Consiglio regionale, minuto di silenzio in ricordo alluvione Livorno 2017. Aborto: protestano le femministe

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Un minuto di silenzio apre la seduta del Consiglio regionale della Toscana di martedì 10 settembre. A due anni esatti dall’alluvione che ha devastato Livorno e causato nove vittime, il parlamento regionale ricorda la devastazione e la distruzione subite dalla città”. “È opportuno – dichiara il presidente dell’Assemblea Eugenio Giani – stringersi attorno ai familiari delle vittime e a quanti hanno subito danni”. Nonostante la tragedia i livornesi, riconosce Giani, hanno sempre “dimostrato orgoglio e apprezzamento per quanto le istituzioni sono state in grado di fare, dai fondi stanziati alle leggi approvate. Spero che tutti si adopereranno per la migliore ricostruzione possibile”, conclude il presidente.

Il ricordo della tragica notte emerge anche dalle parole di Giacomo Giannarelli (M5s) e di Tommaso Fattori (Sì–Toscana a sinistra). “Ministero, Provincia e Regione hanno fatto molto. Sta a noi scrivere strumenti di pianificazione capaci di dare una svolta epocale a questa regione”, dichiara l’esponente del Movimento 5 stelle. “La tragedia di Livorno ci ricorda quanto sia importante adottare misure di mitigazione degli eventi climatici. Occorre considerare prioritarie le piccole opere di messa in sicurezza idraulica”, afferma il capogruppo Fattori.

Proposta M5S: vigili del fuoco gratis su treni se viaggiano per motivi di lavoro

Nel maggio scorso il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle in Regione Toscana ha presentato una mozione finalizzata alla gratuita circolazione sui treni regionali del personale aderente al Corpo nazionale dei vigili del fuoco che viaggia per motivi di servizio. “La risposta arrivata dalla giunta – spiega il consigliere regionale Giacomo Giannarelli – ci lascia insoddisfatti. Vengono sollevati problemi di natura finanziaria, senza considerare che a oggi vi è una clamorosa disparità di trattamento tra personale del Corpo dei vigili del fuoco e altre forze già autorizzate. Abbiamo dunque depositato un ulteriore atto in Regione per sollecitare un celere intervento e per comprendere quali siano le cifre in ballo”. Giannarelli ricorda che la direzione regionale Toscana dei vigili del fuoco, tramite i propri dirigenti, ha più volte inviato alla direzione politiche mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale della Regione diversi solleciti ad attivarsi in merito senza ricevere, però, risposta”.

AP, Spinelli: “Designazioni dei nuovi membri sbagliate nel metodo e nel merito”

“Avevamo chiesto di riaprire il bando per selezionare e portare al voto del Consiglio regionale figure di comprovata esperienza per l’importante ruolo previsto dalla legge sulla partecipazione che andranno a ricoprire” – dichiara la consigliera regionale Serena Spinelli, che aveva firmato insieme ad altri consiglieri (Fattori, Sarti, Pecori, Galletti, Spinelli, Quartini, Bianchi) una specifica mozione in merito. “Peccato, invece, che si sia deciso di procedere senza ascoltare le istanze che abbiamo cercato di rappresentare, e questo credo che sia un fatto negativo per l’Autorità regionale, i percorsi partecipativi e il coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle decisioni di governo del territorio” – aggiunge la consigliera Spinelli.

Il mandato dei tre membri dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione (AP) è scaduto a marzo e i nuovi membri devono essere designati dal Consiglio regionale e nominati dal suo Presidente. Devono essere persone “di comprovata esperienza nelle metodologie e nelle pratiche partecipative”, indicazione definita “vincolante”.

Entro il termine previsto sono però pervenute solamente quattro candidature e solo tre candidati si sono poi effettivamente presentati per l’audizione in sede di 1^ Commissione consiliare lo scorso luglio.

“Riteniamo che questa penuria di candidature – commenta Serena Spinelli - e anche il livello di competenze in materia di processi di partecipazione dei tre soli candidati, siano frutto della scarsa visibilità data al bando di selezione. Le stesse associazioni che anche in Toscana si dedicano alla partecipazione pubblica non ne sono venute a conoscenza”.

