio e responsabilità nell'uso dei soldi pubblici".

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