Settantacinque anni fa la strage di Sant'Anna: oggi è il tempo di ricordare. Mattarella: "Chi dimentica è più debole"

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Settantacinque anni fa, il 12 agosto del 1944, la strage di Sant'Anna di Stazzema: i reparti delle SS trucidarono 560 vittime e dettero fuoco all'intero paese. Si tratta di uno dei più terribili eccidi compiuti dai nazisti in Italia. Questa mattina, dalle ore 9, si è tenuta la consueta cerimonia per l'anniversario della strage, alla presenza del Ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi. Tante le istituzioni presenti, tra gli altri il presidente Enrico Rossi, presente a Sant'Anna insieme al gonfalone ed alla corona commemorativa della Regione Toscana, delegati della Città metropolitana presenti con il gonfalone, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il sindaco del comune tedesco di Moers Cristoph Fleischhauer, i rappresentanti dell'associazione Martiri di Sant'Anna, decine di sindaci toscani e delegati di istituzioni e associazioni volontaristiche e d'arma e a centinaia di persone, di tutte le età.

Anche se non era personalmente presente, il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha voluto inviare un messaggio: "Il 75/o anniversario dell'atroce eccidio di Sant'Anna di Stazzema (Lucca) è giorno solenne di raccoglimento e di memoria. In quel terribile 12 agosto 1944 furono massacrate 560 persone inermi, tra queste 130 bambini: non dovrà mai essere dimenticato quanto è accaduto perché chi dimentica è più debole, più esposto ai pericoli che intolleranza, ostilità, violenza ripropongono". Sul significato della memoria della strage, il presidente Mattarella ha detto che "sono esemplari la tenacia e la forza morale con cui la comunità di Sant'Anna ha saputo tenere vivo il ricordo, trasmetterlo ai più giovani, trasformare quella ferita profonda in un impegno di ricostruzione, di convivenza, di sviluppo democratico. E' questo lo spirito che ha animato l'Italia della Liberazione, della Costituzione, dell'affermazione dei diritti inviolabili. E' lo spirito dei fondatori dell'unità europea", "di quei valori abbiamo sempre bisogno, oggi come allora".

Tante le iniziative in programma che quest'anno avranno anche un profilo internazionale: il Parco nazionale della Pace e il Comune hanno infatti lanciato un appello al dialogo tra popoli. L'evento più simbolico di quest'anno è l'inaugurazione del 'Tappeto del Mondo', il quale è stato steso dalla chiesa fino all’Ossario: 1000 metri di lunghezza, fatto di 6000 pezze colorate provenienti da tutte le parti del mondo a sostegno del Parco della Pace di Sant'Anna di Stazzema. Il simbolo di un'umanità senza confini che guarda ad un futuro di pace e dialogo.

"Questo tappeto è molto bello, i colori simboleggiano la vivacità della vita - ha osservato Moavero -. In un luogo che è stato un luogo di morte vedere questi colori è molto importante. Non dobbiamo pensare che la guerra sia solo qualcosa del passato"

I partecipanti sono saliti fino al bosco di Sant'Anna per ricordare i morti. La cerimonia è proseguita ai piedi dell'Ossario che commemora i martiri di Sant'Anna, dove Rossi ha ricordato le atrocità commesse nel 1944, il ruolo della Resistenza, le difficoltà ad appurare le reali responsabilità e le dinamiche dei fatti, chiarite solo nel 1994 con la scoperta dell'armadio 'della vergogna' nel quale furono ritrovati i fascicoli relativi alle indagini sui crimini di guerra tedeschi.

Il ministro Moavero firma l'anagrafe antifascista

Durante la cerimonia il Ministro degli Esteri Moavero ha annunciato che firmerà l'anagrafe antifascista del Comune di Sant'Anna di Stazzema: "Non è la prima volta che sono a Sant'Anna di Stazzema - ha spiegato - ma è la prima volta da ministro in un importantissimo anniversario di un atto orribile che non deve più accadere".

Il sottosegretario Tofalo

"Sant'Anna di Stazzema, 75 anni dall'eccidio. Ricordare è dovere verso vittime, familiari e sopravvissuti. Un monito contro ogni offesa alla dignità umana, da trasmettere ai giovani affinché ignoranza e indifferenza non prevalgano. Libertà e democrazia valori fondanti Repubblica".

 Il sindaco di Montespertoli: "Facciamoci attori della memoria"

"Stamattina ho partecipato al 75esimo anniversario della strage in rappresentanza di tutta la comunità di Montespertoli. Dato che le testimonianze non dureranno per sempre, è nostro dovere morale farsi carico di ciò che è stato e seminare amore anziché odio, pace anziché conflitto. Queste montagne ci chiedono questo: facciamoci attori della memoria, tutti insieme".