“Questo ha fatto sì – continua Spinelli - che le candidature pervenute fossero solo tre, tante quante i membri da individuare, con requisiti professionali poco rispondenti alla necessaria competenza ed esperienza nelle metodologie e nelle pratiche partecipative di cui invece devono essere in possesso i membri dell’Autorità regionale, chiamati ad un compito che richiede esperienza e terzietà. Per questi motivi, in Aula ho votato contro a queste nomine”.

“Per questo avevamo chiesto una cosa semplice, che fosse riaperto il bando e che questa volta ne fosse data la massima comunicazione, sui canali dell'Autorità stessa e tramite la rete di associazioni, organizzazioni professionali e centri di ricerca, in modo da poter raggiungere il maggior numero di possibili candidati con adeguata preparazione ed esperienza” – conclude la consigliera regionale Serena Spinelli.

Partecipazione: designati i componenti dellAutorità regionale

Il Consiglio si esprime a maggioranza con il voto favorevole di Pd, Lega e Forza Italia. Respinto lordine del giorno di Sì-Toscana a sinistra, firmato anche da Serena Spinelli (gruppo misto/Art.1-Mdp), per il ritiro della proposta di nomina e la riapertura delle candidature

Dopo un lungo e a tratti acceso dibattito sulla designazione dei componenti l’Autorità per la partecipazione, il Consiglio regionale approva con i voti di Pd, Lega e Forza Italia la proposta di deliberazione. Risultano nominati Bianca Maria GiocoliAntonio Olmi Andrea Zanetti.

La discussione sull’atto si accende con le dichiarazioni del capogruppo Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, che dichiara: “Approvare le candidature proposte equivarrebbe ad assestare un colpo ferale a questo istituto e al Consiglio tutto”. Alla base delle affermazioni del capogruppo il suo giudizio riguardo al mancato rispetto della legge istitutiva l’Autorità (46/2013), in particolare sui requisiti richiesti (articolo 3) e sulle procedure di nomina (articolo 4). A detta di Fattori e pur nel rispetto dei diversi percorsi curriculari, i tre candidati “mancano palesemente dei requisiti richiesti dalla legge. Già questo suggerirebbe il ritiro della proposta e la riapertura dei termini per la presentazione delle candidature”, dichiara anticipando i contenuti dell’ordine del giorno, firmato anche da Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt), Serena Spinelli (gruppo Misto/Art.1-Mdp) e Gabriele Bianchi (M5s), respinto a maggioranza con i voti di Pd, Lega e Forza Italia.

Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, interviene nel dibattito e si dichiara “perplesso”. “Conosco Giocoli e la sua esperienza alla presidenza di quartiere, per esempio, le attribuisce le competenze necessarie e richieste. Stesso dicasi per Zanetti che è stato assessore alla partecipazione a Carrara”. “Ritengo che le affermazioni fatte in Aula siano gravemente offensive”, rincara il presidente e assicura: “Tutte le procedure richieste per legge sono state seguite”.

Le candidature per un istituto in cui “siamo stati pionieri” sono “importanti e devono essere adeguate”, afferma il consigliere Bianchi che invita il Consiglio a rivedere la proposta di deliberazione “in un’ottica di visione più generale”.

Per la consigliera Pecori sarebbe necessario allargare la rosa cercando persone che hanno “quantomeno un’esperienza superiore a quelle proposte”. Ricorda inoltre che sono allo studio proposte di rinnovo della legge: “Non comprendo perché procedere alle nomine su una norma che potrebbe essere modificata”.

“Senza polemica” e “assumendosi le proprie responsabilità”, la consigliera Spinelli ricorda che l’Autorità Toscana è “organo all’avanguardia in questo Paese. I candidati devono aver svolto un percorso complesso”.

A sostegno dei nominativi proposti all’Aula il capogruppo Pd Leonardo Marras: “C’è un errore di presunzione al fondo di quanto dichiarato e cioè che noi si sia in grado di valutare il valore delle auto-candidature”.  Gli fa eco il collega Massimo Baldi: “Il ritiro della proposta svilirebbe le responsabilità che ci assumiamo”.

