Beata Giulia, sette secoli di devozione in una mostra

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Inaugurata sabato 8 settembre la mostra Devozione e testimonianze artistiche per beata Giulia, un percorso espositivo diffuso che dal Palazzo Pretorio di Certaldo Alto, si snoda nel museo di Arte Sacra, nella cella della beata, nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, fino alla prepositura di San Tommaso Apostolo nel paese basso. La mostra è il frutto di un lavoro di ricerca condotto da Alessandro Bagnoli, Patrizia La Porta, Sabina Spannocchi.

“Con questa mostra che durerà fino al 9 gennaio, giorno della morte della beata, chiudiamo un anno di iniziative organizzate per i 700 anni dalla nascita ed i 200 dalla beatificazione di Giulia Della Rena - ha detto il proposto di Certaldo, Don Pierfrancesco Amati - la mostra vuole essere una valorizzazione dal punto di vista storico e artistico, oltre che religioso, con l’obiettivo di far tornare la beata un riferimento non solo per i parrocchiani ma per tutto il paese di Certaldo. Dalle ricerche emergere l’importanza della sua presenza in Valdelsa, grazie alle relazioni con l’ordine agostiniano e alla presenza in quegli stessi anni a Certaldo anche di Giovanni Boccaccio”.

“Ho accettato di collaborare a questa ricerca per approfondire e studiare la presenza degli agostiniani in Valdelsa - ha detto Francesco Salvestrini, medievalista dell’Università di Firenze - e questo progetto, rigoroso e articolato, rappresenta sicuramente un contributo per ricostruire relazioni e presenze in Toscana nel ‘300 di importanti personaggi divenuti santi o beati.

“Siamo partiti da un lavoro decennale che la ricercatrice Sabina Spannocchi aveva già portato avanti negli anni - ha spiegato la curatrice Patrizia La Porta - questo ci ha dato modo, in occasione del centenario, di poter approfondire la storia, ricostruire una rete di relazioni, recuperare alcuni importanti arredi sacri e restaurarli per renderli fruibili a fedeli, appassionati e storici dell’arte. Una mostra che è l’occasione per approfondire la conoscenza della beata ma anche un punto di partenza verso nuove ed ulteriori ricerche”

“La mostra consente di muoversi seguendo diversi percorsi storici e tematici attraverso le chiese del paese alto e basso - ha detto Sabina Spannocchi, curatrice -, e consente anche di vedere eccezionali opere restaurate. Spiccano tra queste il preziosissimo paliotto – telo che fungeva da ornamento dell’urna – ricamato con fili d’oro e d’argento con al centro un’inedita immagine della beata trasportata da due angeli, e quattro sculture lignee della monumentale cappella realizzata nel 1850 nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo dall’Opera di beata Giulia, smantellata nel 1966 e che si inizia a ricomporre grazie al lavoro ed ai restauri avviati con questa mostra”.

“L’amministrazione comunale ha collaborato e contribuito anche economicamente alle celebrazioni della Beata Giulia che rappresenta non solo un riferimento per i fedeli ma anche un elemento di identità storica e culturale del territorio - ha detto il sindaco Giacomo Cucini - abbiamo fatto uno straordinario lavoro di rete per oltre un anno, grazie a quanti hanno collaborato e lavorato per rendere tutto questo possibile e per far sì che si valorizzi la cultura di Certaldo, per i nostri cittadini e per far conoscere ed apprezzare la nostra storia a chi viene da fuori”.

Presenti alla cerimonia anche l’assessore alla cultura, Clara Conforti, e la presidente del Consiglio Comunale, Romina Renzi.

A settecento anni dalla morte e a duecento dalla beatificazione della certaldese Beata Giulia Della Rena (Certaldo, 1319 – 1367), la mostra ricostruisce il rapporto tra fedeli, istituzioni, luoghi e pratiche religiose sviluppatosi intorno al culto di Beata Giulia nei secoli; dal 1372, anno in cui con la realizzazione di un primo altare fu acclamata come santa dal popolo, alla beatificazione avvenuta ufficialmente nel 1819 e fino ai giorni nostri. La mostra, attraverso l’esposizione di opere d’arte, arredi sacri, oggetti liturgici, pannelli storico descrittivi, propone un viaggio lungo sette secoli di culto e di relazioni con lo sviluppo storico, antropologico e culturale del territorio. Un lavoro confluito anche in un catalogo che verrà presentato nelle prossime settimane.

La mostra è stata realizzata dalla Propositura di San Tommaso apostolo, con il Contributo del Comune di Certaldo, il patrocinio dell’Arcidiocesi di Firenze, la Regione Toscana, la Soprintendenza ABAP di Firenze, l’Università di Firenze, la Società Storica della Valdelsa, l’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio.

Orari della mostra (fino al 31 ottobre 2019):
PALAZZO PRETORIO
ore 9.30 - 13.30 ore 14.30 - 19.00 (aperto tutti i giorni)
MUSEO ARTE SACRA
dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 17.30, chiuso il lunedì
CHIESA DI SAN IACOPO E FILIPPO
tutti i giorni ore 08,00 - 19,00
CHIESA DI SAN TOMMASO APOSTOLO
tutti i giorni ore 7,00 - 12,00 e 15,00 - 20,00

Orari della mostra (dal 1 novembre 2019 al 9 gennaio 2020):
PALAZZO PRETORIO
ore 9.30 - 13.30 ore 14.30 - 16.30 (chiuso il martedì)
MUSEO ARTE SACRA
dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 16.30, chiuso il lunedì
CHIESA DI SAN IACOPO E FILIPPO
tutti i giorni ore 08,00 - 19,00
CHIESA DI SAN TOMMASO APOSTOLO
tutti i giorni ore 7,00 - 12,00 e 15,00 - 20,00

Info mostra: tel. 0571 656721 – www.comune.certaldo.fi.it

Fonte: Comune di Certaldo - Ufficio stampa

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