Rossi: "La nostra regione pagò prezzo alto"

"Quella non fu guerra. Né una rappesaglia. Fu puro terrorismo che equiparò i civili ai combattenti, senza fare distinzioni, secondo l'idea che chiunque è nemico", ha detto Rossi ricordano la strage, le sue vittime e la scia di sangue che nel 1944 segnò il ritiro delle truppe tedesche. "La nostra regione - ha spiegato il presidente - ha pagato un prezzo molto alto per la conquista della democrazia e della libertà. Ben 4.461 furono le vittime degli eccidi nazifascisti, centinaia i deportati. Sono 83 i Comuni toscani che tra il '43 ed il ‘45 subirono l'offesa della violenza nazifascista con ben 281 stragi. Forse oggi più che mai possiamo comprendere quanto le conquiste fatte allora non siano garantite per sempre, ma restino esposte a pericoli e rischi di involuzione. Avvertiamo di esser giunto su un crinale pericoloso dove la possibilità di un regresso è tangibile. I padri fondatori dell'Europa dicevano "mai più nazionalismi, mai più questi orrori", invece oggi vediamo risorgere il razzismo e la paura del diverso. Contro questa regressione dobbiamo opporre il meglio della cultura laica e religiosa europea, la cultura democratica del confronto e del rispetto".

"La Regione Toscana - ha concluso - ha trovato la sua strada nella promozione della cultura della memoria e della pace. Qui a Stazzema, ad esempio, sosteniamo le attività del Parco della Pace e molte attività con le scuole. Continueremo con i viaggi del 'Treno della memoria' verso i lager, con pubblicazioni come la recente 'Partigiani della Memoria'. Ma la cultura della pace intendiamo portarla avanti anche nell'azione di governo e di revebte abbiamo approvato la cosiddetta Legge samaritana, che garantisce a tutti diritti di base come la possibilità di essere nutrito e curati. Come il samaritano della Bibbia, che aiuta il viandante al bordo della strada senza chiedere chi sia o che diritti abbia".

Presente anche il gonfalone del Comune di Firenze

Il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha partecipato questa mattina a Sant'Anna di Stazzema alla cerimonia di commemorazione. Il presidente ha rappresentato la Città di Firenze a fianco del Gonfalone.

"La strage di Sant'Anna di Stazzema fu un atto criminale che nulla ha a che vedere con la guerra: si trattò di puro terrorismo, un eccidio compiuto per riempire le popolazioni di paura – ha dichiarato Milani –. Oggi colpisce vedere le tantissime presenze, di rappresentanti delle istituzioni, ma anche di tanti cittadini ed esponenti di associazioni. Commovente la testimonianza dei giovani che hanno partecipato al Campo per la Pace, in cui ragazzi italiani e tedeschi si sono confrontati sui temi della convivenza pacifica tra i popoli. La coperta di mille colori per la Pace realizzata dalle donne dell'ANPI e di altre associazioni è un'immagine che mostra a tutti il contrasto con il nero funesto delle divise fasciste, con il buio in cui quella dittatura precipitò l'Italia, fino all'alleanza con la Germania di Hitler che causò anche questa ignobile strage"

Anche Empoli a Stazzema

Anche il Comune di Empoli a Sant'Anna di Stazzema a 75 anni da quel 12 agosto 1944, giorno in cui le SS naziste sterminarono oltre 560 civili inermi, tra cui 130 bambini. Il ricordo di quella strage è forte ancora oggi e più che mai importante che una città come Empoli, recentemente insignita della medaglia d'oro al Merito Civile per la Resistenza sia presente a queste cerimonia in un luogo così simbolico per tutta la Toscana. Era presente l’assessore alla cultura Giulia Terreni insieme al gonfalone civico.

Il presidente della Camera Fico: "Cercare la verità è imperativo morale"

"Questa vicenda, come altre che purtroppo hanno caratterizzato la nostra storia recente, impone ancora una volta di ribadire con forza la necessità che tutte le Istituzioni operino con sempre maggior impegno per rimuovere ogni segreto e ogni zona grigia dalla storia d'Italia. Anche per questo la Camera ha creato un portale che consente l'accesso ai documenti acquisiti dalle commissioni di inchiesta, tra cui anche quelli della Commissione che ha indagato sulle anomale archiviazioni provvisorie e sull'occultamento dei 695 fascicoli ritrovati nell'armadio della vergogna e riguardanti circa 15mila vittime. La ricerca della verità, storica oltre che giudiziaria, è un dovere verso le vittime e i sopravvissuti, nonché un imperativo morale e civile essenziale per la salute della democrazia e della nostra Repubblica". Così il presidente della Camera, Roberto Fico.