Asl Nord Ovest, interrogazione Marchetti (FI) su pronto soccorso a rischio tilt

«Assumere con urgenza nuovo personale per l’emergenza urgenza sia territoriale che ospedaliera e, nel frattempo, intervenire per sanare la frattura che si va generando tra medici di 118 convenzionati impiegati anche nei pronto soccorso e Asl Nord Ovest che anche oggi ha rivolto loro una lettera al limite della minaccia. Questo certo non favorisce la trattativa. Il rischio è l’ammutinamento dei medici il 16 settembre prossimo, con conseguente collasso dei pronto soccorso da cui se ne andranno perché privi di riconoscimento retributivo ritenuto congruo allo sforzo. Chi curerà i pazienti? La Regione ha il dovere di attivarsi per raffreddare i rapporti e scongiurare lo stop alle attività di cura»: a chiederlo è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che sul deterioramento tra Asl e medici di 118 impiegati anche nei pronto soccorso e oggi pronti a lasciare ha presentato un’interrogazione per chiedere l’intervento della giunta toscana.

«Il settore dell’emergenza urgenza è tra i più delicati del sistema salute. Di concorsi non ce ne sono, noi chiediamo da anni assunzioni e invece la coperta degli organici medici è cortissima e continuamente rattoppata con soluzioni tampone che non risolvono. A questi medici di 118, in particolare, spesso precari – spiega Marchetti – è stato chiesto di lavorare anche nei pronto soccorso: hanno accettato malgrado il loro contratto non lo prevedesse. Doveva essere un di più di lavoro in via provvisoria: sono ancora lì. Chiedono un riconoscimento in termini retributivi per il maggior sforzo: gli viene risposto per la metà di quanto richiesto, 10 euro, o rizzati come si dice in Toscana. E loro accolgono l’invito e si rizzano, pronti a salutare la corsia ospedaliera dal 16 settembre. Ma l’hanno detto due mesi fa. E oggi la lettera con cui la Asl li minaccia, in caso diano corso alle loro intenzioni, tra poco perfino delle piaghe d’Egitto. Io invito la politica, in questo caso la Regione, a intervenire in fretta prima dell’irreparabile. Anzi, è già tardi e sono stupito di doverlo chiedere io».

Quindi l’interrogazione per mettere al sicuro il servizio, i medici e i pazienti che soprattutto a Cecina e Piombino rischiano di veder collassare in un clamoroso tilt i loro pronto soccorso: «Si ritiene inaccettabile – scrive Marchetti nel suo atto – che su una questione delicata come l’attività medica di pronto soccorso nell’Area vasta Nord-Ovest si sia giunti a un simile grado di tensione dopo che per lungo tempo questi medici di 118 sono stati gravati di carichi di lavoro e di responsabilità soverchi rispetto a quelli contrattualmente previsti, ma senza che a ciò sia corrisposta retribuzione incentivante per le prestazioni di pronto soccorso. E’ ritenuto dunque che la Regione abbia il dovere di attivarsi, benché ormai tardivamente, al fine di ricomporre le relazioni tra le parti nel senso dell’equità rispetto alle esigenze dei medici, ma anche al fine di scongiurare gravi contraccolpi nel servizio dell’emergenza urgenza ospedaliera che un simile irrigidimento delle posizioni porta con sé». E’ quanto Marchetti domanda alla giunta toscana, sollecitandola ad «intervenire presso la Asl Toscana Nord-Ovest affinché riveda la rigidità delle proprie posizioni in favore dei medici di 118 che hanno sin qui accettato di operare anche nei pronto soccorso aziendali senza alcun trattamento economico né incentivante né indennitario, consentendo così il reggersi del servizio grazie alla loro abnegazione» e a «procedere con tempestività ed urgenza al reclutamento di nuovo personale medico da destinare all’emergenza-urgenza sia ospedaliera che territoriale, così da ristabilire standard di servizio adeguati al bisogno espresso dalla popolazione e qualità di lavoro non costantemente segnata da eccezionalità per i professionisti».

Fondazione Sistema Toscana: approvato bilancio esercizio 2018

Via libera al bilancio di esercizio 2018 di Fondazione Sistema Toscana, organismo in house della Regione con il compito di realizzare un sistema integrato di comunicazione multimediale per la promozione dell’identità e dell’immagine regionale. Sulla proposta di deliberazione il Consiglio regionale si esprime a maggioranza. Critica la posizione della Lega che presenta una proposta di risoluzione, respinta dall’Aula, per dismettere le partecipazioni societarie attualmente in essere. “La documentazione presentata è incompleta”, denuncia la consigliera Luciana Bartolini (Lega), che rileva la “mancanza del Piano degli interventi” e richiama l’attenzione su costi del personale “in crescita rispetto al 2017”, voce ‘entrate’ definita “pressoché inesistente e ulteriormente in diminuzione”.

L’utile del bilancio ammonta a 200mila euro, in linea con il 2017, quando ammontava a 209mila 565. La destinazione dell’utile è proposta per la copertura delle perdite pregresse in conformità con le disposizioni già emanate dalla Giunta.

Valore e costi di produzione sono in aumento rispetto all’esercizio precedente, rispettivamente del 18 e 20 per cento. Nel primo caso si passa da 7milioni 611mila 614 euro del 2017 a 8milioni 622mila 910 euro del 2018. Nel secondo caso, il 2017 registrava un costo di produzione di 7milioni 270mila euro, mentre il 2018 si attesta su 8milioni 692mila 592 euro.

Il costo del personale registra un aumento di circa il 16 per cento rispetto al 2017 e passa da 2milioni 887mila 524 euro a 3milioni 350mila 708 in parte per un adeguamento contrattuale e in parte per la valorizzazione delle ferie e dei permessi goduti durante l’anno.

Dall’analisi dello stato patrimoniale risulta che le immobilizzazioni aumentano di quasi il 21 per cento e passano da 842mila 881 euro nel 2017 a 1milione 19mila 258 nel 2018. L’importo dei crediti diminuisce di circa il 14 per cento passando da 5milioni 958mila 931 euro nel 2017 a 5milioni 114mila 693 nel 2018. La voce crediti si compone di quelli verso la Regione (1milione 526mila 66 euro conciliati dagli uffici e

asseverati dal Collegio dei revisori dei conti così come previsti dalla normativa di riferimento), verso altri enti pubblici (2milioni 418mila 109), soggetti provati (630mila 31 euro) e verso l’erario per Iva, Ires e Irap (540mila 488 euro).

Il patrimonio netto ammonta a 4milioni 797mila 182 euro, in aumento rispetto al 2017, ed è composto dal fondo di dotazione (6milioni 175mila 294 euro) e dalla riserva di 1milione costituita nel 2017 a seguito del contributo straordinario che la Fondazione ha ricevuto a titolo di contributo straordinario per il

riequilibrio della situazione patrimoniale. Si registrano inoltre perdite riportate a nuovo pari 2milioni 578mila 113 euro.

I debiti risultano in aumento del 21,4 percento rispetto al 2017 e sono pari 3milioni 295mila 961 euro. Sono composti, tra l’altro, di quelli nei confronti dei fornitori (1milione 667mila 836), dei debiti tributari (125mila 895), verso istituti previdenziali (161mila 119), verso le banche (4mila 388), altri finanziatori (1milione 140mila) e altri debiti (1milione 335mila 583). L’incremento dei debiti verso fornitori è spiegato nel maggior numero di attività progettuali realizzate. Si registra inoltre un debito nei confronti della Regione pari a 540mila euro che risulta conciliato.

Aborto, femministe protestano in pigiama in Consiglio regionale.

Contro i fondi stanziati dalla Regione Toscana a favore delle associazioni pro-vita che si battono contro l'aborto, sono giunte in Consiglio regionale, in occasione della prima seduta dopo la pausa estiva, le femministe del comitato 'Non una di meno'. Le attiviste indossavano pigiami e camicie da notte.

"Nonostante a oggi l'accordo sia congelato, noi non dormiremo finché l'accordo non sarà cancellato definitivamente e i fondi destinati ai consultori pubblici". Alle femministe, munite di cartelli con scritto 'io non dormo' e 'nessun dorma', non è stato consentito l'accesso all'aula dove si stanno svolgendo i lavori del Consiglio.