"Settantacinque anni fa sulle colline di Lucca - prosegue Fico - si consumava una delle più atroci stragi della storia dell'umanità con lo sterminio a Sant'Anna di Stazzema di 560 persone. Tra le vittime delle truppe nazifasciste ci furono bambini, donne e anziani inermi, che erano rimasti nelle loro case quel tragico 12 agosto 1944 non pensando neanche lontanamente di poter essere bersaglio di violenze. La barbarie nazifascista mostrò tutta la sua ferocia con un vile atto volto ad annientare la popolazione per interrompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. Circa 130 tra le vittime avevano meno di 16 anni. Almeno 65 avevano meno di 10 anni. La più giovane era una bambina di appena 20 giorni. Ho voluto, lo scorso aprile, recarmi a S. Anna di Stazzema dove ancora oggi, è forte lo sdegno e la commozione per quelle vite spezzate. E ho visto quanto sia forte la richiesta di verità e giustizia dei sopravvissuti, dei familiari delle vittime, dei loro concittadini e di tutto il Paese che per lunghi anni non era stata ascoltata. Dopo le prime inchieste è stato necessario attendere il 1994, con la scoperta casuale del cosiddetto "armadio della vergogna", perché si avviasse un processo, all'esito del quale è stato riconosciuto che a Sant'Anna di Stazzema è stato commesso un crimine contro l'umanità premeditato e pianificato. I responsabili della strage, individuati e condannati, non hanno però scontato le pene loro inflitte a causa della mancata esecuzione delle sentenze nel paese di residenza, la Germania".

 Di Giorgi (PD): “Monito contro pericoli di un ritorno del fascismo”

“Settantacinque anni fa S'Anna di Stazzzema fu teatro di una delle più efferate stragi della Seconda Guerra Mondiale. Lungo il sanguinoso asse della linea Gotica i nazisti. spalleggiati dai fascisti, fecero scempio di uomini, donne, bambini, non risparmiando nessuno, e dando prova della massima disumanità. I racconti dell'orrore che abbiamo imparato a conoscere, non possono lasciarci indifferenti di fronte al pericolo che nuovi totalitarismi, nuove pericolose forme di negazione della dignità altrui, possano portare al ripetersi di questi macabri fatti: è capitato una volta, può capitare ancora.

Sappiamo ovviamente che il Fascismo in quanto tale rappresenta un fatto storicamente superato. Ma non possiamo né dobbiamo abbassare la guardia verso quelle pulsioni autoritarie che vediamo affacciarsi con sempre maggiore spregiudicatezza fin dentro le nostre Istituzioni repubblicane. Quando si parla, come fa il Ministro degli interni, di chiedere agli italiani 'pieni poteri' è chiaro che si usa volutamente un linguaggio pericoloso e democraticamente inaccettabile. Allo stesso modo l'attacco violento alla dignità umana che vediamo spesso nelle politiche migratorie di questo Governo, non può lasciarci tranquilli.

Bene ha fatto dunque il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad affermare che “ chi dimentica è più debole, più esposto ai pericoli che intolleranza, ostilità, violenza ripropongono". Per questo oggi è più che mai  necessario ricordare e rinnovare il nostri impegno per la difesa e la promozione dei valori democratici. Da parte mia sono orgogliosa di essere stata una delle prime parlamentari ad aderire all'anagrafe antifascista promossa dal Sindaco Maurizio Verona. La firmai quando ero  Vicepresidente del Senato, rinnovo oggi quell'impegno, nella convinzione che gesti del genere siano quantomai necessari in un momento storico come quello,delicatissimo,  che ci troviamo a vivere.

La delegazione di Rignano sull'Arno a Sant'Anna di Stazzema

Dopo il patto di amicizia tra i due Comuni, oggi presenti Sindaco, assessori e Presidente del Consiglio

Settantacinque anni fa, il 12 agosto 1944, i soldati tedeschi misero a ferro e fuoco Sant'Anna di Stazzema, paesino dell'Alta Versilia dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati in fuga da guerra e bombardamenti. Furono uccise 560 persone, tra cui decine di donne e bambini.
Fu uno degli eccidi più efferati compiuti durante la seconda guerra mondiale. In tanti, a 75 anni da quella strage, hanno voluto partecipare alla cerimonia in ricordo delle vittime che si è svolta oggi.

Tra i presenti anche una delegazione di Rignano sull'Arno, che nei mesi scorsi ha stretto un patto di amicizia con il Comune di Stazzema, con la presenza del Sindaco, del Presidente del Consiglio e degli assessori comunali. "Oggi siamo stati ospiti del Comune di Stazzema e del Sindaco Maurizio Verona a Sant'Anna", ha commentato il Sindaco Daniele Lorenzini. "Un'occasione importante per condividere le proprie esperienze e la propria storia con personalità significative come l'ambasciatore tedesco Viktor Elbling o la Sindaco di Marzabotto che ho personalmente invitato a condividere con noi un percorso di formazione per i nostri giovani.
Tante persone e tanta emozione per una cerimonia che, ancora una volta, non vuole far dimenticare la strage di 75 anni fa. Lungo tutto il paese era appeso il cosiddetto 'tappeto del mondo', formato da migliaia di pezze colorate provenienti da tutte le parti del mondo, compresa Rignano, a sostegno di Sant'Anna di Stazzema - Parco Nazionale della Pace.

Come ha detto il ministro Moavero "in un luogo che è stato un luogo di morte vedere questi colori è molto importante. Non dobbiamo pensare che la guerra sia solo qualcosa del passato".

Infatti, chi visita Sant’Anna deve farlo con rispetto, per i morti ma anche per il futuro. Il ricordo è ancora più forte quando arriva il messaggio alle nuove generazioni", conclude il Sindaco.

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