Parco Apuane, via libera a bilancio preventivo 2019

Via libera al bilancio preventivo 2019 e al piano di investimenti 2019-2021 del parco delle Alpi Apuane. Il conto economico, in equilibrio e con una maggiore autonomia finanziaria, incassa il voto a maggioranza del Consiglio regionale. Contrarie le opposizioni che assecondano la denuncia di presunte irregolarità in merito alla “trasparenza degli atti” avanzate dalla capogruppo della Lega Elisa Montemagni. Tali mancanze, a detta della consigliera, sarebbero “sufficienti a bloccare l’erogazione dei fondi all’ente Parco”. Sul bilancio Montemagni denuncia anche un “copia e incolla preciso degli anni precedenti. Cambiano solo i numeri ma non si ha certezza dell’insieme”.

“Se quanto detto dalla presidente della Lega corrisponde al vero, dovrebbe essere chiesto l’intervento della Procura” dichiara Giacomo Giannarelli (M5s). Sull’atto il consigliere anticipa un voto contrario soprattutto per la “necessità di segnare una differenza negli indirizzi del Parco stesso”. “C’è bisogno di più territorio” afferma poi avanzando la richiesta a Giunta e Consiglio di intervenire sulle norme per “consentire agli Enti di espletare per intero le proprie funzioni”.

Un “no convinto” al bilancio arriva dal capogruppo Sì – Toscana a sinistra Tommaso Fattori che parla di “gestione indecente”. “Il Parco nasce con una contraddizione gigantesca. Sullo sfondo c’è l’ingerenza delle lobby del marmo” dichiara e avverte: “Chiudere la legislatura senza intraprendere una strada diversa sarebbe dannoso”.

Sospendere l’approvazione del bilancio e rimandare l’atto in commissione è quanto chiede Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt) intendendo così cercare conferma o smentita a quanto denunciato dalla  capogruppo della Lega. Sul Parco la  consigliera è chiara: “L’Ente avrebbe la funzione di proteggere il territorio ma l’attività di escavazione va comunque avanti”.

Voto contrario arriva anche dal capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti che esprime “perplessità” su quanto dichiarato da Montemagni e parla di “verifica opportuna”.

A rispondere sulle presunte irregolarità, il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli (Pd) che spiega: “Non è compito nostro fare le verifiche. Segnaleremo quanto dichiarato in Aula agli organi competenti” e chiosa: “Faccio presente che non stiamo votando l’erogazione di fondi ma l’approvazione del bilancio”.

Il bilancio in sintesi

Il valore della produzione è previsto pari a 1milione 736mila 549,56 euro, in diminuzione di circa il 6,41 per cento rispetto al preventivo 2018 assestato. I ricavi delle vendite e delle prestazioni (316mila 500) risultano in diminuzione del 10,07 per cento rispetto all’anno precedente e registra ricavi per sanzioni amministrative, per il rilascio di autorizzazione di impatto ambientale, per contributo di estrazione.

I contributi in conto esercizio dalla Regione, 1milione 162mila 480 euro, sono in leggera diminuzione (-0,33 per cento, pari a 3mila 880) come pure quelli in conto esercizio da altri enti pubblici, 226mila 44,56 euro (-18.33 per cento pari a 50mila 373,49).

I costi della produzione risultano pari a 1milione 666mila 886,02, in diminuzione di circa 114mila euro (-6,42 per cento) rispetto alla previsione 2018. I costi per il personale (900mila 497,07) diminuiscono del 3,97 per cento rispetto alla previsione 2018 assestata in cui la cui stima era di 937mila 732,87 euro. La dotazione organica attuale presenta una copertura del 78 per cento (19,5 posti su 25 totali) e diminuirà a partire dal 31 dicembre 2019 per effetto di un pensionamento.

Nel programma annuale delle attività, il parco intende realizzare alcune linee considerate strategiche, tra queste il dinamismo e la competitività dell’economia toscana; il patrimonio culturale come opportunità di ‘buona rendita’; la coesione territoriale ed attrattività a cui si aggiungono quelli peculiari dell’Ente quali biodiversità, geodiversità; il valore e la vocazione nazionale\internazionale del parco.

Il Piano degli investimenti 2019-2021 (313mila 588,25 euro) prevede interventi sul 2019 pari a 208mila 588,25 euro per lavori di realizzazione impianti di vario tipo e dell’aula didattica del nuovo centro agricolo naturalistico di Bosa di Careggine (77mila 266,17); lavori propedeutici all’installazione di un parco avventura artificiale (24mila 192,88); realizzazione di un punto informativo e promozionale di prodotti agro-alimentari e artigianali di qualità, legati alla transumanza (30mila); modernizzazione e implementazione del centro visite del parco (77mila 49,20). Per il 2020 sono previsti interventi per un totale di 90mila euro per continuare, tra l’altro, i lavori sul fabbricato di Bosa. Nel 2021 sono previsti investimenti di 15mila euro per completare il recupero e la sistemazione agraria delle opere di terrazzamento nel Centro di Bosa.

Approvata Mozione per il teatro stabile in carcere a Volterra

Oggi il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato la mozione che sostiene la realizzazione di un teatro stabile nel Carcere di Volterra. Prima firmataria dell'iniziativa è la Consigliera Regionale Alessandra Nardini (PD).

Di seguito il suo intervento di oggi nell'Aula del Consiglio:

"L’esperienza del teatro all’interno del carcere di Volterra ha profondamente cambiato il profilo di quella che un tempo era una delle strutture di reclusione più dure in Italia.  In tanti anni di laboratori e produzioni si è potuta sperimentare la grande potenzialità dell’elaborazione artistica teatrale nel migliorare la vita in carcere e le capacità relazionali e lavorative dei detenuti, oltre a portare in scena degli spettacoli spesso di grande e riconosciuta qualità.

Come ho già avuto modo di dire pubblicamente penso che sia arrivato il tempo di dare a questa straordinaria esperienza lo spazio che merita e di giungere alla realizzazione di un Teatro stabile all’interno del carcere volterrano. 
Da più parti si è levata questa richiesta. Il Garante per i diritti dei detenuti è arrivato a lanciare una petizione online per sostenere questa prospettiva. Una petizione che, nella nostra mozione, chiediamo di sostenere con convinzione. 
Voglio anche ricordare che le Onorevoli Susanna Cenni e Lucia Ciampi hanno presentato in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati un’interrogazione proprio per sapere quali iniziative si intendano intraprendere per sbloccare le questioni relative all’edificazione. 
Non possiamo trascurare inoltre che per la realizzazione di questo Teatro stabile il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha, da tempo, stanziato oltre 1 milione di euro, al fine di costruire una struttura capace di accogliere circa 200 spettatori. Bene, è il momento di entrare nella vera e propria fase di realizzazione del Teatro stabile nel Carcere di Volterra. In tal senso considero significativo e importante il recente sopralluogo da parte della Regione, che fa ben sperare che qualcosa si stia movendo. 
La Toscana è stata la prima Regione a creare un progetto di rete delle attività dello spettacolo dentro gli istituti penitenziari ed è sempre stata in prima linea nel sostenere la causa di un miglioramento strutturale delle condizioni di vita all’interno delle carceri.
Anche per questo, per la nostra storia nobile e per i valori in cui crediamo, dobbiamo attivarci per arrivare al più presto all’obiettivo. 
Il teatro in carcere è una pratica artistica e formativa in grado di sviluppare e di fare riscoprire capacità e sensibilità personali, sia per il lavoro dell’attore in sé, sia per la possibilità di svolgere delle attività lavorative stimolanti in ambito artistico e tecnico. 
Questa filosofia, negli anni, ha  portato grandi risultati e anche premi importanti, che certificano l’alto livello dei laboratori nel carcere di Volterra, dove ogni anno arrivano persone da tutta Europa per assistere alle messe in scena, ma anche studiosi, tirocinanti, ricercatori, studenti. 
Insomma, abbiamo una grandissima esperienza che abbiamo il dovere di sostenere e a cui possiamo fare compiere grandi passi avanti ulteriori.
Per farlo è necessario arrivare all’obiettivo sollecitato in questa mozione: diamo al Carcere di Volterra un Teatro stabile".

Infrastrutture e grandi opere, approvate mozioni Pd e M5S

Il Governo deve mantenere gli impegni presi sulle grandi opere necessarie alla Toscana. È quanto chiede la mozione del gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, presentata in Aula insieme a quella del Movimento 5 Stelle, che impegna l’esecutivo ad attivarsi per portare avanti e completare una serie di opere infrastrutturali “utili, sostenibili e indispensabili per uno sviluppo economico e una crescita produttiva”, a risolvere i molteplici problemi legati al traffico, a mettere in sicurezza strade, ponti e dighe, ad andare incontro alle esigenze dei pendolari.

Dopo ampio dibattito l’aula di palazzo del Pegaso ha registrato il voto favorevole su entrambe le mozioni. Su quella a firma Pd hanno votato a favore i gruppi di Pd e Lega, mentre il M5S ha optato per l’astensione; contrari i consiglieri di Sì-Toscana a sinistra. Sull’atto del M5S hanno invece detto sì Pd, M5S e Lega, con voto contrario di Sì-Toscana a sinistra.

L’esecutivo a guida Enrico Rossi, come ricordato nel corso dell’illustrazione dell’atto, è chiamato a “portare avanti con la massima intensità, gli interventi previsti nel Patto di sviluppo sottoscritto a luglio con categorie produttive, sindacati e parti sociali, per “sostenere l’economia e la buona occupazione”. L’intesa, ricorda la mozione, si muove su specifici ambiti di intervento selezionati per il “rilancio degli investimenti e della competitività del sistema economico regionale”: il sostegno agli investimenti privati per l’innovazione e l’economia circolare; la formazione; l’attivazione di ‘Garanzia Toscana’ (sistema pensato per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese); la promozione del marchio Toscana per il rafforzamento della competitività sui mercati internazionali.

Tra le infrastrutture strategiche ricordate nella mozione, anche il completamento del corridoio tirrenico (774milioni); il nodo dell’Alta velocità di Firenze (799,4 milioni), la Grosseto-Fano (274milioni), la bretella di Piombino, il raddoppio ferroviario della Pistoia-Lucca (328,5milioni), la Darsena Europa (667milioni), il raccordo ferroviario tra il porto di Livorno e l’interporto Vespucci di Guasticce (23,8milioni), l’integrazione degli scali aeroportuali di Pisa e Firenze che tiene dentro anche il nuovo Ponte sull’Arno di Signa (491,2milioni).

Come spiegato dal capogruppo Pd Leonardo Marras, “nel giorno in cui il governo Conte ha avuto la fiducia in Senato, abbiamo pensato di salutare questo processo di cambiamento con una stagione di dialogo aperto e leale, mettendo nero su bianco una serie di opere e condizioni da realizzare in Toscana”. “Questa è la nostra mappa e la nostra direzione”, ha concluso.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Giacomo Giannarelli (M5S) che, presentando la mozione del proprio gruppo, ha elencato come “indispensabili” per la nostra Regione una serie di interventi infrastrutturali: dal completamento delle terze corsie sulla A1 e A11 al completamento della Bretella di Piombino; dagli interventi sui tre porti strategici di rilevanza nazionale di Livorno, Piombino e Massa al recupero della ferrovia “marmifera di Carrara”. “Lavoriamo insieme sulle grandi opere nell’interesse della Toscana”, ha concluso.

Irene Galletti (M5S) si è invece concentrata sulle piccole infrastrutture, “sulle vie di accesso a terreni agricoli e forestali, che servono una Toscana minore ma che non sono meno importanti”; ha affermato la consigliera, augurandosi maggiori investimenti.

Per Elisa Montemagni (Lega) una cosa è certa: “La Toscana è indietro sulle infrastrutture e se il Pd riesce, insieme al M5S, a portare a casa la realizzazione di queste opere, non posso che fare i miei complimenti”. “Auguri al Pd – ha concluso – noi ci siamo già passati e sappiamo le difficoltà”, ha affermato annunciando il voto favorevole su entrambe le mozioni.

Stessa espressione di voto anche per il Pd, con Marras che ha parlato di “atto politico e sociale, che inaugura anche nei documenti uno stile più equilibrato”.

Fuori dal coro Sì-Toscana a sinistra. Secondo il capogruppo Tommaso Fattori “in questi anni sulle grandi opere si è fatta troppa retorica e non si possono votare delle liste di opere, essendo magari favorevoli ad alcune e contrari ad altre; il metodo più ragionevole sarebbe quello di affrontare separatamente ogni intervento infrastrutturale”. Da qui il voto contrario.

Rifiuti: bioplastica, Regione attivi tavolo per strategia impiantistica

La Regione si adoperi per individuare una soluzione definitiva al riciclaggio della bioplastica, riunendo a uno stesso tavolo i diversi attori coinvolti. È quanto chiede la mozione presentata da Sì-Toscana a sinistra ed approvata dal Consiglio regionale.

L’atto di indirizzo segue le recenti polemiche sullo smaltimento della plastica composta da materiale biologico. Secondo Alia, si legge nel testo, la bioplastica andrebbe gettata nei contenitori dellindifferenziata in quanto lazienda non è ancora in grado di compostarla, mentre Assobioplastiche ribadisce che il materiale è perfettamente compostabile. Da qui lappello alla Giunta per individuare una soluzione definitiva riunendo a uno stesso tavolo i soggetti gestori, le tre autorità di ambito, lassessorato regionale, Assobioplastiche, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica (Corepla) e il Consorzio italiano compostatori (Cic) per elaborare una strategia impiantistica e comunicativa condivisa.

Se davvero Alia e altri soggetti gestori della Toscana non fossero ad oggi in grado di compostare le bioplastiche  osserva il capogruppo Tommaso Fattori  ci troveremmo di fronte a un problema serio perché un materiale concepito per essere trattato come organico finirebbe invece per essere un rifiuto indifferenziato.

Il testo della mozione è stato emendato su richiesta della vicepresidente del gruppo Pd, Monia Monni, che ha chiesto di cassare due punti dellimpegnativa, relativi agli investimenti negli impianti di selezione e alla progettazione degli stessi, perché è necessario prima ascoltare le valutazioni del tavolo tecnico.

Sanità: misure di contrasto allobesità, respinta mozione della Lega

L’aula di palazzo del Pegaso ha respinto una mozione in merito alle azioni di contrasto allobesità da parte della Regione, presentata dai consiglieri regionali della Lega, Elisa Montemagni, Roberto Salvini, Roberto Biasci, Marco Casucci, Luciana Bartolini e Jacopo Alberti. Come sottolineato nellillustrazione da Casucci, lobesità è un problema di salute e di spesa. Anche in Toscana, secondo i dati di unindagine del 2016 alla quale la mozione fa riferimento, il 21,4 per cento dei bambini di 8-9 anni è sovrappeso (in Italia 21,3) e il 5,6 per cento è obeso (in Italia il 9,3). Per questo la mozione intendeva impegnare il presidente e la Giunta regionale ad adoperarsi presso il governo nazionale affinché lobesità fosse riconosciuta nellordinamento come malattia cronica, caratterizzata dagli elevati costi economici e sociali, così come fossero riconosciute una definizione del ruolo degli specialisti che si occupano di questa patologia e una definizione delle prestazioni di cura e delle modalità per il loro rimborso, per garantire una migliore mobilitazione delle risorse quando si tratta di prevenzione, cura e assistenza.

Ancora, nellatto si chiedeva un impegno a implementare in Toscana una rete di centri per la diagnosi e la cura dellobesità; a favorire la ricerca scientifica in campo alimentare; a introdurre leducazione sanitaria nelle scuole e puntare su programmi di promozione della salute e su strategie basate sullindividuo, attraverso un approccio multidisciplinare relativamente alle politiche di contrasto allobesità.

Di problematica importante e di attenzione che cresce ha parlato Ilaria Giovannetti (Pd); mentre Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha sottolineato che lobesità non è una malattia cronica e che la mozione non aggiunge niente a impegni già presi nella nostra regione: da qui linvito a ritirare latto. Irene Galletti (M5S), invece, dopo essersi soffermata sulle mense scolastiche e sulla formazione degli operatori, ha invitato a rinviare la mozione in commissione Sanità. Sulla stessa lunghezza donda anche Serena Spinelli (Gruppo misto/Art.1-Mdp) che ha parlato di malattia da disagio economico e sociale e di stili di vita come strumenti straordinari. Decisa la risposta del consigliere Casucci: Ho colto linteresse e suscitato un ampio dibattito, chiedo che laula si esprima.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa

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